Accuse e controaccuse

Elezioni Verderio tra veleni e polemiche: il caso della bibliotecaria, la difesa e i manifesti abusivi

Fa discutere la vicenda di Sara Anghilieri: in suo favore è intervenuto il candidato sindaco Danilo Villa, poi Francesco Falsetto ha calato il carico nei confronti della lista avversaria. Finita qui? Ne dubitiamo...

Elezioni Verderio tra veleni e polemiche: il caso della bibliotecaria, la difesa e i manifesti abusivi
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Che le elezioni di Verderio non fossero iniziate sotto una buona stella, dopo il pasticcio del candidato Emanuele Greco che ha dovuto ritirare la sua lista dopo averla depositata a causa di un problema dell'autentica delle firme, era abbastanza evidente.

Nei giorni scorsi però il volume della campagna elettorale si è alzato al massimo, con il caso dei "santini" della bibliotecaria Sara Anghilieri candidata con Danilo Villa e la difesa di quest'ultimo nei confronti della protagonista della vicenda, con il "carico" calato successivamente dall'assessore uscente Francesco Falsetto, che ha accusato la lista avversaria di esporre manifesti abusivi in paese. Polemiche, veleni, accuse e controaccuse che accompagneranno i verderesi da qui al fine settimana di elezioni (si vota sabato 8 e domenica 9 giugno).

Elezioni Verderio, il caso dei santini in biblioteca

Procediamo con ordine. La scintilla della polemica scatta il 25 maggio, quando la lista di centrodestra (sostenuta da Lega e Forza Italia, Fratelli d'Italia aveva dato l'appoggio a Greco che si è poi ritirato) Cambia Verderio ha inviato un esposto al prefetto contestando il comportamento della giovane Sara Anghilieri, dipendente della cooperativa che gestisce il servizio di prestito libri per conto del Comune di Verderio, fotografata nella sua postazione di lavoro con davanti i "santini" elettorali che la raffigurano con Francesco Falsetto, assessore uscente e a sua volta candidato nella lista di Villa.

La bibliotecaria Sara Anghileri con i santini davanti alla sua postazione di lavoro

Stando a quanto segnalato nell’esposto al prefetto, Anghilieri avrebbe sfruttato la propria posizione rendendosi responsabile "di gravissimi comportamenti dal punto di vista deontologico e di violazione delle leggi elettorali".

L’esposto ha denunciato al prefetto anche "la presenza negli uffici comunali, più volte segnalata da altri cittadini, di volantini elettorali dei candidati di SiAmo Verderio Sergio Andreotti e Francesco Falsetto".

La difesa di Danilo Villa

A stretto giro è giunta la difesa del candidato sindaco di SiAmo Verderio Danilo Villa (pubblicata integralmente anche sul Giornale di Merate di questa settimana). La riportiamo qui sotto, con in coda la risposta della nostra redazione alle argomentazioni del candidato sindaco.

Egregio Direttore,
mi rivolgo a lei con alcune precisazioni in merito all’articolo dedicato a Sara Anghilieri, che avete pubblicato lo scorso martedì 28 maggio.
Apprezzerei se questo mio intervento avesse la stessa visibilità che ha avuto l’articolo cui mi riferisco, dove Sara non viene ritratta come veramente è.
Le confesso che ho avuto parecchi dubbi prima di decidermi a scrivere, perché non desidero che Sara venga “strattonata” da ulteriori rimbalzi di polemiche strumentali, dopo il dispiacere che hanno già provato lei ed i suoi cari. Ma le ho parlato ed insieme abbiamo deciso di provare a chiarire e a rimettere nelle giuste dimensioni l’avvenimento che l’ha coinvolta.
Il resto è nelle vostre mani e nella capacità di discernimento dei Lettori.
Mi ha spinto anche il fatto che Sara ieri ha dovuto rivolgersi ad un Avvocato per difendersi da quanto le sta accadendo sul piano lavorativo: perché ora c’è in gioco il suo posto di lavoro.
Nessuno vuole sostenere che non sia stata commessa una leggerezza; saranno poi gli sviluppi legali che chiariranno se è stata effettivamente Sara a lasciare i “santini elettorali” sulla scrivania o se invece è stato qualcun altro che – sbagliando – li ha appoggiati lì per lei. Comunque questo è il fatto. Erano lì e qualcuno li ha fotografati. Poco importa se la dimensione è poco più grande di due francobolli. E che nella foto dell’articolo siano stati cerchiati di rosso e poi ingranditi per renderli visibili ai lettori.
Strano che non siano apparsi in questa vicenda i soggetti che hanno fotografato Sara e fatto l’esposto al Prefetto di Lecco. Facciamo un’ipotesi: forse queste due persone si sono vergognate del clamore abnorme che hanno dato alla vicenda, che sta mettendo a rischio il lavoro di Sara. O forse hanno preferito l’anonimato per evitare che questa vicenda si ritorca contro di loro nel giudizio delle persone per bene. Perché, per fortuna, Sara è conosciuta a Verderio (ora lo è anche nei paesi vicini) per la sua gentilezza, il suo altruismo, il suo sorriso e per la famiglia per bene da cui proviene, come sono conosciute anche le due persone che hanno confezionato questa cattiveria gratuita e chissà se per le stesse caratteristiche positive di Sara. Nel ringraziare lei per lo spazio che mi ha concesso sin qui e i lettori, per la pazienza, vorrei fare un’ultima precisazione sui termini “incandidabilità” e “ineleggibilità” utilizzati nell’articolo: l’incandidabilità riguarda le persone che hanno subito una condanna penale, o per mafia; l’ineleggibilità riguarda i dipendenti del Comune; aggiungiamo anche l’incompatibilità, che riguarda chi ha ruoli di responsabilità in aziende pubbliche o che lavorano col settore pubblico. Sara è dipendente di una Cooperativa che ha un appalto (forse in scadenza) col Comune di Verderio. È evidente che Sara non c’entra niente ed è stata volutamente buttata nel tritacarne. Ma Sara ha sicuramente una responsabilità grave agli occhi di chi si è accanito contro di lei: è una ragazza per bene, che ha voglia di impegnarsi per il bene degli altri. E per chi invece agli altri vuole male, questo è imperdonabile.
Ma le persone di Verderio conoscono Sara e le faranno sentire tutta la loro solidarietà in questo momento difficile.
Cordiali saluti.
Danilo Villa, candidato sindaco SiAmo Verderio

Egregio Villa, giusto un paio di precisazioni. I «santini» in questione non hanno la dimensione di due francobolli, semplicemente le foto scattate da chi ha fatto l’esposto sono due: una più ampia e una del dettaglio dei due biglietti. Le abbiamo pubblicate entrambe. Attendiamo con lei gli sviluppi legali, anche se essendo due le persone sui «santini», ipotizziamo non ci vorrà molto a ricostruire l’accaduto. Cordiali saluti.

Difesa e contrattacco di Francesco Falsetto

Con l'edizione cartacea del nostro Giornale già in stampa è giunta poi un'ulteriore lettera del candidato Francesco Falsetto, che a differenza di Villa ha fatto nomi e cognomi dei protagonisti della vicenda e ha gettato ulteriore benzina sul fuoco di una campagna elettorale al vetriolo. La pubblichiamo integralmente.

Arriverà prima o poi il giorno in cui “Cambia” si prenderà la responsabilità delle cose non vere che dice. Partiamo dall’articolo di martedì 28 maggio sul GdM: la foto l’ha scattata la consigliera Caterina Viani e l’esposto l’ha inviato il consigliere Marco Benedetti (che si nascondono dietro un generico “persone vicine a…”). Nell’articolo si definisce correttamente Sara Anghilieri “dipendente della cooperativa che gestisce il prestito libri per conto del Comune”. Vero. E in quanto tale assolutamente candidabile, poiché non rientra tra “gli amministratori ed i dipendenti con funzioni di rappresentanza o con poteri di organizzazione o coordinamento del personale…” come dice l’art. 60 del TUEL (dlgs 267/2000) al comma 11.
Per quanto riguarda i “santini” in Biblioteca (lasciati per lei prima dell’apertura), non vi è stata alcuna cessione, nè nessuna infrazione o reato; non ha semplicemente visto che fossero lì.
La disciplina che regola la propaganda elettorale (https://www.prefettura.it/FILES/AllegatiPag/1168/MinInterno_disciplina_propaganda_elettorale.pdf) si riferisce al lancio di volantini (non consentito in luoghi pubblici) ed alle affissioni, che sono consentite solo entro gli spazi definiti dal Comune; e dato che “Cambia” ha fatto diverse affissioni scorrette (vedi foto), tenta di gettare fumo negli occhi per nascondere la verità.
Infine non è vero che fossero presenti volantini del sottoscritto e di Andreotti negli uffici comunali. E’ una menzogna grave, nessun volantino è mai entrato per nostra mano nel municipio. Siamo alle solite: incapaci di avanzare proposte serie, distanti dal paese, sempre inclini alla denigrazione, i candidati di “Cambia” tentano di alzare polveroni fittizi per confondere i cittadini di Verderio. Ma anche questa volta faranno un buco nell’acqua.

Francesco Falsetto, candidato consigliere SiAmo Verderio

Qui sotto le foto allegate da Falsetto alla sua lettera.

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Difficile prevedere se sia finita qui. Ne dubitiamo. Nel caso, siamo aperti (entro i tempi della campagna elettorale) alla pubblicazione di ulteriori repliche e precisazioni da una parte e dall'altra.

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