I numeri

Lecchese sempre più multietnico: gli stranieri sono oltre 30 mila

I dati dell’ultimo censimento fotografano una realtà molto variegata. Nel capoluogo ed in alcuni Comuni rappresentano più del 10% della popolazione, mentre nelle aree montane la presenza è decisamente più ridotta

Lecchese sempre più multietnico: gli stranieri sono oltre 30 mila

Una provincia di Lecco sempre più multiculturale, ma con una presenza straniera distribuita in modo molto diverso sul territorio. Dai piccoli Comuni della Valsassina ai centri più popolosi della Brianza lecchese, sono oltre 30 mila i residenti con cittadinanza straniera che vivono oggi nella provincia di Lecco. Una diffusione che in alcune realtà supera il 10% della popolazione e che vede comunità storiche, come quella romena, affiancarsi a gruppi arrivati più recentemente dall’Africa, dall’Asia e dall’Europa orientale.

Lecchese sempre più multietnico: gli stranieri sono oltre 30 mila

I dati comunali fotografano una provincia nella quale l’incidenza media degli stranieri si aggira attorno al 9-10% della popolazione, con differenze significative tra aree montane, città, zona del lago e soprattutto il territorio della Brianza orientale, dove lavoro, collegamenti ferroviari e vicinanza all’area metropolitana milanese hanno favorito negli anni una maggiore presenza di cittadini stranieri.

Il comune con il maggior numero assoluto di residenti stranieri è naturalmente il capoluogo. A Lecco vivono 5.126 cittadini stranieri, pari al 10,88% dei residenti. La città raccoglie da sola una quota rilevante della popolazione straniera provinciale e presenta una comunità particolarmente articolata: la nazionalità più numerosa è quella romena, con 501 residenti, seguita da marocchini (278), ucraini (289), albanesi (283) ed egiziani (163). Ma il dato più significativo riguarda la voce «altre nazionalità», che conta 2.827 persone, segnale di una realtà ormai molto diversificata.

Se Lecco rappresenta il principale polo numerico, ci sono numerosi territori con percentuali decisamente più elevate. Il primato spetta a Cremeno, in Valsassina, dove gli stranieri sono 262 su 1.730 abitanti, pari al 15,14%. Seguono Taceno con il 14,31%, Cernusco Lombardone con il 13,86%, Perledo con il 13,20%, Airuno con il 13,08% e Malgrate con il 12,78%.

Tra i centri più popolosi spiccano invece alcuni Comuni della fascia meratese e dell’area dell’Adda. A Olgiate Molgora gli stranieri sono 752, pari all’11,97% della popolazione; a Osnago sono 564 (11,97%), a Paderno d’Adda 431 (11,11%), mentre Robbiate raggiunge il 10,59% con 670 residenti stranieri. Anche alcuni Comuni della zona sud-orientale mostrano percentuali superiori alla media: Bulciago conta 346 stranieri, pari all’11,89%, mentre Calco arriva a 549 residenti stranieri (10,15%), Lomagna a 516 (10,28%) e Oggiono a 917 (10,05%).

Un quadro che conferma come la presenza straniera sia maggiormente concentrata nei territori dove negli ultimi decenni si sono sviluppati insediamenti produttivi, servizi e una rete di collegamenti più favorevole verso Milano e Monza.

Analizzando le nazionalità, emerge il ruolo ancora centrale della comunità romena. In molti Comuni rappresenta il primo gruppo straniero: a Merate, ad esempio, sono 320 i residenti romeni, mentre a Lomagna raggiungono quota 226, a Robbiate 200, a Olgiate Molgora 163.

La seconda grande area di provenienza è quella nordafricana, con una forte presenza marocchina ed egiziana. I cittadini marocchini sono particolarmente numerosi a Oggiono, dove sono 195, a Bulciago (109), a Casatenovo (107) e a Merate (77). Gli egiziani hanno invece una presenza significativa soprattutto nel capoluogo (Lecco, 163).

Un altro elemento emerso negli ultimi anni riguarda la crescita della comunità ucraina, legata anche agli arrivi successivi al conflitto iniziato nel 2022. Ad Abbadia Lariana sono il gruppo straniero più numeroso con 29 residenti, mentre a Lecco sono 289, una delle comunità più consistenti del territorio.

Non manca poi la presenza asiatica. I cittadini cinesi risultano particolarmente numerosi nel capoluogo (210) e a Colico (57), mentre la comunità filippina, pur meno numerosa, presenta concentrazioni specifiche: a Margno, ad esempio, rappresenta il gruppo straniero principale con 19 residenti su 32 stranieri complessivi.

Nei Comuni più piccoli i valori assoluti sono naturalmente ridotti, ma alcune percentuali risultano significative. In diversi paesi montani o lacustri bastano poche decine di residenti per modificare sensibilmente il rapporto con la popolazione complessiva. È il caso di Perledo, dove 111 stranieri portano l’incidenza al 13,20%, oppure di Taceno, dove 85 residenti stranieri su meno di 600 abitanti determinano una percentuale del 14,31%.

Al contrario, diversi Comuni mantengono una presenza molto contenuta: Erve si ferma all’1,48%, Valgreghentino all’1,96%, Suello al 2,76%, mentre Morterone e Pagnona non registrano residenti stranieri.

Il dato complessivo restituisce quindi l’immagine di una provincia nella quale la presenza straniera non è più un fenomeno limitato ai grandi centri, ma una componente stabile della società locale. La distribuzione delle comunità racconta anche la storia economica del territorio: le nazionalità europee si sono spesso radicate vicino alle aree industriali e ai servizi, mentre i nuovi arrivi hanno seguito le opportunità offerte dal mercato del lavoro, dalla rete familiare e dalla disponibilità abitativa.

Una presenza che negli anni ha contribuito a trasformare scuole, aziende, quartieri e servizi pubblici, rendendo il Lecchese una provincia sempre più inserita nei flussi migratori che interessano l’intera Lombardia.