Lettere al giornale
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Invalido, cieco e cardiopatico, mi sento invisibile: mi assistono il mio cane guida e un volontario

Di Sergio Soci (Calco).

Invalido, cieco e cardiopatico, mi sento invisibile: mi assistono il mio cane guida e un volontario
Lettere al giornale Meratese, 06 Aprile 2020 ore 19:27

Mi chiamo Sergio Soci, ho 72 anni e vivo in una casa del comune di Calco. Premetto di essere invalido civile 100% cieco civile assoluto, Cardiopatico, insulinodipendente, con neuropatia agli arti inferiori, dichiarato con verbale Asl soggetto non autosufficiente con difficoltà di deambulazione. Situazione ben conosciuta in comune e all’assistente sociale. Ritengo e mi sono convinto di essere un cittadino invisibile.
Dal giorno in cui è stata emanata l'allerta per il coronavirus non ho ricevuto nessuna telefonata o visita da chicchesia per informarsi della mia salute ed eventuali esigenze. Ringrazio per quanto sopra il signor sindaco e i consiglieri comunali. Dov’è la carità cristiana, la solidarietà, e l’assistenza alle persone bisognose e disagiate? Non chiedo né carità ne sussidi ne pasti. Chiedo solo di sentirmi sicuro perché so che qualcuno pensa e si interessa a me. Per fortuna ho due angeli che mi assistono: uno il mio favoloso cane guida assegnatomi dal centro scuola cani guida Lions di Limbiate, l’altro una persona volontaria e volonterosa che mi telefona tutti i giorni per sapere come sto e mi raggiunge da un comune a 5 km di distanza se ho bisogno di prelevare in posta,andare in farmacia, o per fare la spesa al supermercato. Cordiali saluti,
Sergio Soci

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