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l'analisi

Ing. Matteo Vanoncini: "La sicurezza sul lavoro passa per la formazione"

I dati Inail parlano chiaro: episodi in crescita nel 2022, confrontati con 2021, 2020 e 2019

Ing. Matteo Vanoncini: "La sicurezza sul lavoro passa per la formazione"
Idee & Consigli 20 Dicembre 2022 ore 07:19

Le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Inail entro lo scorso mese di ottobre sono state 595.569, in aumento del 32,9% rispetto alle 448.110 dei primi dieci mesi del 2021 (+41,3% rispetto alle 421.497 del periodo gennaio-ottobre 2020 e +11,5% rispetto alle 534.314 del periodo gennaio-ottobre 2019). In controtendenza il dato riguardante gli infortuni con esito mortale, su cui influisce il minor peso delle morti da Covid-19: alla fine di ottobre sono stati 909, 108 in meno rispetto ai 1.017 registrati nello stesso intervallo del 2021 (-10,6%), 127 in meno del 2020 e 13 in più rispetto a gennaio-ottobre 2019.

Che cosa se ne deduce?

I numeri degli infortuni e incidenti sul lavoro sono alti e in continua crescita: purtroppo la cronaca dà notizia di eventi drammatici anche nel nostro territorio, a cui si sommano tutti gli episodi «minori» ma comunque importanti che non trovano spazio in prima pagina. Attenzione: spesso si crede che tali argomenti riguardino soltanto i cantieri edili, ma non è così, perché coinvolgono tutta la realtà lavorativa. Come si è arrivati a questa situazione? Come spesso accade, si può risalire ad un insieme di cause. Pensiamo per esempio ai tempi sempre più stretti dedicati alla produzione: oggi serve mantenere ritmi spesso poco sostenibili, quindi ne risentono attenzione e concentrazione.

Capitolo sicurezza sul lavoro

Un grande capitolo è quello legato alla sicurezza: a volte dedicare tempo a questo tema è considerato negativamente, come ore di lavoro tolte alla produzione. Non solo: si preferisce investire su strutture e attrezzature piuttosto che in sicurezza, percepita come un obbligo che riduce le capacità di un’azienda. Ciò può valere non solo per il datore di lavoro, ma anche per il lavoratore, che vede il tempo dedicato alla crescita e alla formazione come un processo inutile. Il personale di conseguenza risulta meno formato, addestrato e preparato.

Il ruolo della formazione

Proprio la formazione ricopre un ruolo determinante quando si parla di sicurezza sul lavoro. Ce lo ricorda l’ingegnere Matteo Vanoncini dello studio IngMV di Brivio, attivo dal 2008 in questo settore: «Ben conosciamo la situazione, dato che ci occupiamo di consulenza alle aziende in materie di sicurezza, finalizzata al miglioramento dell’attività e del personale - ha spiegato - inoltre eroghiamo corsi di formazione generali, ma anche specifici per lavoratori, preposti e dirigenti, oltre che corsi macchine e attrezzature, di primo soccorso e antincendio. Svolgiamo il ruolo di RSPP esterno, forniamo la gestione della sicurezza nei cantieri, CSP e CSE, oltre che la predisposizione e l’assistenza alla predisposizione della documentazione inerente alla sicurezza».

Al centro c’è la persona

In un’ottica di accrescimento della sicurezza sul lavoro al centro c’è dunque la persona: «Penso ai lavoratori, così come a preposti, dirigenti e datori di lavoro - ha concluso Vanoncini - tutti ne hanno bisogno, sia per utilizzare correttamente una macchina o un’attrezzatura che per comprendere dove indirizzare gli investimenti all’interno di un piano di miglioramento complessivo. Soltanto così potremo cambiare l’attualità, puntando ad una decrescita degli infortuni sul lavoro».

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