Scambio di lettere

Ponte di Brivio, botta e risposta: “Cisano non sposti il disagio”, “E’ un’emergenza, si vuole evitare il collasso”

Pubblichiamo integralmente gli interventi riportati, in sintesi, sull'edizione di questa settimana del Giornale di Merate

Ponte di Brivio, botta e risposta: “Cisano non sposti il disagio”, “E’ un’emergenza, si vuole evitare il collasso”

La chiusura del ponte di Brivio, prevista per inizio aprile 2026, continua a tenere banco. E come riportato sul numero di questa settimana del Giornale di Merate, a qualcuno non sono andate giù le considerazioni esternate dalla sindaca di Cisano Bergamasco Antonella Sesana, che ha affermato di voler deviare i mezzi pesanti verso i paesi dell’Isola Bergamasca per preservare il centro del paese che amministra.

Pubblichiamo integralmente il botta e risposta tra un cittadino di Calusco d’Adda e la prima cittadina di Cisano, che inevitabilmente, per ragioni di spazio, sull’edizione cartacea del nostro Giornale abbiamo dovuto riassumere.

Questa è la lettera inviata al sindaco e anche alla nostra redazione.

Buonasera Dr.ssa Sesana,
sono un cittadino di Calusco d’Adda e sull’edizione di Prima Merate (qui il link https://primamerate.it/attualita/ponte-di-brivio-la-passerella-e-una-presa-in-giro-costa-8-milioni-di-euro-anas-ne-garantisce-375mila/)
ho potuto leggere quali sono le “contromisure” che lei intenderebbe adottare come risposta alla chiusura straordinaria del ponte di Brivio.
Onde non travisare il suo pensiero riporto testualmente le sue parole, così come riportate dal giornalista presente all’assemblea pubblica organizzata dall’amministrazione comunale di Cisano nella serata di giovedì 8 febbraio:
«A me dispiace per le aziende, per gli autotrasportatori con i quali mi sono confrontata a lungo e anche per i colleghi sindaci degli altri paesi, ma con il ponte chiuso dovremo impedire ai mezzi pesanti di passare per il centro di Cisano – ha spiegato – Quelli provenienti di Bergamo chiederò di dirottarli già a Ponte San Pietro verso Terno d’Isola, quelli che arrivano da Lecco li devieremo in via Tre Fontane e quindi verso Villa d’Adda: so che così facendo sposto un disagio verso un altro territorio, ma io sono qui per pensare prima di tutto ai cisanesi che stanno già pagando un prezzo altissimo».
Quando ho letto una simile dichiarazione mi sono chiesto se fosse una voce dal sen sfuggita oppure un tentativo di captatio benevolentiae nei confronti dei suoi cittadini che affollavano la sala consiliare per ascoltarla: in tal caso l’affermazione potrebbe essere derubricata come un ballon d’essai per saggiare le reazioni dell’opinione pubblica.
Nel caso invece, l’affermazione da lei fatta fosse realmente una precisa e premeditata presa di posizione che lei intende realmente portare avanti, la questione sarebbe davvero inquietante e censurabile sia da un punto di vista istituzionale sia da un punto di vista di puro buonsenso.
Se da un lato posso concordare con lei sul fatto che sia indegno che Cisano sia attraversato nel cuore del proprio centro abitato da una statale trafficatissima da diversi lustri, d’altro lato non posso esimermi da farle notare che se Cisano piange Calusco, Terno e Villa d’Adda non ridono.
Calusco ha subito per due anni (dal 2018 al 2020) la chiusura completa, sia ferroviaria che stradale, del ponte S. Michele riaperto sempre a senso unico alternato con l’ulteriore vincolo dell’impossibilità del passaggio contemporaneo di auto e treni.
Provi a farsi un giro al mattino tra le 6.00 e le 9.00 lato Calusco e la sera dalle 17 alle 19.30 a Paderno per osservare le lunghe cose che si formano (a volte ci si può impiegare 30 / 40 minuti per attraversarlo) nonostante il nuovo semaforo intelligente.
Terno si ritrova con la strada principale che lo attraversa perennemente congestionata dal traffico che proviene da buona parte dell’isola per immettersi nell’asse interurbano e già ora negli orari di punta la situazione è al collasso: si immagina cosa significhi riversare tutti i mezzi pesanti su un percorso già iper-congestionato?
Villa d’Adda d’altro lato presenta diverse criticità per il passaggio degli automezzi pesanti: i tornanti del Boschetto, l’attraversamento del rettilineo in pieno centro abitato, la salita di notevole pendenza (immagini un tir a pieno carico a quale velocità potrà percorrerla) per raggiungere la galleria Parscera che ha problematiche irrisolte di infiltrazioni d’acqua e anche di distacco di calcinacci della copertura della volta.
Con quale logica si può dire a cuor leggero “sposto il disagio verso un altro territorio ma io sono qui per pensare prima di tutto i cisanesi”?
Le ricordo inoltre che secondo l’art. 50 e 54 del TUEL (Testo Unico Enti Locali), il sindaco agisce in una doppia veste giuridica: come capo dell’amministrazione locale e come ufficiale di governo, equilibrando gli interessi specifici del territorio con quelli generali dello Stato.
Lei rappresenta i cisanesi ma anche il dovere di difendere l’interesse pubblico che certamente non si consegue “spostando il disagio ad altri territori” ma gestendo quello che di fatto una situazione di disagio temporanea (per quanto certamente non breve, circa 15 mesi) per ottenere, a fine lavori, migliori servizi.
A me pare ad esempio che una programmazione fatta con un po’ di logica e di buon senso avrebbe suggerito di realizzare l’altro lotto della variante di Cisano che avrebbe evitato al traffico di passare in centro paese e attraversare il passaggio a livello.
Il lotto in attuale realizzazione, seppur utile e necessario era certamente meno urgente di quello probabilmente ancora in attesa di finanziamento: cosa questa vergognosa se si pensa che l’attuale tracciato della statale era obsoleto già quarant’anni fa… in questi quarant’anni la politica di ogni colore e di ogni orientamento dov’era?
Evito poi ogni commento sulla variante di Chiuso / Vercurago la cui realizzazione è prevista nel 2033 dopo almeno un decennio da inizio lavori.
Spero che gli altri sindaci con cui lei ha parlato (qui in copia per cc) abbiano opposto una ferma e inderogabile opposizione a questa soluzione che non affronta un’emergenza ma appunto la “scarica” su altri territori.
Da questo punto di vista, la sua presa di posizione, assomiglia molto a quella dei sindaci del lecchese che si sono sempre opposti alla costruzione di un nuovo ponte sia ferroviario che stradale tra Calusco e Paderno perché non vogliono sul proprio territorio il traffico pesante (voglio essere circumnavigati): se ogni comune italiano ragionasse in questi termini non solo non si potrebbe realizzare nessuna nuova opera ma si ritornerebbe ad un sistema feudale incapace di pensare al bene comune e chiuso solo negli egoismi campanilistici.
Da parte mia la invito ad un ripensamento, a pensare di affrontare un periodo di emergenza senza scaricarlo ad altri e applicando la diligenza del buon padre di famiglia: è assolutamente illogico (oltre che antieconomico e altamente inquinante) far percorrere ai mezzi pesanti 15 / 20 km su percorsi stradali già oggi al collasso.
Qui a Calusco si è sopportato per due anni la chiusura del ponte S. Michele per ottenere al termine dei lavori di restauro una situazione ancora più restrittiva per il traffico: anche i cisanesi sapranno farsene una ragione e stringere i denti per 15 mesi.
Ringraziandola per l’attenzione le auguro una buona serata e un buon fine settimana.
Davide Gritti

Questa invece la lunga e articolata risposta di Antonella Sesana.

Gent.mo Signor Gritti,

innanzitutto grazie per le Sue riflessioni che mi offrono lo spunto per un confronto.

Non mi appartengono né la sconnessione tra pensiero o volontà e linguaggio, né tanto meno la demagogia a effetto. Nessun “ballon d’essai”: ho troppo rispetto per il ruolo che investo al servizio della Comunità.

Il Comune di Cisano Bergamasco occupa una posizione di cerniera tra le province di Bergamo e Lecco/Como, con un territorio fortemente segnato da due direttrici statali. A sud, la SS 342 ‘Briantea’ strada di interesse regionale – che accede al centro abitato tramite il Ponte di Brivio – taglia trasversalmente il paese, separandolo in due blocchi distinti. A ovest, la SS 639 ‘dei Laghi di Garlate e Pusiano’ ne percorre l’asse longitudinale verso il confine lecchese. L’intersezione di queste arterie all’interno trasforma il centro del paese in un nodo critico di traffico sovraprovinciale.

Strade statali ad intenso traffico e di primaria importanza per i collegamenti da Bergamo verso Lecco e Como.

Dalla seconda metà del 2024 siamo interessati dai lavori per:

realizzazione di un tratto della Variante LECCO – BERGAMO che intersecano la SS 342 Briantea e la SP 169 (con problemi al traffico che questi lavori di realizzazione comportano).
Realizzazione raddoppio tratto ferroviaro LECCO – BERGAMO (con aumento della viabilità stradale perché il treno è garantito, con tutte le problematiche del caso, solo fino alla stazione di Ponte San Pietro e viceversa).
In centro paese la SS342 è limitata anche da un Passaggio a Livello che ne blocca la circolazione almeno una volta ogni ora per i treni passeggeri, poi ci sono anche i treni merci.

Nell’Aprile di questo anno cominceranno i lavori di rifacimento e consolidamento Ponte di Brivio con la chiusura totale dello stesso per circa 15 mesi.

Da Aprile avremo aperti TRE cantieri strategici aperti contemporaneamente.

Nonostante i sacrifici cui la cittadinanza cisanese è chiamata a sopportare, a conclusione dei TRE cantieri, nulla sarà cambiato per Cisano Bergamasco. Non ci saranno benefici per la viabilità verso Lecco e verso Como da Bergamo. Il nuovo tratto di Variante terminerà in una zona che costringerà i mezzi ancora ad attraversare il centro del paese esattamente come adesso.

Le corse ferroviarie che interessano la stazione di Cisano Bergamasco rimarranno le stesse. Oggi con il cantiere del raddoppio ferroviario da Ponte San Pietro sono aumentati i tempi di spostamento, sia per l’intenso traffico stradale sia per tutti i cantieri aperti a Bergamo e zone circostanti.

Il Ponte di Brivio è un’infrastruttura dove transitano quotidianamente circa 16.000 veicoli. Numeri che danno l’esatta misura di quanto il Ponte di Brivio sia vitale per il collegamento tra le province di Bergamo, Lecco e Brianza. La chiusura non è un semplice “disagio”, ma una vera emergenza che impatta sulla vita di migliaia di persone: penso ai cittadini che devono raggiungere la Brianza o Milano per studio e lavoro, o a chi necessita di cure presso l’Ospedale di Merate. Senza contare l’incalcolabile danno economico per le imprese e per il settore dell’autotrasporto che vedranno tempi di percorrenza e costi dilatarsi enormemente.

Proprio perché siamo di fronte a uno scenario così critico, la mia priorità come Sindaco non è “scaricare” il problema, ma evitare il collasso totale del nostro centro abitato. Se non presidiassimo la viabilità interna deviando il traffico pesante sulle arterie laterali e di scorrimento, il centro di Cisano — già tagliato in due dalla Briantea — si trasformerebbe in un imbuto invalicabile, paralizzando anche i mezzi di soccorso e i servizi essenziali. Le dimensioni dei mezzi pesanti sono rendono difficoltoso il transito nelle rotatorie e nelle strade del nostro centro abitato. Consideri che quando la Via Tre Fontane era transitabile già veniva utilizzata dai trasporti eccezionali, autorizzati in deroga, proprio per il motivo sopra descritto.

È doveroso inoltre fare un distinguo rispetto al precedente del Ponte San Michele tra Calusco e Paderno d’Adda. Sebbene quella chiusura abbia causato sacrifici enormi, la natura del traffico e i percorsi alternativi erano differenti.

Durante il blocco del San Michele, l’asse della SS 342 Briantea e il Ponte di Brivio sono rimasti sempre aperti e transitabili, assorbendo gran parte del flusso deviato. Oggi, con la chiusura del Ponte di Brivio, viene a mancare uno dei principali snodi di collegamento dell’intera area. Non abbiamo una “valvola di sfogo” equivalente; per questo motivo, riversare il traffico incluso quello pesante ( che per dimensioni non può fisicamente affrontare le nostre rotatorie) nel centro di Cisano non è un’opzione paragonabile a quanto vissuto da Calusco, ma rappresenterebbe un blocco totale e irrimediabile per tutta la circolazione provinciale.

Quando Calusco ha chiuso, Cisano ha “aiutato” Calusco accogliendo gran parte di quel traffico. Ora che chiude Brivio, a Cisano viene a mancare l’arteria che allora fece da bypass.

La invito a riflettere anche su questo aspetto: in caso di sinistro stradale con interessamento delle strade statali SS342 e SS639 (incidente conferito grave e perdite di carico) la certezza di non avere mezzi pesanti che transitano nel centro abitato di Cisano Bergamasco, consentirebbe la deviazione del traffico leggero lungo le arterie comunali ed eviterebbe la paralizzazione dello stesso con le ripercussioni note lungo tutta la rete viaria.

Per i mezzi pesanti che percorrono lunghe tratte, l’unica vera alternativa sicura e strutturata è l’Autostrada A4. Il nostro intento è proprio METTERE NELLA CONDIZIONE GLI AUTOTRASPORTATORI DI UTILIZZARE TALE SOLUZIONE. Per un autotrasportatore che deve andare da Sondrio/Lecco/Como a Bergamo, passare dall’autostrada significa allungare il percorso in termini di chilometri, ma spesso risparmiare tempo rispetto a restare imbottigliato nel collasso della viabilità ordinaria. La soluzione autostradale tramite la A4 non è solo fattibile, ma rappresenta, ad oggi, l’unica alternativa sicura per i mezzi che percorrono lunghe tratte tra le province di Como, Lecco e Bergamo. Il nostro intento è proprio quello di disincentivare l’attraversamento del centro abitato, che oggi non è strutturalmente in grado di reggere tale pressione. Indirizzare il traffico pesante verso l’autostrada significa mettere gli autotrasportatori in condizione di viaggiare su una rete idonea, evitando che rimangano intrappolati in un reticolo di strade provinciali e comunali (come quelle di Villa d’Adda o Terno o Cisano Bergamasco) che la chiusura del ponte ha già reso sature. E’ un atto di responsabilità.

Non è mia intenzione gravare su Calusco d’Adda, ma è la conformazione della rete provinciale che, una volta precluso il passaggio dal centro di Cisano per i suddetti limiti fisici, incanala il traffico lungo la SP 169. che ha una sede stradale che può supportare il transito, seppur con forte disagio.

Il mio impegno, come Sindaco e Ufficiale di Governo, è agire con la diligenza del “buon padre di famiglia” per proteggere l’incolumità pubblica e la tenuta del sistema. Sono certa che si possa riconoscere che stiamo operando per evitare una paralisi che non gioverebbe a nessuno, Caluschesi inclusi.

Siamo ben consapevoli che la Galleria Parscera, i tornanti del Boschetto e l’imbuto di Terno verso l’asse interurbano rappresentino punti di estrema fragilità. Tuttavia, è necessario chiarire un punto fondamentale: con il Ponte di Brivio chiuso, quel traffico pesante passerebbe comunque da quei territori, perché sono gli unici assi viari che collegano la nostra zona ai ponti più a sud (Trezzo) o all’Asse Interurbano.

Non si tratta di una “captatio benevolentiae” verso i miei concittadini, ma del dovere istituzionale di evitare il collasso meccanico della viabilità. Se un TIR a pieno carico affronta con lentezza la salita del boschetto, crea un rallentamento; se lo stesso TIR resta incastrato in una rotatoria, o perde un carico, o subisce un blocco meccanico a Cisano, crea una paralisi che si ripercuote ben oltre il Comune di Calusco d’Adda, come già successo il 16.12.2022 con incidente grave il località “Boschetto”, a dimostrazione che il problema di uno si riversa su tutti..

Nell’Aprile 2024 è stata inserita nel contratto tra Anas e Ministero dei trasporti un’altra variante di Cisano di cui mi dicono essere in corso la progettazione per 150 milioni di euro (al momento non ci sono i fondi).

Per conoscenza Le invio estratto articolo da Merate on line del 02 febbraio 2026:

“Mentre il dibattito pubblico è concentrato sul nuovo ponte di Paderno, sta passando sotto traccia il dramma della chiusura per 15 mesi del ponte di Brivio. Un dramma sul serio per tutte le imprese che producono in una provincia e vendono nell’altra; per tutti i lavoratori che da Calco vanno ogni giorno a Cisano e viceversa. Un disastro dalle dimensioni ancora non del tutto evidenti che vede da un lato la Giunta di Brivio, ottimista per aver ottenuto la passerella (anche se a un costo esorbitante) e dall’altro la Provincia del tutto silente. Come sempre del resto, quando i problemi riguardano la parte sud del lecchese.
Cerchiamo di immaginare che cosa accadrà quando fiumi di auto si dirigeranno verso Paderno e Olginate per scavalcare l’Adda mentre ai mezzi pesanti non resteranno che i ponti di Trezzo lungo la provinciale e l’autostrada.
Disagi e danni economici incalcolabili dovuti esclusivamente all’insipienza di una classe politica incapace di prevenire situazioni del genere e, tanto meno, incompetente per sedersi al tavolo con Anas e discutere di soluzioni tampone – come il ponte di barche – per limitare i danni.”

Cisano ha offerto e richiesto alternative puntuali, sta cercando soluzioni tampone da circa due anni, ha fatto convocare più volte il tavolo della viabilità dal Prefetto e si è seduta più volte al tavolo con Anas. Ha chiesto aiuto a tutti gli enti superiori. E ha fatto ben di più. Cisano non ha esultato per la passerella dai costi vergognosi!

La variante di Cisano Bergamasco, è un tratto della Lecco-Bergamo. Non è la nostra variante ma è così chiamata perché insiste nel nostro comune. Sono decine e decine di anni che Cisano vive in questa tragica situazione viabilistica. Nel frattempo Cisano ha realizzato un tratto stradale parallelo e alternativo alla SS 639, arrangiandosi.

E cosa dire delle linee di trasporto pubblico?

La viabilità è un problema serio, di certo non di soluzione comunale ma serve una cabina di regia a livelli più elevati che tenga in considerazione la globalità del territorio interessato.

La ringrazio per questo confronto che evidenzia l’attenzione e l’amore per il nostro territorio, condivido con Lei tutta la preoccupazione e credo che questo scritto avrebbe dovuto avere ben altri destinatari.

Cordialità

IL SINDACO Antonella Sesana