Tornano le Giornate Fai di primavera, il Fondo per l’ambiente italiano, che offrono l’opportunità di visitare tanti luoghi, eccezionalmente aperti al pubblico per l’occasione. Le Giornate Fai sono eventi di raccolta fondi: partecipare a ogni visita con una donazione significa sostenere la missione della Fondazione.
In caso di particolare affluenza l’ingresso al luogo potrebbe non essere garantito. Chi ha la tessera Fai o fa la tessera direttamente in loco, ha diritto all’accesso prioritario.
Giornate Fai di Primavera 2026: ecco i luoghi da visitare nel nostro territorio
Gli appuntamenti da segnare sul calendario sono per sabato 21 e domenica 22 marzo, quando anche nel nostro territorio sarà possibile visitare e ammirare diversi luoghi. Ne ricordiamo qui alcuni fra quelli più caratteristici.
Due le dimore storiche visitabili a Merate: Villa Ponti Grecchi e Villa Lavezzari. Villa Ponti Grecchi sarà aperta domenica 22 dalle 10 alle 17 e non è richiesta alcuna prenotazione. La visita: «Varcato il cancello d’ingresso alla corte e superato il portico voltato i visitatori, verranno accompagnati, ai cinque saloni dei ricevimenti dai pavimenti in marmo e dai soffitti riccamente decorati con prospettive barocche e vedute paesaggistiche. Alcuni saloni a cassettoni lignei, con tutte le pareti ornate da dipinti su tela. Osserveremo i prestigiosi lampadari in cristallo di Murano. Ognuna con dettagli distintivi e colori differenti, si affacciano sul parco della villa divisa da ampie vetrate. Salendo al primo piano, attraverso la scala monumentale, entreremo nella galleria distributiva anch’essa riccamente decorata che affaccia sul cortile. A questo piano visiteremo un ambiente a giorno affacciato sul giardino. Tornando al piano inferiore visiteremo il giardino con la splendida balconata barocca che allunga lo sguardo verso il paesaggio e verso Montevecchia. Di ritorno visiteremo la Cappella dell’Addolorata».

Anche per Villa Lavezzari non è richiesta prenotazione. Sarà aperta sia sabato che domenica dalle 10 alle 17. La visita: «Entreremo dall’ingresso principale su strada, superando la piccola torretta che separa i due cancelli e segna la soglia tra pubblico e privato, tra strada e giardino. Dopo un breve percorso immersi nel verde, incontreremo la villa, di cui potremo leggere chiaramente le volumetrie e i luoghi esterni di pertinenza, dominati dall’imponente torre. Ci addentreremo quindi nei locali principali del piano terra per poi spostarci alla scoperta del grande giardino. Superato il cortile adiacente alla casa, saliremo fino al punto più alto della collina lungo un asse prospettico che conduce a una prima fontana, seguita da un gazebo, fino alla piscina. Questo asse, orientato verso il Santuario della Beata Vergine del Carmelo di Montevecchia, definisce la struttura formale del giardino e guida lo sguardo lungo i suoi percorsi. Da questo punto panoramico, la vista si apre in tutte le direzioni, fino alle Prealpi lecchesi. Scendendo dal versante opposto della collina, orientato a ovest, individueremo l’area produttiva florovivaistica, attualmente in fase di ristrutturazione, che ospitava anche un sistema di vasche per l’allevamento di pesci d’acqua dolce. Da qui torneremo al secondo ingresso con una rigenerante passeggiata ai margini della zona boscata».
Due anche i luoghi che si possono ammirare a Imbersago, il traghetto e Villa Colonna Mombello. Per il traghetto non serve la prenotazione, è in funzione sabato dalle 10 alle 17.30 e domenica dalle 10 alle 18. La visita a Villa Colonna Mombello è invece riservata agli iscritti al Fai ed è necessaria la prenotazione. La dimora, oggi al centro di un complesso progetto di restauro, sarà aperta dalle 10 alle 17.
Gli altri luoghi aperti nella nostra provincia sono tutti a Valmadrera. La visita sarà a cura del Fai di Lecco, che la illustra così: «Il nostro itinerario ideale partirà dal centro Fatebenefratelli, nel cuore del paese. Qui, con l’aiuto degli apprendisti ciceroni del Liceo classico Alessandro Manzoni di Lecco e con la collaborazione dei ragazzi della scuola media dell’Istituto Maria Ausiliatrice di Lecco, avremo modo di conoscere il passato di questo borgo, che ne ha influenzato e caratterizzato lo sviluppo successivo. Scopriremo il patrimonio naturalistico dell’Orto botanico di erbe medicinali, legato all’ordine religioso dei Fatebenefratelli, l’edificio che da grande casa di una nobile famiglia divenne, per opera dei religiosi, un centro di cura per i malati, e la Chiesa di Sant’Antonio, caratterizzata dalla particolarità di avere due campanili».
Nel corso delle due giornate sarà poi possibile andare alla scoperta di Villa Gavazzi, Cascina don Guanella e, nella mattinata di sabato, l’impianto tecnologico con il termovalorizzatore di Silea.
I luoghi in Bergamasca
In provincia di Bergamo, la Delegazione, il Gruppo FAI Giovani e il Gruppo FAI della Bassa Bergamasca propongono un itinerario con protagonisti Ponte San Pietro, Torre de’ Busi e la Bassa Bergamasca con una speciale visita diffusa “Sulle tracce dei Galliari” tra Caravaggio, Treviglio, Arzago d’Adda e Dalmine, a cui aggiungere il Mulino Maurizio Gervasoni di Baresi a Roncobello e Palazzo Moroni in città alta a Bergamo.
Potete scoprir tutti i luoghi Fai andando sul sito fondoambiente.it