Ma i numeri snocciolati dall’Amministrazione comunale di Casatenovo sulla rigenerazione urbana sono davvero un successo? Se lo chiede con tono polemico il gruppo di minoranza CasateSi, che nelle scorse ore è intervenuto sul tema con una nota.
Rigenerazione urbana, a Casatenovo si accende il dibattito
Questa la nota integrale della minoranza.

L’attuale Giunta ha recentemente dichiarato che circa l’80% degli immobili interessati dall’art. 11 delle Norme Tecniche di Attuazione del PGT si trova “con la procedura in corso”, presentando questo dato come la dimostrazione del successo della norma.
Crediamo sia corretto fornire ai cittadini una rappresentazione più corretta e completa della situazione.
Ad oggi, infatti, i dati inerenti gli immobili interessati, presentano questa situazione:
• 1 immobile ha concluso l’intero iter autorizzativo ed è in possesso di tutti i titoli necessari;
• 4 immobili hanno ottenuto l’autorizzazione paesaggistica per la sola demolizione, e devono ancora completare il procedimento edilizio;
• 3 immobili hanno semplicemente presentato la domanda di autorizzazione paesaggistica, il cui esito è ancora da definire;
• 6 immobili non hanno ancora presentato alcuna pratica.
• 1 immobile ha presentato una perizia su cui l’ufficio non si è ancora espresso;
• 2 immobili hanno presentato formale richiesta di proroga dei termini dell’art. 11;
• 1 immobile ha richiesto di essere stralciato dall’art. 11;
Sono dati oggettivi contenuti nella Delibera di Giunta n° 127 del 30.07.2026.
Definire indistintamente tutte queste situazioni come “procedura in corso” può certamente portare a parlare di un (se la matematica non è un’opinione) 44% di successo (non l’80% che probabilmente comprende anche eventuali semplici “interlocuzioni”, rimaste però tali), ma rischia anche di trasmettere ai cittadini un’immagine molto più avanzata e ottimistica di quella reale.
Esiste infatti una differenza sostanziale tra un intervento completamente autorizzato, uno fermo a un’autorizzazione preliminare e uno che non ha ancora avviato alcun procedimento.
Se oggi si applicasse l’art. 11 delle NTA nella sua formulazione vigente, il quadro sarebbe molto diverso da quello descritto dall’Amministrazione.
Allo stato attuale, infatti, un solo edificio ha completato integralmente il percorso previsto dalla norma. (ed allora sarebbe più veritiero parlare di un 6% di “successo”)
Per tutti gli altri immobili il procedimento non risulta perfezionato e, seguendo una rigorosa applicazione dell’art. 11, troverebbero applicazione le conseguenze previste dalla disciplina vigente, compresa la drastica riduzione della capacità edificatoria. Fatta salva l’applicazione della condizione sospensiva prevista dall’art. 11.3 g (che sospende i 24 mesi di tempo per gli edifici interessati da pignoramenti e situazioni simili).
L’eventuale proroga dei termini proposta nella Delibera di Giunta n° 127 potrà vedere la luce al termine dell’iter di approvazione della variante puntuale di PGT attualmente in corso, primavera/estate 2027 ?, e non modifica la situazione esistente ad oggi.
Ed è proprio questo il punto.
Una futura e auspicabile proroga potrà certamente consentire di recuperare situazioni oggi non concluse. Ma questo non significa che tali risultati siano già stati raggiunti, né che possano essere utilizzati per valutare l’efficacia della norma fino a questo momento.
I tempi di approvazione di paesaggistiche e pratiche edilizie si conoscono bene e i 24 mesi previsti dalla norma costituivano un tempo più che congruo.
La politica dovrebbe sempre distinguere tra i risultati conseguiti e quelli che spera di conseguire.
Per questo riteniamo che il giudizio sull’art. 11 debba fondarsi sui fatti: oggi un solo immobile su diciotto ha completato l’iter previsto dalla norma. Questo è il dato oggettivo da cui partire per qualsiasi valutazione seria.
Una riflessione finale è inevitabile.
Va riconosciuto all’attuale Amministrazione un indubbio talento nella comunicazione: riesce spesso a confezionare numeri e statistiche in modo da far apparire straordinari anche risultati che, osservati più da vicino, raccontano una realtà ben diversa.
È una qualità che, probabilmente, risulterebbe molto gradita in un’agenzia di marketing pubblicitario.
In un’amministrazione pubblica, però, i cittadini hanno diritto soprattutto a una cosa: che i numeri vengano raccontati per quello che sono, senza bisogno di effetti speciali.Il gruppo consiliare CasateSi
A stretto giro è giunta la replica di Lorenzo Citterio, vicesindaco con delega all’Urbanistica.

Leggo con sorpresa le precisazioni del gruppo di minoranza sugli edifici dismessi e credo sia necessario fare chiarezza, una volta per tutte, soprattutto perché si è scelto di intervenire pubblicamente sulla stampa senza prima un confronto con l’Amministrazione sullo stato aggiornato delle singole situazioni.
Un confronto che, sui temi urbanistici, non è mai mancato nel corso degli ultimi mesi e che non sarebbe certo mancato, come di consueto, in Commissione Ambiente e Territorio dopo l’estate, quando avremmo fatto il punto puntuale sulle singole schede.
Comprendo la necessità — o forse anche l’urgenza (?) — di contestare all’Amministrazione a fronte di un segnale concreto di cambiamento per Casatenovo, ma faccio sinceramente fatica a comprendere la scelta della minoranza di erigersi a certificatore di dati che pretende di correggere sulla stampa, senza essersi prima preoccupata di verificarne l’effettivo stato.
Il punto è molto semplice: i dati comunicati dall’Amministrazione sono ufficiali, aggiornati e riferiti allo stato effettivo dei procedimenti. Non sono una costruzione comunicativa né, tantomeno, una statistica “confezionata” per raccontare un risultato politico.
E c’è un ulteriore elemento che rende ancora più evidente quanto sia discutibile la ricostruzione proposta dalla minoranza. Proprio nei giorni scorsi, considerata la vicinanza del termine previsto dalla disciplina, sono pervenute due ulteriori istanze: un progetto di riqualificazione e un piano di recupero. Due nuovi procedimenti che si aggiungono quindi a quanto riportato nell’allegato alla deliberazione di Giunta e che dimostrano, ancora una volta, che la situazione è in continua evoluzione.
Il quadro aggiornato delle 15 schede individuate dalle Norme di Attuazione del PGT è pertanto il seguente:
– 12 schede su 15 hanno visto le proprietà attivarsi concretamente, presentando pratiche o avviando procedimenti finalizzati al recupero, alla riqualificazione o alla demolizione degli edifici dismessi;
– 1 scheda ha visto la proprietà chiedere lo stralcio dall’elenco degli edifici dismessi;
– 1 scheda non ha, allo stato attuale, visto la presentazione di alcun progetto;
– 1 scheda presenta il termine sospeso, in quanto interessata da procedure concorsuali.Questo è il dato che la minoranza, nel tentativo di ridimensionare il risultato, sembra voler far sparire dalla discussione, attaccandosi a delle piccole porzioni di un edificio – suddiviso in piccole particelle – per cercare di nascondere pretestuosamente un risultato importante dell’Amministrazione. Una minoranza interessata soltanto a voler trasmettere alla cittadinanza un messaggio negativo, per dipingere Casatenovo come un paese immobile e che si sta spegnendo, anziché riconoscere un passo avanti importante che c’è stato sui temi urbanistici grazie ad un PGT coraggioso, che ha richiesto agli Uffici e all’Amministrazione un lavoro importante negli scorsi mesi.
Si può certamente discutere di quanto tempo occorrerà per arrivare alla conclusione dei singoli interventi. Si può chiedere che i procedimenti procedano più velocemente. Si può legittimamente pretendere che gli edifici vengano effettivamente recuperati.
Ma sostenere che l’Amministrazione abbia costruito un dato per “vendere” un successo che non esiste è un’altra cosa. E semplicemente non corrisponde alla realtà.
Confondere, come fa la minoranza, “edificio completamente recuperato” con “procedimento amministrativo avviato” è una semplificazione che può forse funzionare in un comunicato politico, ma non restituisce minimamente la complessità dei procedimenti urbanistici.
Anzi, proprio il fatto che a ridosso della scadenza siano arrivate altre due istanze dimostra che la norma ha prodotto quello che ci si proponeva: spingere i proprietari di immobili dismessi e degradati a uscire da una situazione di immobilismo e ad avviare concretamente un percorso di recupero.
Non mi resta quindi che confermare quanto già evidenziato nel comunicato, rimandando alla conferenza stampa di settembre — come era già previsto — un aggiornamento puntuale su ciascuna delle 15 schede, con lo stato dei singoli procedimenti e degli interventi, restando a piena disposizione di tutti i Consiglieri comunali
Nel frattempo, però, un dato resta incontestabile: la previsione introdotta dal PGT ha funzionato.
Ha fatto riattivare proprietari che per anni non erano intervenuti, ha aperto interlocuzioni con tecnici e uffici, ha prodotto richieste di demolizione, progetti di recupero, riqualificazioni e procedimenti urbanistici.
Questo è un risultato concreto dell’Amministrazione. Che alla minoranza piaccia o meno, non sarà una ricostruzione giornalistica frettolosa a cancellarlo.