"Sanità a rischio"

Cgil e Uil contro l’esternalizzazione dell’Ospedale di comunità di Merate

"Una scelta che indebolisce il servizio pubblico e apre alla privatizzazione strisciante”

Cgil e Uil contro l’esternalizzazione dell’Ospedale di comunità di Merate

FP CGIL Lecco e UIL FP del Lario e Brianza esprimono forte preoccupazione e netta contrarietà rispetto alla decisione di ASST Lecco di procedere all’affidamento esterno della gestione degli Ospedali di Comunità di Merate e Introbio, attraverso una gara europea dal valore complessivo superiore ai 10 milioni di euro per 72 mesi, con possibilità di rinnovo per ulteriori 24 mesi.

Cgil e UIL contro l’esternalizzazione degli Ospedali di Comunità di Introbio e Merate

Si tratta, secondo le organizzazioni sindacali, di una decisione particolarmente grave che conferma un trend ormai consolidato di progressivo restringimento del perimetro del servizio sanitario pubblico, proprio in un territorio come quello lecchese che sta già vivendo una situazione di forte difficoltà organizzativa e una cronica carenza di personale infermieristico nei presidi ospedalieri di Lecco, Merate e Bellano.

Per FP CGIL e UIL FP, la scelta si inserisce nel più ampio percorso previsto dal PNRR e dal DM 77/2022, che avrebbe dovuto rappresentare una svolta nel rafforzamento della sanità territoriale attraverso Case di Comunità, Centrali Operative Territoriali e Ospedali di Comunità come strumenti pubblici di prossimità e presa in carico. Tuttavia, nella realtà dei fatti, emerge con chiarezza il limite principale di questa programmazione: sono state realizzate infrastrutture importanti senza garantire contestualmente il personale necessario a farle funzionare.

Massimo Coppia - Segretario Generale della UIL FP del Lario e Brianza
Massimo Coppia – Segretario Generale della UIL FP del Lario e Brianza

Non si può continuare a costruire strutture senza investire parallelamente nel lavoro pubblico e nelle condizioni di chi opera nella sanità”, dichiarano Teresa Elmo e Massimo Coppia.
ASST Lecco sceglie invece la strada dell’esternalizzazione, scaricando sul sistema cooperativo pezzi sempre più rilevanti del servizio sanitario pubblico.

Un passaggio particolarmente critico, secondo i sindacati, riguarda la scelta del contratto collettivo applicato al personale che verrà impiegato nella gestione esternalizzata. La delibera, infatti, richiama il CCNL delle Cooperative Sociali, determinando così l’applicazione di condizioni economiche e normative peggiorative rispetto a quelle previste dal CCNL della Sanità Pubblica.

È inaccettabile che servizi pubblici sanitari vengano erogati attraverso lavoro contrattualmente meno tutelato e meno valorizzato”, sottolineano Elmo e Coppia. “Questo genera inevitabilmente una disparità di trattamento tra professionisti che, pur svolgendo le medesime funzioni all’interno dello stesso sistema sanitario, si troveranno a operare con diritti e tutele profondamente differenti.”

I sindacati parlano apertamente di una deriva pericolosa che rischia di trasformare la sanità pubblica in un sistema a più velocità, in cui la qualità dei servizi viene progressivamente subordinata alle logiche di contenimento della spesa e di esternalizzazione.

Teresa Elmo - Segretaria Generale della FP CGIL Lecco
Teresa Elmo – Segretaria Generale della FP CGIL Lecco

Noi siamo fortemente contrari a una sanità al ribasso, perché riteniamo che la qualità dei servizi non possa essere garantita comprimendo diritti, salari e tutele dei lavoratori. Da sempre condanniamo il dumping contrattuale, che crea disparità tra professionisti, svaluta le competenze e alimenta una competizione al ribasso inaccettabile nel settore sanitario. Tutto questo si traduce inevitabilmente in lavoro povero: condizioni economiche e professionali non dignitose che incidono negativamente non solo sui lavoratori, ma anche sulla qualità dell’assistenza offerta ai cittadini”.

Un ulteriore elemento di criticità riguarda la logica stessa degli appalti pubblici, che introducono inevitabilmente meccanismi di competizione economica tra operatori. Secondo FP CGIL e UIL FP, questo tipo di impostazione finisce per incidere direttamente sull’organizzazione del lavoro e sulla qualità dell’assistenza, poiché il contenimento dei costi può tradursi in riduzione del personale, maggiore precarizzazione e peggioramento complessivo delle condizioni operative.

Le organizzazioni sindacali contestano inoltre le motivazioni contenute nella delibera aziendale, laddove si sostiene che l’esternalizzazione consentirebbe una maggiore efficienza operativa, una maggiore flessibilità organizzativa e un’ottimizzazione dei costi. Si tratta, secondo i sindacati, di una visione che rischia di ridurre il lavoro sanitario a una mera voce di bilancio, dimenticando che proprio il lavoro è il presupposto fondamentale per garantire qualità, continuità assistenziale e sicurezza delle cure.

Anche sul piano economico, FP CGIL Lecco e UIL FP del Lario e Brianza esprimono forti dubbi sulla sostenibilità dell’operazione, ritenendo che l’affidamento all’esterno della gestione degli Ospedali di Comunità possa comportare costi complessivi elevati senza produrre un reale rafforzamento strutturale del sistema sanitario territoriale pubblico.

Infine, le due sigle sindacali esprimono piena solidarietà e condivisione rispetto alle criticità denunciate dalla RSU di ASST Lecco, che ha segnalato una mancanza di trasparenza nei processi decisionali e un progressivo svuotamento del confronto sindacale.

La difesa della sanità pubblica passa anche dalla difesa del lavoro pubblico, delle corrette relazioni sindacali e della qualità dei servizi garantiti ai cittadini”, concludono Teresa Elmo e Massimo Coppia.
Continueremo a contrastare ogni processo che produca privatizzazione, dumping contrattuale e arretramento del sistema sanitario pubblico territoriale”.