Lettere al giornale
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Nostra madre è morta in Rsa, abbiamo fatto delle domande e meritiamo delle risposte

Di Piera, Maria e Giovanni Beretta.

Nostra madre è morta in Rsa, abbiamo fatto delle domande e meritiamo delle risposte
Lettere al giornale 10 Maggio 2020 ore 07:43

Egregio direttore, siamo tre figli che hanno perso la mamma alla Rsa di Olgiate. Il dolore per la perdita della propria mamma è sempre grande: qualsiasi età lei abbia. Certo, in questa dimensione che stiamo vivendo, diventa anche surreale. Non aver potuto salutare per l’ultima volta la propria mamma, o pensare che una mamma non abbia potuto sentire per l’ultima volta la voce di un figlio, aggiunge, se possibile, ancora più tristezza.
Siamo tre fratelli e siamo sempre stati molto vicini alla nostra mamma, specialmente in questi ultimi anni. A parte alcuni problemi neurologici dovuti all’età, per il resto era in salute e usciva spesso dalla Rsa con noi. La sua gioia nel vederci ci faceva sentire bene.
La Rsa, dopo il caso di Codogno, ha chiuso giustamente subito la visita dei familiari ai residenti. Da allora noi abbiamo potuto parlarle e vederla solo tramite videochiamate.
Nostra mamma si trovava ospite nella Casa Famiglia di Olgiate Molgora, Rsa del Gruppo Sodalitas, dal 2013 ed è sempre stata accudita con cura. Certo, pensare che in quest’ultimo mese ci siano stati 31 decessi su 64 ospiti ci fa sorgere alcuni dubbi. Con una percentuale così alta di decessi (50%) è immaginabile che ci siamo posti alcune domande.
Dopo i giorni di dolore, seguiti alla nostra perdita, inizia a spuntare in noi un senso di rabbia, le domande che ci poniamo sono tante anche alla luce dei fatti avvenuti alla Rsa di Olgiate.
Quello che ci sta tormentando, in questo periodo, è se in realtà siano state veramente prese tutte le misure in questa Rsa oppure si sia agito con superficialità. Trentuno nostri anziani morti, una bella media! Noi parenti non sappiamo quali misure siano state prese; la direzione, con un comunicato, ci ha solo fatto sapere che c'erano delle problematiche con alcuni degenti e che questi erano stati isolati.
Questa settimana la direzione ci ha inviato una mail di risposta dopo alcune nostre sollecitazioni.
Purtroppo si intuisce che la trasparenza non è il loro principale obiettivo. Quello che ci chiediamo è: quali misure, distanziamento, mascherine, precauzione nei confronti del personale esterno ed interno, venivano prese dalla direzione della Rsa? E' stato veramente gestito il tutto nel miglior modo possibile? Premettiamo che ammiriamo i volontari, ma in una situazione così delicata ci stiamo chiedendo se non siano stati essi stessi veicolo di contagio? Dalle informazioni che noi parenti dei deceduti ci scambiamo, si intuisce che tutto questo (spero che ora sia diverso) abbia presentato delle lacune.
Entrando nel merito di nostra mamma: mai vista nelle videochiamate con mascherina (anche se ne abbiamo donate duemila alla Rsa). Il distanziamento è avvenuto? Guarda caso tre dei deceduti condividevano il tavolo con nostra mamma. Pensiamo di meritare delle risposte. Gli anziani deceduti erano tutte persone con patologie sicuramente non gravi, a quanto mi è dato sapere.
Breve cronistoria. Domenica 5 aprile: facciamo una videochiamata, mia mamma sta bene, ci salutiamo e scambiamo due chiacchiere.
Lunedì 6 aprile: a mia mamma, a quanto abbiamo potuto sapere, viene fatto il tampone.
Martedì 7 aprile: ci viene comunicato telefonicamente che il tampone è negativo.
Mercoledì 8 aprile: la cerchiamo telefonicamente, ma non veniamo richiamati, cosa che invece succedeva prima (venivamo normalmente richiamati in giornata).
Giovedì 9 aprile: nel pomeriggio veniamo contattati dal medico della struttura. Ci comunica che nostra mamma non stava bene da un paio di giorni e che presentando una trombosi alla gamba la direzione aveva deciso di ricoverarla in ambulanza presso l’ospedale Alessandro Manzoni di Lecco.
Non entriamo nel merito sanitario, ma un minimo di sensibilità umana durante la comunicazione non l’abbiamo percepita!
Sabato 11 aprile: dopo diverse chiamate all'ospedale Manzoni di Lecco, finalmente riusciamo a parlare con una dottoressa del reparto Covid che mestamente ci comunica che nostra mamma era morta da mezz'ora.
Trentun anziani, amati dai loro parenti, e venuti a mancare nella Rsa di Olgiate sono veramente tanti.
Appare evidente che qualcosa non abbia funzionato. In attesa che il nostro sfogo venga pubblicato, cordiali saluti
Piera, Maria e Giovanni Beretta

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