il duplice lutto

L’ospedale Mandic perde due colonne del personale

Due figure accomunate dalla dedizione al lavoro e dalla capacità di creare legami sinceri con chiunque incrociasse il loro cammino

L’ospedale Mandic perde due colonne del personale

Nel giro di pochi giorni il personale dell’ospedale Mandic ha dovuto dire addio a due colleghi stimati. Una doppia perdita che ha colpito profondamente i corridoi del presidio, dove Simonetta de Blasio e Brahim Hamli prestavano servizio come operatori sociosanitari ausiliari.

L’ospedale Mandic perde due colonne del personale

Due figure accomunate dalla dedizione al lavoro e dalla capacità di creare legami sinceri con chiunque incrociasse il loro cammino. Simonetta de Blasio, residente a Olginate, se n’è andata a 61 anni (ne avrebbe compiuti 62 l’11 agosto), a causa di una malattia che negli ultimi mesi si era fatta aggressiva. In servizio al Mandic dalla metà degli anni Novanta, era diventata un volto familiare per tutti i pazienti che frequentano il Centro prelievi.

La sua scomparsa lascia un vuoto non solo professionale ma anche umano, segnato da una vita privata colpita da sofferenze, come la perdita della figlia e quella del compagno.

 

Il ricordo dei due operatori

«Simonetta era una persona solarissima, non faceva mai mancare il saluto o un sorriso a nessuno – ha spiegato l’infermiera Marisa Barelli, amica e collega – Era semplicemente impossibile non volerle bene. Se avevi bisogno di qualcosa lei era subito pronta ad aiutarti». Il legame tra le due era nato poco dopo il 1991, quando Simonetta de Blasio era arrivata in ospedale. «Mancherà a tutti la sua solarità – ha ricordato Marisa Barelli – quella capacità di accogliere chiunque con un calore speciale». Venerdì mattina si è spento anche Brahim Hamli, classe 1968, operatore di origini marocchine che lavorava nella struttura semplice di Endoscopia.

Brahim era arrivato al Mandic da circa dieci anni e in breve tempo si era fatto apprezzare per la sua professionalità e per il suo carattere aperto. La sua morte è arrivata come un fulmine a ciel sereno: un ricovero recente sembrava essersi risolto, prima del peggioramento.

«Lavorava in Endoscopia ed era una presenza costante nei corridoi – ha aggiunto l’infermiera Marisa Barelli – Era molto conosciuto e amato dai colleghi con cui aveva saputo stringere rapporti di amicizia vera».

Due addii che hanno privato l’ospedale di due professionisti gentili.