Un segnale forte e concreto arriva soprattutto dalle nuove generazioni: donare non è solo un gesto, ma una scelta consapevole che guarda al futuro. È questo il messaggio più incoraggiante emerso oggi, mercoledì 25 marzo 2026, dal bilancio 2025 di Avis Provinciale Lecco, presentato in vista della 31ª assemblea provinciale degli associati, che si terrà il 28.
Avis provinciale Lecco: in aumento i nuovi donatori. Giovani in prima linea
I numeri raccontano una realtà solida e in crescita. Nel 2025 i soci donatori sono aumentati dell’1,99% rispetto all’anno precedente, ma il dato più significativo riguarda i nuovi ingressi: +7,5%, pari a 1.364 nuovi donatori. Di questi, oltre 800 hanno meno di 35 anni. Un trend estremamente positivo, consolidato dal 2020, che rappresenta una vera garanzia per il futuro.
«È un dato che ci conforta molto – sottolineano dall’associazione – perché significa che nei prossimi anni potremo contare su una base ampia e stabile di donatori, in grado di sostenere pienamente la nostra attività».
Oggi, in provincia di Lecco, i donatori attivi hanno raggiunto la quota di 15.581, un risultato che si inserisce in una crescita di lungo periodo: negli ultimi trent’anni, i donatori Avis sul territorio sono aumentati del 65%. Un dato superiore non solo alla media lombarda, ma anche a quella nazionale.
Dal punto di vista operativo, la provincia si conferma autosufficiente per quanto riguarda il sangue. L’associazione dichiara che nei due ospedali lecchesi vengono raccolte oltre 30.000 unità all’anno, ma solo circa la metà è necessaria localmente, motivo per cui ben 18.000 unità sono destinate a strutture sanitarie fuori provincia e anche fuori regione. «Questo dimostra – spiegano i responsabili – quanto il nostro territorio sia virtuoso e fondamentale per il sistema sanitario più ampio».
Diverso, invece, è il discorso per il plasma. Nonostante nel 2025 si sia registrato un aumento del 9% nella raccolta, l’Italia resta ancora lontana dall’autosufficienza e deve ricorrere all’importazione dall’estero. «Si tratta di un fabbisogno in continua crescita, legato soprattutto alla produzione di farmaci salvavita destinati a pazienti con malattie croniche o immunodeficienze – viene spiegato –. Il plasma è oggi la vera sfida, perché la domanda cresce costantemente e richiede uno sforzo organizzativo maggiore».
Ad incidere sono anche le caratteristiche dei due componenti: il sangue ha una durata limitata e deve essere utilizzato entro 40 giorni, mentre il plasma può e deve essere congelato per preservarne le caratteristiche terapeutiche, in particolare i fattori della coagulazione. Un elemento che rende ancora più strategica la sua raccolta.
La prospettiva futura è chiara: potenziare la capacità operativa. «La nostra sfida – concludono da Avis – è aumentare personale, attrezzature o ampliare gli orari di attività. Ma si tratta di un percorso da condividere con la Regione, perché noi gestiamo il donatore, ma il sistema è più ampio».
L’assemblea provinciale sarà quindi un momento cruciale non solo per fare il punto, ma per tracciare le linee guida dei prossimi anni. Con una certezza: a Lecco la cultura della donazione è viva e guarda avanti.



