A Villa Facchi

Intelligenza artificiale e sanità: un confronto costruttivo a Casatenovo

Molti i relatori di spessore, la serata è stata moderata da Basilio Pugliese, responsabile Organizzazione del direttivo di Azione Lecco

Intelligenza artificiale e sanità: un confronto costruttivo a Casatenovo

Un confronto tra ricerca, clinica e informazione scientifica. Ha riscontrato un buon successo l’incontro organizzato mercoledì sera a Villa Facchi da Azione Lecco, per approfondire il ruolo dell’IA nei percorsi di cura, nella ricerca biomedica e nel rapporto tra cittadini, professionisti sanitari e nuove tecnologie.

All’incontro sono intervenuti Maria Pia Abbracchio, responsabile nazionale di Azione per Università e Ricerca; Roberto Cosentino, giornalista esperto di tecnologia; Ernesto Damiani, professore ordinario di Informatica all’Università di Milano; Filippo Galbiati, sindaco e medico; Marco Mauri, Artificial Intelligence and Robotic Process Automation Team Manager; Fabio Fedeli, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Lecco.

La serata è stata moderata da Basilio Pugliese, responsabile Organizzazione del direttivo di Azione Lecco.

Intelligenza artificiale e sanità: un confronto costruttivo a Casatenovo

Il confronto ha affrontato il tema da più prospettive. Marco Mauri ha introdotto il quadro generale dell’intelligenza artificiale, richiamando la definizione di IA come capacità di una macchina di mostrare abilità quali ragionamento, apprendimento, pianificazione e creatività, e ha posto l’accento sulle implicazioni etiche di una trasformazione ormai centrale anche per la sanità.

Il professor Ernesto Damiani ha illustrato alcune applicazioni dell’IA nella ricerca sanitaria e nei contesti clinici: dalla diagnostica per immagini al monitoraggio dei pazienti, fino all’uso dei modelli linguistici specializzati. Dal suo intervento è emersa l’importanza di distinguere tra strumenti generalisti e sistemi progettati per ambiti medici, dove accuratezza, protezione dei dati e affidabilità assumono un ruolo centrale.

Il contributo di Roberto Cosentino ha riguardato il rapporto tra cittadini, informazione sanitaria e chatbot. Dal passaggio dal “Dr Google” ai sistemi conversazionali, il punto centrale è stato il rischio di attribuire all’IA una capacità di ascolto, comprensione e autorevolezza che non possiede.

Tra i temi trattati: cybercondria, allucinazioni, effetto Eliza e necessità di verificare sempre le fonti, soprattutto in ambito sanitario. Particolare rilievo ha avuto la testimonianza del dottor Filippo Galbiati, nel doppio ruolo di sindaco e medico. Il suo intervento ha riportato il dibattito alla dimensione concreta dei servizi sanitari, con attenzione alle esigenze dei pazienti, al lavoro dei professionisti e alle condizioni reali in cui le tecnologie possono entrare nei processi di cura.

La presenza di Fabio Fedeli ha aggiunto il punto di vista delle professioni infermieristiche, centrali nella trasformazione digitale della sanità. Il tema dell’intelligenza artificiale è stato collegato anche all’assistenza quotidiana, alla relazione con il paziente e alle nuove competenze richieste agli operatori sanitari.

Dalla serata è emerso un messaggio condiviso: l’intelligenza artificiale può rappresentare uno strumento utile per la medicina, la ricerca e l’accesso alle informazioni, ma deve restare un supporto e non sostituire il rapporto con il medico. La qualità dei dati, la tutela della privacy, la trasparenza dei sistemi e la capacità critica dei cittadini restano condizioni decisive per un uso responsabile