Un problema che si protrae da anni, contro il quale il Comune di Osnago ha tentato di tutto ma senza successo.
Si tratta dei piccioni, che nella scuola primaria Collodi di Osnago hanno ben pensato di nidificare e non sloggiare più, al punto tale che di recente l’Amministrazione ha dovuto spendere quasi 600 euro per ripulire davanzali e punti luce dal loro guano.
Piccioni a scuola a Osnago
«Alla scuola primaria sono in corso i lavori per rifare il cappotto e l’impresa che se ne sta occupando deve intervenire in prossimità di alcuni corpi lucidi che dai corridoi danno sull’esterno, senza però possibilità di essere aperte – spiega il sindaco Felice Rocca, ricostruendo l’iter che ha portato alla determina dell’Ufficio Tecnico datata 13 marzo 2026 – Per far lavorare la ditta era necessaria una pulizia e una rimozione del guano dei piccioni, per un ammontare di 490 euro più Iva, per un totale di 597 euro. Una spesa irrisoria, ma che andava prevista».
Tentati tanti rimedi, il sindaco: “Sono infestanti”
Come dicevamo, il problema dei piccioni è ormai noto a chi frequenta il plesso di via Edison. Inizialmente la prima strategia messa in atto per tenere lontani i piccioni era stata quella di posizionare reti e dissuasori sotto il tetto, ma questo rimedio aveva così portato i pennuti a posizionarsi più in basso, riempiendo di deiezioni proprio le finestre e i corpi lucidi.
Nel 2022, però, l’Amministrazione si era affidata ad una nuova tecnologia tedesca, che prevedeva l’utilizzo di una speciale gelatina che, senza comportare nessun rischio per l’incolumità dei piccioni, faceva sì che questi si riflettessero in maniera anomala su finestre e corpi lucidi, spaventandosi da soli.
Un metodo che avrebbe dovuto allontanare i piccioni, ma è servito solo in parte, come conferma Rocca. «Parliamo di animali infestanti, trovano ogni angolo per infilarsi, anche sotto i pannelli fotovoltaici, ed è proprio impossibile debellarli – prosegue il primo cittadino – A Osnago questo problema si verifica ovunque ci siano tetti poco vissuti, come in alcune cascine alle Orane».