La decisione era già stata presa da tempo ma, a due danni di distanza dalle prime avvisaglie, ora c’è anche l’ufficialità: la storica ciminiera di Carnate, poco distante dal territorio meratese, verrà demolita entro il mese di luglio.
Il dado è tratto: la storica ciminiera sarà abbattuta
La parola fine a una questione che si trascina ormai da tempo è arrivata la scorsa settimana, con la comunicazione giunta ai residenti (e ovviamente anche al Comune) da parte della proprietà dell’area residenziale in cui insiste la torre di mattoni, in via Colombo, nel cuore del quartiere Fornace. Un provvedimento che, come raccontano i colleghi di PrimaMonza, fa il paio con la scelta dell’Amministrazione, che già due anni fa aveva annunciato di aver trovato l’accordo con il privato proprio per arrivare alla demolizione.
Questione di sicurezza
Alla base della decisione, drastica ma a quanto pare inevitabile a questo punto, c’è sostanzialmente un problema di staticità e quindi di sicurezza e incolumità pubblica: in altre parole, la ciminiera è instabile, degradata e, non da ultimo, a rischio collasso. Ciminiera che, ricordiamo, era di proprietà della famiglia Sesana, titolare di una storica fabbrica di mattoni che chiuse definitivamente i battenti nel 1969:
“La struttura è fuori asse di 45 centimetri a causa principalmente del vento – aveva spiegato lo strutturista Alberto Colombo in occasione di un’assemblea pubblica convocata due anni fa, quando per la prima volta venne annunciata l’intenzione di procedere con l’abbattimento della ciminiera – Questo a causa delle fessurazioni e delle risposte fisiche dei mattoni, che dopo tanti anni di usura non versano certo in buone condizioni. E la situazione è destinata a peggiorare visto che negli anni la ciminiera si è sbilanciata sempre di più”.
Salvataggio impossibile
Diverse le soluzioni studiate dall’Amministrazione per provare a salvare il comignolo che da sempre identifica il quartiere, ma tutte sono state scartate nel tempo perché “oltre a essere economicamente insostenibili, non avrebbero consentito né il collaudo strutturale conformemente alle norme vigenti, né il mantenimento dei caratteri architettonici ed estetici della ciminiera”.
La principale ipotesi relativa al salvataggio, ricordiamo, avrebbe portato alla realizzazione un “cappotto” di calcestruzzo che avrebbe fornito un sostegno strutturale, ma anche in questo caso l’idea non ha convinto né l’Esecutivo, né tanto meno l’azienda edile “Schiavi”, che detiene ancora la proprietà dell’area in questione. Area che, prima di tornare nelle disponibilità del Comune, dovrà essere collaudata: operazione però impossibile da portare a termine finché la torre resterà in queste condizioni di insicurezza e instabilità.
Demolizione entro luglio
Da qui la decisione di procedere con la demolizione:
“Avevamo chiesto due differenti perizie, ma entrambe hanno dato lo stesso parere – spiega il sindaco Rosella Maggiolini – Purtroppo ci troviamo nelle condizioni di doverla demolire. Avremmo tutti preferito salvaguardare questo manufatto piuttosto simbolico per Carnate, ma del resto si tratta di una questione di sicurezza pubblica, su cui non possiamo sorvolare”
Nessun intervento di salvataggio, dunque, nonostante le prese di posizione della minoranza di “Carnate Unita”, che a più riprese aveva sollecitato l’Amministrazione affinché vagliasse ogni possibilità pur di preservare almeno una parte della struttura. Così, però, non sarà: la ciminiera è destinata a essere demolita entro il prossimo 31 luglio.
Al suo posto un grande albero
L’operazione, che sarà interamente a carico dell’impresa edile che ha realizzato l’adiacente complesso residenziale, prevede che al posto della fornace venga posato un altro simbolo:
“L’intenzione è quella di mantenere intatto solamente il basamento in cemento, entro cui verrà piantato un grosso albero che in altezza possa ricordare proprio la torre – ha aggiunto il sindaco – Intorno, poi, verrebbe creato un piccolo giardino con panchine e pannelli che descrivano brevemente la storia del luogo e dell’opera. Ci rendiamo conto che verrebbe meno un “monumento” di Carnate, ma ribadisco che la sicurezza dei cittadini non può essere messa in secondo piano”