Un gesto di generosità senza nome, che riempie il cuore di una famiglia che da quasi 80 anni piange la perdita, avvenuta in maniera tragica, di un ragazzo di soli 17 anni.
A Montevecchia uno sconosciuto cura la tomba di un ragazzo morto giovane
E’ un appello che nasce dal cuore quello del montevecchino Carlo Conti, 64 anni, volontario conosciutissimo in paese soprattutto per il suo impegno con gli Amici del Brughé. «Da sempre vado a fare visita al cimitero a mio zio Carlo, nato nel 1929 e scomparso nel 1947, all’età di soli 17 anni. Abitava in frazione Pioggia e lavorava in una ditta metalmeccanica qui in zona, a Cernusco o forse a Osnago, quando rimase vittima di un incidente con un disco metallico e morì in maniera tragica».
Conti, che chiaramente non ha mai conosciuto quello zio da cui ha ereditato il nome così come la cugina Carla, insieme alla propria famiglia ha sempre fatto visita alla tomba del parente, trovando grandi vasi di fiori nelle ricorrenze e nelle festività religiose più importanti. «Quando mio zio rimase vittima di quell’incidente sul lavoro, il suo titolare, che lo aveva molto a cuore e soffrì per quella tragedia, disse ai suoi familiari che si sarebbe occupato lui del funerale e della cura della tomba e così effettivamente fece – spiega Conti riportando quello che negli anni gli hanno raccontato i suoi parenti più anziani – Lui però sarà sicuramente mancato da anni, visto che già nel 1947 era adulto e aveva una ditta».

I marmi sono stati sistemati, la foto ripulita e hanno anche lasciato una caramella
Nei giorni scorsi, durante una visita al cimitero, il volontario di Montevecchia si è accorto che la tomba dello zio è stata ulteriormente sistemata: «Qualcuno ha cambiato i marmi, che erano molto rovinati, ha fatto ripulire la foto, che non era quasi più riconoscibile, e ha messo dei fiori nuovi».
A spingere Carlo Conti a lanciare il suo appello all’ignoto benefattore è stato però un dettaglio apparentemente di poco rilievo, ma in realtà molto tenero: «Sul monumento c’era una caramella Ambrosoli al miele. Non penso che ci sia finita per caso, che sia caduta a qualcuno e chi l’ha ritrovata l’abbia appoggiata lì, tra l’altro proprio nei giorni in cui la tomba è stata sistemata. La mia impressione è che sia stata messa lì da chi ha dato una ripulita al monumento e alla foto, come un piccolo dono per un ragazzo di 17 anni che nella sua vita non aveva mai avuto caramelle e aveva iniziato a lavorare molto presto».

L’appello del nipote: “Vorrei incontrare chi da anni compie questo bel gesto”
Il montevecchino, prima attraverso i suoi canali social e poi dalle pagine del nostro Giornale, ha così deciso di avviare la ricerca per incontrare lo sconosciuto o la sconosciuta che si occupa di mantenere in ordine la tomba di suo zio. «Ipotizzo che siano gli eredi del suo titolare, magari i nipoti o anche la generazione successiva, che in tutti questi anni si sono tramandati il lascito di occuparsi della tomba e di far sì che non finisse abbandonata, o forse qualcun altro che aveva a cuore mio zio – conclude Conti – Mi piacerebbe incontrare queste persone e ringraziarle».
Se l’ignoto benefattore dovesse riconoscersi nel gesto della sistemazione della tomba, può contattare Carlo Conti su Facebook.