l'intervento

Chiusura del ponte di Brivio, i Comitati: “Comprendiamo i disagi, ma non siamo noi i responsabili”

"Noi non abbiamo mai affermato di non volere un nuovo ponte viario o un raddoppio ferroviario. Diciamo però che va progettato dove può essere utile a migliorare la viabilità e non a fare danni"

Chiusura del ponte di Brivio, i Comitati: “Comprendiamo i disagi, ma non siamo noi i responsabili”

Il Comitato Cittadini Ponti di Paderno d’Adda, Verderio e Robbiate interviene in merito alle lamentele per il traffico dovuto alla chiusura del ponte di Brivio, sostenendo che molti cittadini, esasperati dalla situazione, se la prendano proprio con il Comitato, per la sua ferma opposizione al progetto del nuovo ponte a ridosso del San Michele.

A tal proposito, il Comitato sottolinea però di non aver mai detto di non volere un nuovo ponte o raddoppio ferroviario, ma di volerlo nel “posto giusto”, dove “non crei danni”. Di seguito riportiamo l’intervento completo.

Chiusura del ponte di Brivio, i Comitati: “Comprendiamo i disagi, ma non siamo noi i responsabili”

Si moltiplicano sui “social” e anche sulla stampa le lamentele per le lunghe code che si stanno verificando sulle strade in prossimità dell’attraversamento del San Michele a causa della chiusura del ponte di Brivio.

Molti cittadini esasperati se la prendono coi Comitati che si stanno opponendo al nuovo ponte a ridosso del S. Michele. Comprendiamo i disagi di chi ogni giorno deve attraversare l’Adda ma non siamo certamente noi i responsabili delle decisioni che ne sono la causa.

Accettare la costruzione di un nuovo ponte come prospettato a ridosso dell’attuale comporterà un riversamento di un volume di traffico su strade che non lo possono sopportare e le stesse code di oggi si formerebbero ad ogni rotatoria, ogni semaforo, incrocio e passaggio a livello esistente e i disagi alla viabilità saranno duraturi negli anni a venire.

Noi non abbiamo mai affermato di non volere un nuovo ponte viario o un raddoppio ferroviario. Diciamo però che va progettato dove può essere razionale, valido, utile a migliorare la viabilità e vivibilità e non a fare danni.

Molti anni sono trascorsi dalla chiusura del San Michele al traffico pesante e all’introduzione del senso unico alternato; nel frattempo, le Province e la Regione hanno lasciato in sospeso qualsiasi intervento necessario a garantire un collegamento tra le due sponde del fiume causando i disagi alla viabilità degli scorsi anni da Brivio a Trezzo d’Adda, culminati nel delirio di questi giorni con la chiusura del ponte a Brivio. Gli atti amministrativi sono lì a dimostrarlo.

Dopo anni e anni di mancata manutenzione del San Michele R F I, proprietaria del ponte nel 2018/19, ha deciso per un intervento radicale che avrebbe dovuto garantirne la vita sino al 2050. Il risultato finale è che rimane il senso unico alternato con fine vita del ponte all’anno 2030.

Le difficoltà viarie sul San Michele e la contemporanea chiusura del ponte a Brivio sono la dimostrazione di una mancanza di programmazione di Province e Regione e la volontà di realizzare il nuovo ponte a ridosso del San Michele è frutto delle stesse carenze programmatiche. Le lunghe code, i disagi di oggi, non centrano nulla con i Comitati e chi lo afferma o non è informato o, peggio, è in malafede.

Siamo solidali con chi deve sopportare le lunghe code e condividiamo le preoccupazioni Del Comitato Dei Verghi, frazione di Calusco d’Adda, che devono affrontare la possibilità di abbattimento di alcune loro abitazioni. Anche la candidatura del San Michele a patrimonio Unesco è un punto irrinunciabile e un nuovo ponte, come ipotizzato affiancato a pochi metri, ne annullerebbero ogni possibilità.

Il nuovo ponte si costruisca al posto giusto più a sud e le responsabilità dell’attuale situazione si attribuiscano a chi le ha eluse.

Comitato Cittadini Ponti