«Non ha più senso avere dei piccoli Comuni. Uniamo Bulciago, Cassago e Cremella». Lorenzo Colzani, medico di base e consigliere di minoranza per il gruppo Tu Cassago, riporta in auge le fusioni degli enti locali.
Sul suo profilo Facebook, infatti, nei giorni scorsi ha lanciato un’idea sulla falsariga di quello che sta accadendo nella vicina provincia di Como, dove i cittadini di Lambrugo e Lurago d’Erba tra poche settimane – precisamente il 17 maggio – andranno alle urne per decidere sulla fusione dei due paesi.
“Uniamo i Comuni di Cassago, Cremella e Bulciago”
In caso di voto affermativo, le due municipalità smetteranno di esistere e ne nascerà un processo di fusione che nel nostro territorio abbiamo già vissuto negli anni passati, con la fusione di Rovagnate e Perego nel nuovo Comune di La Valletta Brianza e dei due Verderio Superiore e Inferiore che superarono definitivamente i campanilismi dando vita a un unica municipalità.

«Penso che quello che sta avvenendo nel Comasco sia una bella notizia – ha argomentato Colzani – Il mio pensiero, che è anche condiviso dai miei colleghi del gruppo Tu Cassago, è che questa scelta di fondere due Comuni di piccoli dimensioni come Lambrugo e Lurago sia lungimirante e saggia e secondo me potrebbe funzionare anche sul nostro territorio. Io, essendo di Cassago e lavorando a Bulciago, vivo molto questi paesi e percepisco molto spesso il pensiero delle persone sul funzionamento della macchina amministrativa. Ho pensato che potrebbe essere un’idea interessante quella di fondere Bulciago, Cassago e Cremella, ma in questo ragionamento potrebbero rientrare altri Comuni come ad esempio Barzago e Nibionno».
Secondo Colzani, tutti questi Comuni di dimensioni simili e con molte affinità, dovrebbero fondersi per creare un unico ente più grande: «Questi paesi hanno una compenetrazione territoriale e di servizi, come ad esempio i supermercati, gli istituti comprensivi e le parrocchie, per cui sono Comuni molto affini tra loro. Con una fusione tra enti, gli uffici comunali avrebbero una conformazione più appetibile rispetto a quella attuale, con maggiori economie di scala e un risultato più efficiente. La fusione poi sarebbe secondo me un procedimento migliore rispetto all’unione, che porta con sé un carico di lavoro molto pesante, come abbiamo visto di recente nel Lecchese, e molti limiti».
Insomma, una proposta rivoluzionaria quella del consigliere di minoranza cassaghese: «La mia generazione sta abbandonando i campanilismi di un tempo e il futuro va verso questa direzione. Per farlo però ci vuole molto coraggio e una lungimiranza politica da parte delle Amministrazioni comunali, che devono quindi ragionare in questo senso per favorire la vita dei cittadini. Da questo punto di vista, le parrocchie, che su diversi aspetti hanno una mentalità un po’ antica, hanno avuto una grande lungimiranza, unendo i fedeli nelle comunità pastorali. La strada da seguire è questa, ma ci vuole il coraggio di intraprenderla».
La proposta di fondere i tre Comuni nel Casatese è quindi stata lanciata, ora non resta che vedere le reazioni da parte dei politici interessati per capire se questa strada potrà essere percorsa in futuro o se raccoglierà, come in passato, molto scetticismo.