Futuro incerto

Avis Merate: una sezione stabile e in salute, ma i piani alti chiedono un nuovo presidente

Venerdì scorso l’assemblea ordinaria dopo le dimissioni di Troiano a dicembre: il vice Barelli predica calma

Avis Merate: una sezione stabile e in salute, ma i piani alti chiedono un nuovo presidente

Una sezione in salute sotto il profilo delle attività e dei numeri, ma ancora priva di una guida stabile. È quanto emerso dall’assemblea ordinaria dell’Avis di Merate, convocata venerdì sera al centro anziani Teodolinda, dove il tema dell’elezione del nuovo presidente ha inevitabilmente catalizzato l’attenzione nel finale dei lavori.

A parlare apertamente di una situazione «anomala» è stato Sergio Mauri, intervenuto in qualità di rappresentante provinciale. Il riferimento è all’assenza di un presidente eletto, dopo che Lorenzo Troiano ha lasciato l’incarico lo scorso 12 dicembre, a dieci mesi dall’elezione, per ragioni personali. Da quel momento le redini dell’associazione sono passate al vicepresidente vicario Stefano Barelli, affiancato in questa fase di transizione da Angelo Gesti ed Emanuele Greco.

Avis Merate: una sezione stabile e in salute, ma i piani alti chiedono un nuovo presidente

«Serve al più presto una figura che abbia la rappresentanza legale» ha sottolineato Mauri, sollecitando il Consiglio direttivo a procedere con la nomina. Pur riconoscendo la solidità della sezione meratese, capace di sostenere anche altre realtà del territorio, il rappresentante provinciale ha ribadito che un’associazione di queste dimensioni non può rimanere a lungo senza un presidente formalmente in carica. Lo Statuto prevede, qualora non emergano candidature interne, la convocazione di un’assemblea straordinaria che potrebbe individuare anche un nominativo esterno. L’attuale vicepresidente non è candidabile a causa del limite dei mandati. «Ci stiamo attivando per individuare una soluzione», ha tuttavia rassicurato Barelli, mentre dalla sala è arrivata la richiesta di comprendere meglio l’impegno richiesto dal ruolo prima di avanzare disponibilità. Fino a quel momento la serata si era svolta in un clima disteso.

Dopo il ricordo dei soci scomparsi nel corso del 2025, Barelli ha illustrato la relazione annuale sull’andamento dell’associazione, evidenziando dati che confermano la tenuta della base sociale.

Nel corso dell’ultimo anno si sono registrati 223 nuovi ingressi, a fronte di 237 uscite legate soprattutto al raggiungimento dei limiti di età, a problemi di salute o a trasferimenti. I donatori complessivi sono oggi 2.710, di cui 2.692 operativi e 18 collaboratori. Un equilibrio che consente di mantenere stabile il numero complessivo rispetto all’anno precedente. In aumento l’attività trasfusionale: le donazioni totali hanno raggiunto quota 5.182, suddivise in 4.108 prelievi di sangue intero e 1.074 di plasma. Un risultato superiore a quello del 2024, quando le donazioni si erano fermate a 5.013 complessive. In particolare cresce il contributo della plasmaferesi, anche in risposta alle indicazioni regionali.

Rafforzata la sinergia con il Centro trasfusionale dell’ospedale cittadino

Rafforzata la sinergia con il Centro trasfusionale dell’ospedale cittadino, a cui la sezione ha messo a disposizione una nuova strumentazione digitale per il controllo dei parametri vitali dei donatori, così da garantire maggiore sicurezza durante le operazioni. Parallelamente è proseguita l’attività di sensibilizzazione sul territorio, con il sostegno a eventi podistici e la collaborazione con gli istituti scolastici per la distribuzione delle agende agli studenti. Tra le iniziative più recenti anche il corso per l’utilizzo del defibrillatore promosso dal capogruppo Edoardo Demontis insieme al Comune di Imbersago e ai volontari della Croce Bianca di Merate.

Il 2026 sarà inoltre un anno speciale: la sezione celebrerà i 75 anni dalla fondazione, con circa 700 riconoscimenti “minori” e 250 onorificenze “maggiori”, per premiare la fedeltà e la costanza dei donatori.

Sul fronte economico l’assemblea ha approvato il rendiconto 2025, presentato dalla tesoriera Piera Valnegri, insieme alla relazione dell’addetto contabile Domenico Baio, che ha espresso parere favorevole. L’esercizio si chiude con entrate pari a 122.712,80 euro e uscite per 108.861,44 euro, generando un avanzo di 13.851,36 euro. L’associazione dispone di un fondo cassa complessivo di 136.705,92 euro; il bilancio preventivo 2026 prevede entrate e spese in equilibrio secondo quanto deliberato dall’assemblea.

Giada Spina