L'iniziativa

Invecchiamento attivo nel Lecchese: verso un sistema di cura integrato

Seminario per una strategia condivisa tra istituzioni, enti e terzo settore

Invecchiamento attivo nel Lecchese: verso un sistema di cura integrato

Invecchiamento attivo nel Lecchese: verso un sistema di cura integrato. La necessità di garantire una maggiore attenzione e un adeguato supporto ai bisogni della popolazione anziana della provincia di Lecco è un tema ormai all’ordine del giorno e dettato dall’evidenza: nel nostro territorio le persone con più di 65 anni rappresentano il 26% della popolazione, con circa 44.000 cittadini che hanno superato i 75 anni, una percentuale superiore alla media regionale lombarda, con una particolare concentrazione nell’area bellanese che comprende Lago e Valsassina.

Per avviare una risposta organica a questa evoluzione demografica, superando una gestione frammentata dei servizi in favore di una programmazione di sistema, il Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci con gli Uffici di Piano, in accordo con ASST Lecco e ATS Brianza e con il coinvolgimento attivo del Terzo Settore, tra cui Uneba, Confcooperative, Auser, Anteas e Coop. Cosma, ha organizzato lo scorso 30 gennaio un seminario di studio presso Officina Badoni a Lecco.

Invecchiamento attivo nel Lecchese: verso un sistema di cura integrato

L’iniziativa ha avuto l’obiettivo di avviare un percorso strategico per il territorio lecchese nella risposta ai bisogni emergenti legati all’invecchiamento della popolazione, in coerenza con le normative nazionali e regionali, con i Piani di Zona adottati dai Comuni e con il Piano di sviluppo territoriale dell’ASST di Lecco. Al seminario hanno partecipato un centinaio di persone fra Operatori, Amministratori, Dirigenti, Volontari e rappresentanti di enti impegnati a vario titolo nel settore.

Il dr. Luca Cavalieri d’Oro (Servizio Epidemiologia di ATS Brianza) ha aggiornato sull’evoluzione demografica della popolazione della provincia, e il prof. Giuseppe Bellelli (Geriatra Ospedale San Gerardo Monza) ha introdotto metodologie e possibili approcci per il monitoraggio delle fragilità, fornendo elementi preziosi di analisi e di intervento.

Il confronto attivo sviluppato nel seminario con direttori sociosanitari e responsabili di ATS e ASST, presidenti di Uneba, Auser, Confcooperative, responsabili degli Uffici di Piano e Presidente del Consiglio di Rappresentanza ha permesso di porre le premesse per accompagnare la ricchezza di esperienze e iniziative presenti nella ricerca di un’architettura coordinata, capace di offrire un supporto integrato alle persone anziane e alle loro famiglie.

Il seminario ha rappresentato un punto di partenza importante: sono stati avviati tavoli di lavoro tematici che, nei prossimi mesi, svilupperanno proposte operative: tecnologie a servizio della cura, relazioni sociali come fattore determinante nel mantenimento di salute e vitalità, dimissioni e ammissioni protette, sostegno alla domiciliarità come area da presidiare a livello di sistema, supporto ai caregiver e prevenzione delle fragilità multifattoriali, sono solo alcuni dei temi su cui si concentrerà il lavoro.

Il primo passo è stato compiuto con la convergenza di intenti da parte di tutti gli enti e le realtà in campo, che hanno a più riprese espresso la necessità di adottare in modo coordinato un metodo di lavoro comune nella gestione dei servizi rivolti alla popolazione anziana del territorio.

A breve i gruppi di lavoro saranno chiamati a individuare proposte concrete ed iniziative operative per trovare soluzioni organizzative che sollevino il compito della cura, ancora troppo sbilanciato su famiglie e caregiver.