Sicurezza sul lavoro

Gli infortuni sul lavoro non si fermano: quale strategia intraprendere?

A fronte degli ultimi casi di cronaca abbiamo intervistato l’ingegner Matteo Vanoncini, esperto in materia

Gli infortuni sul lavoro non si fermano: quale strategia intraprendere?
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Gli infortuni sul lavoro non si fermano: l’ultimo è avvenuto pochi giorni fa nel casatese, a Bulciago. Ma scorrendo all’indietro troviamo episodi anche ad Oggiono, così come sul “fronte monzese” ad Ornago e Biassono. E potremmo continuare all’infinito, semplicemente scorrendo la cronaca delle ultime settimane. La domanda sorge quindi spontanea: esistono delle strategie che si possono intraprendere per cambiare questa situazione drammatica?

Gli infortuni sul lavoro non si fermano: quale strategia intraprendere?

Come di consueto, ad evidenziare i dati è l’Inail: le denunce di infortunio presentate entro il mese di ottobre 2023 sono state 489.526, in calo rispetto alle 595.569 dei primi 10 mesi del 2022 (-17,8%), in aumento rispetto alle 448.110 del 2021 (+9,2%) e alle 421.497 del 2020 (+16,1%), e in diminuzione rispetto alle 534.314 del 2019 (-8,4%). Le denunce di infortunio con esito mortale dei primi 10 mesi del 2023 sono state 868, 41 in meno rispetto alle 909 registrate nel periodo gennaio-ottobre 2022, 149 in meno rispetto al 2021, 168 in meno rispetto al 2020 e 28 in meno rispetto al 2019. Per cercare di rispondere a questa domanda ci siamo rivolti ad un esperto in materia, ovvero all’ingegner Matteo Vanoncini dello studio IngMV di Brivio.

L’attenzione mediatica sul tema della sicurezza sul lavoro ormai è sempre alta, ma spesso non si parla di soluzioni…

I dati da voi menzionati e i fatti di cronaca riaccendono ciclicamente i fari sulla tematica, di contro però questa situazione non favorisce un’analitica riflessione sulla ferita aperta degli infortuni sul lavoro. Il problema è molto complesso e sfaccettato, non c’è una soluzione calata dall’alto che va bene per tutto. Sono invece necessarie una serie di azioni integrate che devono nascere da precisi ragionamenti ed essere pensate e sviluppate affrontando le diverse cause che sono la radice di questo fenomeno.

Rivolgiamoci alle imprese: come possono intervenire?

Alle aziende dobbiamo e possiamo suggerire di effettuare attività concrete prima di tutto per usare al meglio gli strumenti già a loro disposizione. Ad esempio usare in modo proficuo la formazione in materia di sicurezza, non vedendola come un obbligo da rispettare, ma come un’opportunità per far crescere le proprie maestranze. Secondo, di avere una visione a lungo termine degli investimenti in tema di sicurezza, facendosi aiutare anche da consulenti esterni che dopo un’analisi approfondita dell’impresa possono suggerire una serie di interventi migliorativi e mirati sulla causa.

E ora pensiamo anche ai lavoratori: che cosa possono fare?

Senza dubbio è importante prendere consapevolezza dell’importanza della sicurezza sul lavoro, perché è indispensabile per tutelare la propria salute. Oggi purtroppo molti lavoratori non comprendono lo scopo della formazione, delle procedure aziendali, degli apprestamenti, del rispetto delle regole, vedono la sicurezza solo come una perdita di tempo e una limitazione alla loro libertà nell’operare.

I report diffusi da Inail raccontano che molti infortuni succedono anche per il non rispetto delle regole da parte di chi lavora, è davvero così?

Il problema degli infortuni come già detto è complesso e multifattoriale, sono tante le cause, sicuramente una di queste è il non rispetto delle regole e delle procedure da parte dei lavoratori. Ma ce ne sono altre, come le tempistiche sempre più ristrette, che vengono date alle imprese per effettuare un lavoro, produrre un bene: ciò comporta l’aumento dei ritmi produttivi da parte dei lavoratori e sicuramente la “fretta” non gioca a favore della sicurezza sul lavoro. A livello generale è fondamentale aumentare la consapevolezza da parte dei lavoratori sulla tematica. Io suggerirei di inserire già nei vari percorsi di studi ai diversi livelli corsi sulla salute e sicurezza sul lavoro.

In definitiva, c’è ancora tanta strada da fare…

Sì, dobbiamo tutti risvoltarci le maniche, dagli imprenditori, ai dirigenti, ai lavoratori ai formatori e ai tecnici esperti in sicurezza, tutti dobbiamo remare insieme verso la meta che è un aumento generale della sicurezza sul lavoro. Nessuno può pensarsi escluso o di essere “a posto con la coscienza”.

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