Un territorio sempre più in difficoltà, schiacciato dall’aumento del costo della vita, dalla crisi abitativa e da un mercato del lavoro che offre occupazioni sempre più precarie. È il quadro tracciato da Cgil Lecco, Spi Cgil e Federconsumatori, che lanciano un forte allarme sulla situazione economica e sociale della provincia.
«Svolta necessaria con i rinnovi contrattuali, tutela attiva per la salute, sinergie per welfare ed innovazione», affermano le tre organizzazioni, sottolineando la necessità di interventi strutturali per invertire una tendenza che rischia di aggravare ulteriormente le condizioni delle famiglie lecchesi.
Lecco, Cgil, Spi e Federconsumatori: “Salari fermi e caro vita in aumento”
Secondo l’analisi, l’attuale scenario economico è caratterizzato da una vera e propria “emorragia economica” che incide pesantemente sui bilanci familiari. Nonostante una lieve flessione dell’inflazione, attestata al 2,8% nel mese di luglio, il rincaro del costo della vita comporta una spesa aggiuntiva stimata in 924,60 euro all’anno per ogni nucleo familiare.
Retribuzioni e pensioni, invece, restano sostanzialmente ferme, costringendo molte persone a ridurre anche le spese essenziali e a rinunciare alle vacanze estive. Nel 2026, spiegano Cgil, Spi e Federconsumatori, andare al mare è diventato decisamente più costoso: i servizi balneari hanno registrato un incremento medio del 2,7%, con punte del 4% per gli abbonamenti giornalieri, mentre mangiare negli stabilimenti balneari costa mediamente il 45% in più rispetto ai ristoranti esterni. A pesare sono anche i costi della mobilità, con il prezzo del gasolio fermo attorno ai 2,185 euro al litro, nonostante gli interventi sulle accise.
Particolarmente critica anche la situazione abitativa, soprattutto lungo la sponda orientale del Lago di Como. La crescita di Bed & Breakfast e affitti brevi sta riducendo il numero di abitazioni disponibili per i residenti, contribuendo a un forte aumento dei canoni di locazione. Una dinamica che, secondo le organizzazioni sindacali, rende sempre più difficile per i giovani conquistare l’autonomia abitativa. A ciò si aggiunge il fenomeno delle truffe online legate ai cosiddetti “B&B fantasma”, che hanno già coinvolto milioni di italiani.
Le difficoltà si riflettono anche sul sistema produttivo locale. La manifattura, settore trainante dell’economia lecchese, registra infatti una flessione degli avviamenti al lavoro pari all’1,2%. Preoccupa inoltre la qualità dell’occupazione: il 62% dei nuovi contratti previsti è a tempo determinato, confermando una situazione di forte precarietà.
Le organizzazioni evidenziano anche il persistente divario di genere. Le donne risultano infatti più numerose tra gli inattivi, spesso a causa dei carichi di cura familiare che il sistema di welfare non riesce a sostenere, e continuano a essere le principali destinatarie dei contratti a orario ridotto.
Un altro tema centrale riguarda il diritto alla salute. Secondo Cgil, Spi e Federconsumatori cresce il ricorso alla sanità privata, la cui spesa in Italia è destinata a sfiorare i 78 miliardi di euro nel 2025, mentre quasi un cittadino su dieci rinuncia alle cure per motivi economici o a causa delle lunghe liste d’attesa del servizio sanitario pubblico.
Per questo motivo lo Spi Cgil Lecco continua a mettere a disposizione dei cittadini il proprio sportello sociale, attivo in tutte le 14 sedi Cgil della provincia, con l’obiettivo di aiutare le persone a far emergere i diritti inespressi, in particolare quelli legati all’accesso alle cure, accompagnandole nella ricerca di soluzioni ai problemi legati alle liste d’attesa.
Per le tre organizzazioni la risposta deve arrivare da una riforma complessiva del sistema. In quest’ottica viene indicato come fondamentale anche l’accordo quadro e la trattativa sul nuovo modello contrattuale e di rappresentanza, ritenuti strumenti capaci di favorire un riallineamento economico e normativo attraverso i prossimi rinnovi dei contratti nazionali.
Prosegue inoltre la raccolta firme sulle due proposte di legge dedicate agli appalti e al potenziamento della sanità pubblica, che resterà aperta fino alla fine di settembre 2026. L’obiettivo è garantire pari condizioni economiche e normative negli appalti, contrastare il dumping contrattuale e rafforzare il diritto universale alla cura.
«Dobbiamo superare la logica degli algoritmi che riducono solo i costi e rimettere al centro il valore della persona e la redistribuzione della ricchezza. Solo creando sinergie contro le speculazioni energetiche sarà possibile garantire la tenuta sociale della comunità lecchese», concludono Cgil Lecco, Spi Cgil e Federconsumatori.