Cosa succede quando la scuola incontra la prevenzione? Lo scorso giovedì, al Campus Molinatto di Oggiono, gli occhi sono stati i veri protagonisti. La giornata si è aperta con lo screening della vista per i più piccoli, per poi proseguire con laboratori di divulgazione scientifica e giornalismo per i più grandi. Un percorso interattivo dove gli studenti hanno esplorato il mondo della visione unendo salute, curiosità e scienza.
Primi passi nella prevenzione: lo screening per i più piccoli
L’attività è iniziata con i bambini della prima e seconda elementare, che sono stati i primi a «mettere alla prova» i loro occhi. Attraverso test visivi mirati, i piccoli alunni hanno affrontato lo screening con entusiasmo e naturalezza. Il risultato? Un successo: dal punto di vista oculistico, la maggior parte dei bambini ha mostrato una vista «quasi perfetta». Questa prima fase ha sottolineato l’importanza di monitorare la salute visiva fin dai primi anni di scuola per garantire un percorso di crescita sereno.
L’occhio è una webcam: il viaggio della quinta elementare e seconda media
Dopo i più piccoli, è stato il turno dei ragazzi della quinta elementare e della seconda media. Grazie alla spiegazione del Dott. Roberto Marchesi, specialista ortottista della Clinica San Martino, l’anatomia è diventata un gioco di tecnologia: l’occhio è stato paragonato a una webcam che cattura immagini dall’ambiente e le invia immagini al cervello attraverso un «cavo» speciale: il nervo ottico.
I ragazzi hanno scoperto che la visione è un complesso lavoro di decodifica che avviene proprio a livello cerebrale e hanno imparato la differenza tra «decimi» e «diottrie». Il Dott. Marchesi ha spiegato che «miopia» o «astigmatismo» non sono malattie, ma semplici differenze nella forma dell’occhio correggibili facilmente, attraverso l’uso di occhiali o lenti a contatto. Tra una spiegazione tecnica sull’uso dei laser e il racconto dell’emozione nel «cambiare la vita» a una paziente, il consiglio d’oro per tutti è stato: «stare all’aria aperta e non essere pigri nel riferire ai genitori eventuali appannamenti della vista».

Luci, camera, azione: i ragazzi della media diventano giornalisti
Il momento culminante, dedicato esclusivamente alla seconda media, è stato il laboratorio di giornalismo. Sotto la guida delle esperte, i ragazzi hanno scoperto che raccontare una storia richiede strumenti professionali: hanno imparato a distinguere tra un microfono «a gelato» e uno wireless e l’importanza di una buona inquadratura con la macchina fotografica.
Divisi in ruoli da veri reporter, gli alunni hanno intervistato il Dott. Marchesi, interrogandolo sulla sua carriera trentennale e scoprendo anche l’uomo oltre il medico, tra la passione per il pianoforte e quella per il basket. È stata una lezione di vita: hanno imparato che con la concentrazione si rimedia agli errori e che dietro ogni professionista c’è sempre un sogno nel cassetto.
