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Majorino incontra i pendolari esasperati: "Ci sentiamo ignorati dalla Regione"

Il trasporto ferroviario è tra i problemi più pressanti, un tema riguardo al quale i cittadini esigono risposte

Majorino incontra i pendolari esasperati: "Ci sentiamo ignorati dalla Regione"
Politica Lecco e dintorni, 23 Dicembre 2022 ore 07:13

La sede del Dopolavoro ferroviario, in stazione,  ha ospitato la tappa finale della visita al territorio lecchese del candidato dem alla presidenza di Regione Lombardia Pierfrancesco Majorino che ha incontrato i rappresentanti dei Comitati dei Pendolari ieri sera, giovedì 22 dicembre 2022, a Lecco.  Tema cardine del tour la mobilità, non solo su ferro.  Nel pomeriggio Majorino ha colloquiato anche con il Comitato di  Chiuso, sul cantiere dell'opera ("eterna incompiuta")  Lecco-Bergamo. Non è mancato un passaggio a Palazzo Bovara, sede del Municipio, per un rendez-vous con la Giunta del sindaco Mauro Gattinoni.

Majorino in stazione a Lecco

"Siamo qui per fare sentire le istanze del nostro territorio al nostro candidato al Governo di regione Lombardia. Il trasporto ferroviario è tra i problemi più pressanti, un tema riguardo al quale i cittadini esigono risposte" l'introduzione del segretario provinciale Manuel Tropescovino. Schierati, nell'affollata sala del Dopolavoro ferroviario, i maggiorenti locali  del Partito democratico, l'ex onorevole Gian Mario Fragomeli, il consigliere regionale uscente Raffaele Straniero,  il segretario cittadino Alfredo Marelli, ma anche la vicesindaco Simona Piazza, il presidente del Consiglio comunale Roberto Nigriello.

 

I rappresentanti del Comitato: "Regione Lombardia ci ignora"

La parola è subito passata ai portavoce dei Comitati Pendolari che rappresentano gli utenti delle tre linee ferroviarie che collegano il capoluogo lecchese a Milano (la Sondrio-Colico-Lecco-Milano e lo storico "Besanino"), ma anche a Como. Alberto Viganò, Giovanni Galimberti e Giorgio Daho hanno messo sul tavolo l'odissea cronica quanto quotidiana che lavoratori e studenti affrontano a causa del deficit infrastrutturale e organizzativo del servizio di trasporto pubblico gestito da Trenord. Guasti alle infrastrutture e al materiale rotabile,  con conseguenti rallentamenti e soppressioni delle corse, quindi abnormi ritardi e disservizi, sono all'ordine del giorno. Unanime il j'accuse ribadito a Majorino: vige da tempo l'assoluta mancanza di una proficua interlocuzione tra Comitato Pendolari e Regione Lombardia, in barba alla legge che pure la prevede. "In passato c'è sempre stato un dialogo  aperto sia con l'assessorato ai Trasporti che con le aziende Trenord e Rfi, ma con questa Giunta non più" ha denunciato Viganò. "Il rapporto con Regione Lombardia è andato all'aria, siamo passati dall'avere un colloquio pacifico e rispettoso, ad essere ignorati. Le nostre lamentele e istanze cadono nel vuoto" gli ha fatto eco Galimberti.

Il segretario provinciale del Pd Lecco Manuel Tropenscovino con Piefrancesco Majorino candidato alla Presidenza di Regione Lombardia alle elezione del prossimo 12-13 febbraio

Le proposte: "Diversificare gli orari di ingresso al lavoro e a scuola"

Dai rappresentanti del Comitato sono arrivate analisi e proposte su come migliorare il Tpl su ferro tra Lecco e il capoluogo della regione. "Milano è una città che si sta chiudendo. La domanda è: come facciamo ad arrivarci noi?" ha esordito Alberto Viganò. Primo problema da risolvere per efficientare il sistema ferroviario è il sovraffollamento delle carrozze negli orari di punta del mattino. "Occorre trovare un altro modo, diversificando gli orari di fruizione dei treni. Lavoratori, studenti delle scuole  superiori e dell'Università non possono continuare ad avere gli stessi orari di ingresso. occorre giocare su scalini diversi di inizio della giornata di lavoro e di studio".

Alberto Viganò

La linea del Besanino: "Potenziale metropolitana della Brianza"

Il Besanino, linea storica che collega Lecco a Monza e Milano attraversando la Brianza, ha un potenziale bacino di utenza di 700mila persone. "In questi ultimi anni ha beneficiato di finanziamenti che hanno riqualificato la linea e le stazioni - ha  detto Viganò - Perché non trasformarla nella metropolitana della Brianza?".

Lecco-Como: collegamento tra due capoluoghi di provincia e il Canton Ticino

Analoghe potenzialità tuttora disconosciute quelle della linea  Lecco-Como: 36 km di tratta ferroviaria pedemontana a binario unico,  che collega due capoluoghi di provincia. Ma il suo rilancio offrirebbe davvero un'alternativa sostenibile alle migliaia di  automobilisti transfrontalieri  residenti nella Brianza comasca che quotidianamente, per raggiungere il Canton Ticino, intasano le strade e ingolfano Como. Da sempre considerata  un ramo secco, ora vede una chance di rinascita grazie al progetto di  elettrificazione avanzato dal Comitato e che è infine stato accolto da Rfi. Vero è che "oggi conta solo 23 corse e un buco di quattro ore il mattino. Come fa ad essere appetibile per un lavoratore?" ha chiosato Giovanni Galimberti.  Che per essere all'incontro con Majorino, fissato alle 18.45, è dovuto venire a Lecco in auto: "Non c'erano treni per tornare poi a Molteno dove abito".

Giovanni Galimberti

Le spine nel fianco della Colico-Lecco-Milano

Per esserci all'incontro Giorgio Dahò ha preso il treno ed è arrivato in ritardo. "Anche perché la corsa precedente era stata soppressa" la testimonianza in presa diretta con cui ha esordito il suo intervento. Diverse le spine nel fianco della linea Colico-Lecco-Milano che ha elencato, tutte riconducibili a una riorganizzazione delle corse e dei capolinea decisa da Trenord che sembra non voler tenere conto delle effettive esigenze dei viaggiatori. "Sono state aggiunte corse inutili, peraltro con orari dimostratisi sbagliati, che sfruttano materiale rotabile che avrebbe invece bisogno di manutenzione". Dahò ha paventato un rischio: "Che al rinnovo del contratto di servizio previsto nel 2023 le clausole ora sistematicamente violate da Trenord vengano cancellate". In soldoni il timore è che i bonus di risarcimento ai pendolari per i gravi disservizi spariscano. Altra questione: "Non esiste possibilità di dialogo quando si minacciano diffide a chi diffonde dati relativi al servizio che dovrebbero essere pubblici ma che il gestore ritiene di dover tenere secretati".  Infine una nota sulla modalità di utilizzo da parte di regione Lombardia delle penali comminate al gestore: "Non si capisce che fine facciano".

Giorgio Daho

Majorino: "La Regione ha scaricato le sue responsabilità"

Pierfrancesco Majorino ha esordito con un dato di fatto: "La mobilità è peggiorata, non solo su ferro ma anche su gomma. Ed è cresciuta l'insoddisfazione dei pendolari". Indubbiamente "alla chiusura della città di Milano deve corrispondere una diversa politica della mobilità" ha detto il candidato al governo della Lombardia. "Fatto sta che la Regione in questi anni si è girata dall'altra parte, sia per quanto riguarda la mobilità che la sanità. Su questi temi è mancata una assunzione di responsabilità, che è invece stata scaricata tutta su Trenord e Rfi.  Sono venuti meno da parte della dirigenza le necessarie azioni di pianificazione e controllo, per cui i flussi di mobilità vengono subiti anziché gestiti". Essenziale restaurare il dialogo con i pendolari perché i provvedimenti abbiano una maggiore efficacia, seppure "la situazione  è incancrenita al punto che non basteranno certo due mesi per cambiare". Dirimente "una condivisione trasparente dei dati per avere un oggettivo quadro delle criticità da risolvere". Secondo step "una riflessione comune per trovare risposte". Terza fase: "una verifica in base ai risultati ottenuti". "la proposta che vi faccio è di venire a vedere le nostre carte e il nostro programma" ha chiosato il candidato rivolgendosi ai rappresentanti del Comitato Pendolari lecchesi.

Pierfrancesco Majorino

Majorino: "L'opera che ci serve oggi non è certo la Pedemonatana"

Majorino ha accennato anche al tema degli investimenti: "Ci sono fondi europei, nazionali e regionali che Regione Lombardia non sta impiegando in maniera trasparente". C'è la questione tariffaria: "A riguardo noi faremo proposte innovative e coraggiose". Quella della innovazione tecnologica, in primis della bigliettazione elettronica che a Lecco è partita a dicembre ma a livello regionale è ancora arenata. "Regione Lombardia deve  far valere il suo peso politico per ottenere risorse da investire in materiali e infrastrutture. La prima grande opera di cui abbiamo bisogno per una mobilità efficiente e sostenibile non è una Pedemontana come quella che si immagina oggi, ad alto impatto sul territorio della Brianza, ma la riqualificazione, il recupero e il rilancio delle infrastrutture viabilistiche e di trasporto pubblico esistenti". Non ultima la questione della sicurezza a bordo dei treni. "Non è possibile che a una certa ora e su determinate tratte le donne debbano avere paura a utilizzare il treno".

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