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Il cernuschese Santoro torna ad abitare a Caserta e fa l’assessore da remoto

A un anno dalla fine del mandato si è trasferito al sud per stare più vicino alla sua famiglia. "Non vorrei abbandonare l'incarico - ha commentato - ma se per qualcuno è un problema farò un passo indietro"

Il cernuschese Santoro torna ad abitare a Caserta e fa l’assessore da remoto

Fa «l’assessore da remoto», a quasi 800 km di distanza dal Comune di Cernusco, dove detiene la delega al Bilancio dopo una breve parentesi nel settore Cultura e Istruzione.
E’ una situazione anomala, possibile solo in un’era tecnologica come quella odierna, in cui basta avere uno smartphone per collegarsi in una riunione con persone dall’altra parte del mondo, quella che sta vivendo l’assessore cernuschese Pietro Santoro.

Il cernuschese Santoro fa l’assessore da remoto

Dalla fine di marzo, è tornato nel suo paese d’origine San Tammaro, in provincia di Caserta, per motivi familiari e professionali, e da lì svolge tutte le attività e gli incarichi legati al suo impegno amministrativo nella Giunta di Gennaro Toto.

«Sono arrivato in Brianza 11 anni fa, ero un ragazzino di 24 e ora sono diventato un uomo – racconta ripercorrendo la sua esperienza – Pur abitando a Osnago ho sempre fatto tutto a Cernusco, ho insegnato religione alla scuola primaria e poi mi sono impegnato in politica. Ora però era tempo di tornare a casa perché voglio stare più vicino alla mia famiglia». Così Santoro, che negli ultimi anni ha lasciato l’insegnamento e ha cominciato a lavorare nel pubblico, prima in Comune a Robbiate e poi a Merate, ha vinto un concorso come istruttore a Casaluce, a pochi chilometri dal suo paese d’origine. Senza però lasciare il ruolo di assessore a Cernusco.

“I numeri sono numeri, posso seguire il Bilancio anche da lontano”

«Fortunatamente siamo in un’era dove si può gestire tutto da remoto – sottolinea – Quando abitavo in Brianza il mercoledì e il venerdì pomeriggio ero in Municipio, ora negli stessi momenti mi collego in call. Il Bilancio consuntivo (presentato in Assise venerdì 24 aprile 2026, ndr) l’ho preparato in buona parte da Caserta senza difficoltà ed è anche stato il primo ad essere pronto in tempo – scherza – I numeri sono numeri, magari è più complesso l’aspetto politico».

Il timore, infatti, è che i colleghi di opposizione o i cittadini possano non condividere la presenza di un assessore fisicamente distante. «Io la vedo in un altro modo – precisa – ma qualora si dovesse ritenere che il mio lavoro non è adeguato o che il fatto di essere lontano da Cernusco non porti benefici per il Comune sono pronto a fare un passo indietro. Non è semplice nemmeno per me, per il Consiglio ho dovuto organizzarmi con il lavoro, spendere tanti soldi di treno… Poi vedremo per il futuro, l’idea è cambiare il regolamento del Consiglio in modo che io possa partecipare alle sedute da remoto quando non ci sono questi importanti legate al Bilancio».

“Non mi candiderò più a Cernusco”

Santoro sottolinea poi il massimo appoggio da parte della Giunta: «Loro sono stati i primi, nella mia vita, che mi hanno accettato per quello che sono e hanno valorizzato il mio lavoro. Hanno condiviso il mio desiderio di arrivare alle prossime elezioni, che saranno nella primavera del 2027. Voglio chiudere un cerchio, ma poi chiaramente non mi candiderò più a Cernusco essendo lontano. Questo paese mi ha accolto e mi ha dato tanto, ma penso anche di aver restituito qualcosa con il mio impegno».

Per il futuro chissà, magari l’impegno si concretizzerà nella politica locale del suo territorio d’origine. «Vedremo, oggi mi sento come una madre che ha appena partorito, ricorda i dolori del parto e non vuole altri figli – scherza – In futuro può darsi che decida di candidarmi qui, mi sono speso per un paese che non era il mio, figuriamoci se non lo farei per la mia casa».
Nel frattempo, continua, a distanza, a «fare i conti» per il Comune che l’ha adottato: «Sempre con impegno e trasparenza, anche se vuol dire avere il coraggio di portare in Consiglio dieci debiti fuori bilancio in una volta sola».