Venerdì 01 maggio 2026, in occasione della celebrazione dedicata ai lavoratori, emerge un quadro chiaro per il comparto manifatturiero. Le micro e piccole imprese (MPI) lombarde considerano l’inserimento di nuove leve una scelta strategica per mantenere la competitività. Attualmente, oltre il 60% dei profili richiesti dai laboratori e dalle officine risulta di difficile reperimento.
Il ricambio generazionale nel comparto artigiano
Il settore coinvolge oggi 467.048 lavoratori, incidendo per il 10,2% sull’occupazione totale regionale. Il comparto affronta una contrazione demografica che prevede una riduzione della componente giovanile del 7,6% nei prossimi vent’anni. Integrare risorse nate negli ultimi tre decenni è diventato indispensabile per non disperdere il patrimonio di competenze tecniche.
Eugenio Massetti (in copertina), Presidente di Confartigianato Lombardia, ha spiegato:
“In Lombardia le micro piccole imprese e le aziende artigiane sono assetate di giovani perché garantiscono quella continuità del fare e il know-how che altrimenti rischiano di andare dispersi e perché, già oggi, rappresentano uno dei principali motori dell’innovazione.”
Per queste realtà, il talento individuale permette di incidere direttamente sul processo produttivo.
Formazione aziendale e tempi di inserimento
I dati indicano che le entrate programmate di figure under 30 nelle MPI lombarde rappresentano il 32,6% del totale. Nonostante l’interesse dei datori di lavoro, mancano all’appello circa 15 mila profili necessari per le attività artigiane. La carenza di personale è un limite strutturale, tanto che il 68% degli imprenditori mantiene l’organico anche durante le flessioni della produzione.
L’inserimento di un nuovo profilo richiede un investimento di tempo rilevante, con una media di 15 mesi di formazione per raggiungere la piena operatività. Nelle piccole realtà, chi entra può seguire lo sviluppo di un’idea dalla fase embrionale fino alla consegna del prodotto finito al cliente.
Impatto delle tecnologie e intelligenza artificiale
Le nuove generazioni, dotate di competenze digitali innate, sono determinanti per la trasformazione tecnologica delle imprese. La loro presenza permette di unire il sapere dei professionisti esperti a soluzioni d’avanguardia. Nelle realtà che impiegano personale under 30, l’adozione di strumenti di intelligenza artificiale raggiunge il 24%, dato superiore rispetto alle aziende senza giovani.
L’ingresso di queste risorse è un fattore di crescita comparabile all’acquisto di nuovi macchinari. Attrarre giovani non risponde solo a una necessità numerica, ma è la condizione per accelerare l’innovazione e sostenere il futuro produttivo della regione.
Profili tecnici e distribuzione sul territorio
La domanda si focalizza su ruoli operativi specifici come elettricisti, idraulici, meccanici, muratori e manutentori. Il 68,7% delle richieste riguarda giovani con un diploma professionale, specialmente negli indirizzi meccanico, elettrico ed edile. Le province di Milano, Brescia e Bergamo mostrano i flussi più consistenti di entrate programmate.
Senza un ricambio generazionale costante, l’artigianato lombardo rischia una riduzione della capacità produttiva. La sfida attuale consiste nel rendere queste professioni attrattive per garantire la tenuta del sistema economico locale nel lungo periodo.