“Non più di 20 per classe”: a Merate e Osnago la raccolta firme per una scuola di qualità. Nel fine settimana del 24 e 25 gennaio arriva anche nel Meratese la mobilitazione a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare “Non più di 20 per classe”, una campagna che punta a riportare al centro del dibattito pubblico il tema della qualità dell’istruzione e delle condizioni di apprendimento nelle scuole italiane.
“Non più di 20 per classe”: nel Meratese la raccolta firme per una scuola di qualità
Sabato mattina 24 gennaio a Merate e domenica mattina 25 gennaio a Osnago, nelle rispettive piazze cittadine, saranno allestiti i banchetti per la raccolta firme, aperti a tutti i cittadini che vorranno sostenere la proposta. L’iniziativa nasce dall’esigenza, sempre più sentita da famiglie, docenti e studenti, di ridurre il sovraffollamento delle classi, considerato uno dei principali ostacoli a una scuola realmente inclusiva ed efficace.
La proposta di legge chiede di fissare un tetto massimo di 20 studenti per classe, che scende a 18 in presenza di un alunno o un’alunna con disabilità e a 15 nel caso di più studenti con disabilità. Tra gli obiettivi dichiarati vi sono anche una maggiore attenzione alle aree interne e al Sud, il miglioramento del benessere psicologico di studenti e insegnanti, lo stop agli accorpamenti e alle chiusure di plessi scolastici e un riequilibrio delle risorse a favore della scuola pubblica.
«Classi meno numerose significano più attenzione per ogni studente, maggiore inclusione, migliori risultati educativi e condizioni di lavoro più sostenibili per chi insegna», spiegano i promotori, sottolineando come la raccolta firme rappresenti un passaggio fondamentale per portare la proposta all’esame del Parlamento.
L’appuntamento nelle piazze di Merate e Osnago vuole essere anche un momento di confronto e informazione, aperto alla cittadinanza, per riflettere sul futuro della scuola e sul diritto a un’istruzione di qualità. Firmare significa partecipare attivamente a una battaglia che riguarda non solo il mondo scolastico, ma l’intera comunità.
