il ricordo di Riccardo

La storia di Ricky Galbiati diventa un film

Il film è stato realizzato per dare continuità alla memoria di Ricky e trasformare una tragedia familiare in un messaggio di speranza e di sostegno per gli altri

La storia di Ricky Galbiati diventa un film

Domenica 5 luglio, al Lecco Film Fest, si è svolta, con la moderazione di Giancarlo Ferrario, la presentazione, senza proiezione, del film «Il tuo cuore, la mia stella» per narrare come il bene possa nascere da un dolore infinito, quello di un padre che perde un figlio all’improvviso.

La storia di Ricky Galbiati diventa un film

E’ la storia di Riccardo Galbiati, stroncato da un attacco cardiaco a soli 15 anni mentre sciava con il papà Marco, imprenditore di Bevera di Barzago.

Il film è diretto dal regista Francesco Patierno e interpretato da Alessandro Preziosi, Francesca Cavallin, Maximilian Dir ed Eva Riccobono. La trama segue la dolorosa vicenda di un padre che ha perso il figlio 15enne sulle piste da sci. Marco Galbiati, padre e ceo della Galbiati Family di Sirone, ha saputo trasformare con grande coraggio il suo dolore in positività, dando vita nel 2017 all’associazione «Il tuo cuore, la mia stella», in onore del figlio; sostenendo progetti di cardiochirurgia pediatrica e promuovendo la cultura della donazione degli organi.

Ma il suo impegno in questi dieci anni è stato caratterizzato anche da tante altre iniziative dove il dolore ha lasciato spazio all’amore e alla speranza. Come, ad esempio, il libro «Il tuo cuore, la mia stella», edito nel 2018; la presidenza dal 2018 al 2022 dell’Istituto di Formazione Professionale Cfpa di Casargo, la scuola dove studiava Riccardo per diventare chef, e  l’apertura del ristorante «Il Porticciolo» di Lecco nel 2020 prima come Academy del Cfpa e poi nel 2024 come iniziativa di un gruppo di amici imprenditori per aiutare i giovani a entrare nel mondo del lavoro.

Mantenere vivo il ricordo del figlio

Marco Galbiati ha spiegato che la spinta ad adattare il suo libro per il grande schermo è nata proprio dal desiderio di mantenere vivo il legame con il figlio Riccardo. «Avere il coraggio di raccontare la storia di un ragazzo scomparso così giovane significa assumersi una responsabilità, ma è soprattutto un gesto d’amore nei suoi confronti», ha affermato.

Il film è stato realizzato per dare continuità alla memoria di Ricky e trasformare una tragedia familiare in un messaggio di speranza e di sostegno per gli altri.

Tra i temi centrali del progetto emerge la donazione degli organi. Galbiati ha ribadito di credere nel ruolo dei giovani «come motore di cambiamento», auspicando che il film possa essere proiettato nelle scuole per sensibilizzare le nuove generazioni alla donazione degli organi e contribuire ad aumentare le adesioni: «Il tema è prepararsi per arrivare a saper dire di sì».

Il ruolo del regista nella trasposizione

Il regista Francesco Patierno ha raccontato invece il suo approccio al film, spiegando di aver esitato in un primo momento: «Non ho detto subito sì. Sono solito immergermi nelle storie con tutto me stesso e questa, che parla di un figlio, per me era difficilissima».

La svolta è arrivata quando ha individuato una chiave narrativa precisa: «Ho avuto un’idea, soprattutto per il finale e a quel punto ho accettato». Patierno ha sottolineato anche il rapporto costruito con la famiglia Galbiati, che si è affidata a lui durante le riprese: «Mi ricordo ancora la prima volta che ci siamo incontrati: c’è stata da subito una grande sintonia».

Galbiati ha poi sottolineato il ruolo fondamentale del cast nella riuscita del film, elogiando la sensibilità con cui gli attori hanno saputo dare vita alla sua storia: «Sono riusciti a interpretare noi, le nostre emozioni, come se ci avessero studiati a memoria». Un risultato che, secondo il papà di Riccardo, testimonia l’impegno e il profondo coinvolgimento umano con cui il progetto è stato realizzato.
A riallacciarsi al tema del festival – la figura di San Francesco – è stato monsignor Davide Milani, che ha fortemente sostenuto la presenza del film nel programma della rassegna.

«Il collegamento sta proprio nel tema delle creature», ha spiegato, sottolineando come il film diventi una «creatura artistica capace di trasformare una vicenda individuale in una storia universale».