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RUBRICA GRUPPO LEGA

Caro bollette, mozione regionale passa all’unanimità

Una serie di misure per sostenere i cittadini lombardi in questa emergenza economica

Caro bollette, mozione regionale passa all’unanimità
Politica 03 Ottobre 2022 ore 12:45

L’emergenza economica, legata agli aumenti indiscriminati del costo dell’energia, rappresenta il problema principale che oggi sta colpendo i cittadini. Proprio per questo il Gruppo Lega in Regione si è fatto promotore nelle scorse settimane di una mozione urgente, a prima firma del capogruppo Roberto Anelli e approvata all’unanimità da tutte le forze politiche, che prevede una serie di misure con le quali cercare di porre un argine al caro bollette.

I provvedimenti di Regione contro il caro bollette

Si tratta solo dell’ultimo passo, in una direzione di tutela dei cittadini che la Lega ha intrapreso da tempo: già nell’ottobre 2021, infatti, i nostri esponenti avevano lanciato l’allarme sull’aumento dei prezzi del gas e dell’energia elettrica, ma all’epoca nessuno aveva preso sul serio il segnale che fu portato sia in Europa sia ai tavoli nazionali con le associazioni di categoria.

La Giunta guidata da Attilio Fontana era poi intervenuta nell’aprile scorso con un provvedimento da 64 milioni di euro sull’efficientamento energetico per gli impianti sportivi, gli artigiani e i commercianti. Ma a fronte di aumenti esponenziali la Regione, da sola, non può intervenire contro la speculazione finanziaria dei listini dei prezzi delle materie energetiche.

L'appello al governo

Da qui risulta fondamentale attuare a livello nazionale le azioni proposte nel documento, tra cui quella di slegare il prezzo del gas da quello dell’energia elettrica, che può rappresentare un primo intervento a livello europeo per riformare il mercato energetico e ridurre le bollette, come anche quello di congelare il costo delle stesse come avvenuto in Gran Bretagna. Il drastico e incontrollato aumento dei costi dell’energia ha colpito da un anno a questa parte, e continua a colpire senza accennare a smettere, singoli cittadini e famiglie, per non parlare del sistema produttivo che rischia di ritrovarsi in ginocchio senza ulteriori possibilità di sopravvivenza.

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