Fratelli d'Italia

Zamperini (FdI): «Attacco alle nostre leggi, alla nostra identità»

Prosegue con toni aspri a battaglia instaurata dal consigliere regionale di Fratelli d’Italia contro la scelta degli insegnanti del Manzoni

Zamperini (FdI): «Attacco alle nostre leggi, alla nostra identità»
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«Attacco alle nostre leggi, alla nostra identità». E ancora: «Così non si fa integrazione, ma autolesionismo».

Prosegue con toni aspri e decisi la battaglia instaurata dal consigliere regionale di Fratelli d’Italia Giacomo Zamperini contro la scelta degli insegnanti dell’Istituto comprensivo di Merate di far cantare agli alunni l’inno nazionale dicendo «siam pronti alla vita» anziché «alla morte».

La posizione del consigliere regionale Giacomo Zamperini

Una scaletta, si è scoperto, che è così da alcuni anni. Solo che stavolta alcuni genitori, in particolare un papà, si sono messi di traverso.

E Zamperini non ha perso l’occasione per sposare una causa, tutta ideologica, trasformando la difesa dell’inno in una difesa dell’identità italiana. «Il rispetto delle minoranze non può mai trasformarsi in una mancanza di buonsenso o, peggio ancora, in un attacco alle nostre leggi o alla nostra identità – ha tuonato mercoledì il consigliere meloniano dai suoi canali social - Spero che questa scuola decida di fare inversione di marcia, anche alla luce della nuova normativa che riconosce definitivamente come inno ufficiale il Canto degli italiani, la quale non esisteva quando è stato eseguito l'inno "storpiato" prima della fine del 2017».

Quindi Zamperini chiama in causa crocifissi e presepi. «Quando si vieta il Presepe a Natale, si toglie il crocifisso dalle aule o, come accadrà nella scuola "Manzoni" di Merate nel corso delle cerimonie per il 25 aprile, viene distorto il testo dell'inno nazionale, non si fa integrazione, ma autolesionismo. I nostri simboli, come le festività nazionali ed il Canto degli Italiani, sono un patrimonio di tutti e debbono rappresentare un momento di unione ed integrazione anche per chi proviene da culture differenti, attraverso l’insegnamento di quei valori che hanno reso grande l'Italia in passato e che la renderanno più forte nel futuro, e tramite l’applicazione delle regole sull'autonomia scolastica». Prima di una carrellata di hashtag, Zamperini chiude così il suo intervento: «Non è tagliando le radici che si irrobustisce un albero, ma prendendosene cura tutti assieme».

Alcuni giorni prima, nella mattinata di sabato 6 aprile, il consigliere regionale, intervenuto a un evento della lista del sindaco Massimo Panzeri, aveva inveito contro la decisione del Manzoni di «storpiare» l’inno invocando addirittura l’intervento del Governo. Non risulta tuttavia sia arrivato alcun provvedimento da Roma, anzi. La scaletta per la festa della Liberazione del Collegio Manzoni rimarrà invariata.

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