L'onorevole del Pd

Bella ciao, Fragomeli propone una legge per riconoscerlo come canto istituzionale

Canzone assoluta contro l'oppressione, non solo della Resistenza.

Bella ciao, Fragomeli propone una legge per riconoscerlo come canto istituzionale
Casatese, 30 Aprile 2020 ore 19:21

Una proposta di legge per il riconoscimento istituzionale di “Bella ciao” come canto popolare. A presentarla è stato l’onorevole del Pd originario di Cassago Gian Mario Fragomeli.

La proposta di Fragomeli

«Basta strumentalizzazioni da parte delle destre: la canzone “Bella ciao” è espressione popolare dei più alti valori alla base della nascita della nostra Repubblica ed è quindi patrimonio di tutte le forze democratiche. Per questo, ho presentato oggi una proposta di legge affinché ne venga riconosciuto il valore istituzionale e la sua esecuzione sia affiancata a quella dell’inno nazionale in occasione delle cerimonie per la Festa della Liberazione›. Gian Mario Fragomeli, deputato lecchese della Brianza, dopo le recenti polemiche che hanno segnato la Festa del 25 aprile, annuncia così la presentazione di una proposta di legge per il riconoscimento ufficiale del celebre canto “Bella ciao”.

Bella ciao, non solo Resistenza

«La genesi e la diffusione di “Bella ciao” – spiega Fragomeli – vengono sovente associate unicamente al periodo storico della Resistenza e del movimento partigiano contro l’oppressione nazifascista. Gli studi filologici esistenti dimostrano invece che il testo, a partire dagli anni della Resistenza, trova maturazione e diffusione in diversi periodi collocabili tra la metà degli anni Cinquanta, in un momento in cui la politica ha la necessità di unificare le varie anime della Resistenza – quella comunista, socialista, cattolica, liberale e monarchica-badogliana – e la metà degli anni Sessanta, con il riconoscimento popolare, ottenuto nel 1964 in occasione della partecipazione della canzone al Festival dei Due Mondi di Spoleto, per arrivare, infine, all’epoca del cosiddetto “compromesso storico”, negli anni Settanta, in cui “Bella ciao” risponde pienamente alla necessità di rinsaldare, con chiaro spirito pacificatore, il concetto di una Unità nazionale nata dalla lotta di Resistenza e dalla difesa dei valori di libertà e democrazia contro ogni forma di prevaricazione e di violazione dei diritti civili».

Un canto assoluto contro l’oppressione

«Negli anni – prosegue il parlamentare democratico – la diffusione di “Bella ciao” è andata sempre crescendo, arrivando a travalicare i confini nazionali. I temi assoluti della lotta all’oppressione e del valore della democrazia hanno fatto in modo che diventasse un inno condiviso da movimenti popolari di tutto il mondo. Possiamo pertanto affermare con certezza che “Bella ciao” non sia espressione di una singola parte politica ma che, al contrario, tutte le forze politiche democratiche possono ugualmente riconoscersi negli ideali universali cui si ispira la canzone: la lotta patriottica contro ogni forma di prevaricazione; la lotta per la libertà rispetto ad ogni forma di oppressione dittatoriale; la riaffermazione dell’identità nazionale attraverso il ricordo e la memoria civica; la difesa dei diritti e la battaglia per l’emancipazione sociale; il diritto di cittadinanza e di civile convivenza all’insegna della tolleranza e dell’uguaglianza fra i popoli».

Venga studiata nelle scuole

«Per tutte queste ragioni – conclude Fragomeli – con la mia proposta di legge, viene stabilito che “Bella ciao” sia riconosciuta come canto ufficiale dello Stato Italiano, facente riferimento al Cerimoniale di Stato nell’ambito dei festeggiamenti per la Festa della Liberazione e che la sua esecuzione segua quella dell’inno nazionale in occasione delle cerimonie ufficiali per i festeggiamenti del 25 aprile. Non meno importante, infine, la legge dispone anche che in tutte le scuole, all’insegnamento dei fatti legati al periodo storico della Seconda Guerra Mondiale, della Resistenza e della lotta partigiana, venga affiancato anche lo studio della canzone “Bella ciao”».

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