Trovare una Rsa disponibile in tempi brevi e a costi sostenibili sta diventando una delle principali preoccupazioni per molte famiglie lecchesi. L’aumento dell’età media della popolazione, unito alla scarsità di posti letto e alle rette sempre più onerose, sta infatti mettendo sotto pressione il sistema dell’assistenza agli anziani. A lanciare l’allarme è il nuovo report elaborato dalla Fnp Cisl Monza Brianza Lecco, che analizza la situazione delle strutture presenti nell’Ats Brianza, il territorio che comprende anche la nostra provincia.
Il primo dato riguarda i costi. Nel 2025 la retta media per un posto letto in Rsa ha raggiunto i 2.631,75 euro al mese, pari a oltre 87 euro al giorno. Una cifra che supera ampiamente l’importo medio di una pensione e che rende sempre più difficile sostenere economicamente un ricovero di lunga durata. Per molte famiglie il ricorso ai risparmi o all’aiuto dei parenti è diventato inevitabile. Altre scelgono di mantenere l’anziano a domicilio affidandosi a una badante, soluzione che però presenta costi e problematiche organizzative non trascurabili.
Rsa, rette elevate e attese infinite: tutti i dati della provincia di Lecco
«Il problema è sotto gli occhi di tutti – osserva la segretaria della Fnp Cisl Monza Brianza Lecco, Caterina Valsecchi – Se consideriamo che il valore medio di una pensione varia tra 1.300 e 1.400 euro al mese, anche aggiungendo i 550 euro dell’indennità di accompagnamento si resta ben al di sotto dell’importo della retta e quindi bisogna attingere ad eventuali risparmi o all’aiuto di congiunti e parenti. A partire dal periodo post pandemico la Regione Lombardia ha erogato contributi per circa 220 milioni di euro annui agli enti gestori delle Rsa, ma non è intervenuta per sostenere le famiglie che si trovano sempre più in difficoltà, in un contesto economico già complicato. Con l’assessorato al Welfare è in atto un confronto su questo tema e l’auspicio è che si possano concordare presto delle misure finalizzate a contenere le spese a carico degli utenti».
Se l’aspetto economico rappresenta una criticità pesante, quello dell’accesso ai servizi è altrettanto delicato. Le domande in lista d’attesa nell’Ats Brianza sono infatti salite a 14.829, in aumento rispetto all’anno precedente.
Di fronte a tempi d’attesa che possono superare i tre mesi, molte famiglie lecchesi si trovano costrette a guardare oltre i confini provinciali. Cercare un posto disponibile altrove significa spesso allontanare il proprio familiare dalla rete di affetti e relazioni costruita nel corso della vita. Il fenomeno delle cosiddette «migrazioni assistenziali» è in crescita in tutta la Lombardia e rappresenta uno degli aspetti più delicati emersi dal report. La distanza tra il luogo di residenza e la struttura comporta inevitabilmente una riduzione delle visite e dei contatti con i familiari, con possibili ricadute sul benessere psicologico degli anziani.
Nel territorio dell’Ats Brianza gli over 65 sono ormai quasi 300 mila e continuano ad aumentare anno dopo anno. Un dato che lascia prevedere un ulteriore incremento della domanda di servizi sociosanitari nei prossimi anni. Particolare attenzione è rivolta anche alla diffusione delle demenze e dell’Alzheimer. Le strutture specializzate stanno aumentando, ma il fabbisogno resta elevato. Nell’Ats Brianza i nuclei Alzheimer sono oggi 26 e mettono a disposizione 659 posti letto dedicati, in crescita rispetto al 2024. Secondo la Cisl, il sistema necessita di interventi capaci di sostenere sia le strutture sia le famiglie.
«Il mondo delle Rsa non può essere governato esclusivamente dalle logiche di mercato – sottolinea il segretario generale Mirco Scaccabarozzi – Occorre garantire maggiore uniformità nei servizi e contenere il peso economico che grava sugli utenti».
Sul territorio operano complessivamente 73 Rsa, quasi tutte di natura privata. I posti letto autorizzati sono 6.637, ma negli ultimi anni sono cresciuti soprattutto quelli «solventi», per i quali l’intera spesa resta a carico delle famiglie.
L’impressione è che il Lecchese, come il resto della Lombardia, si trovi davanti a una sfida destinata ad assumere un peso sempre maggiore. Con una popolazione che invecchia e bisogni assistenziali sempre più complessi, il tema delle Rsa si conferma uno dei nodi centrali del welfare locale dei prossimi anni.

