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Premio Nazionale

Quarto al premio Birraio dell’anno 2020 Matteo Bonfanti di Robbiate

In lizza nella finalissima insieme a Pietro Fontana, fondatore del Birrificio del Carrobiolo di Monza.

Quarto al premio Birraio dell’anno 2020 Matteo Bonfanti di Robbiate
Economia Meratese, 23 Gennaio 2021 ore 19:09

Niente gran galà al TuscanyHall di Firenze, quest’anno, per il premio Birraio dell’anno 2020. E al tempo del Covid non poteva essere altrimenti: la finalissima del concorso promosso dal network Fermento Birra è andata i scena in streaming on line oggi, sabato 23 gennaio 2021, sulla piattaforma più gettonata dagli over 30, ovvero Facebook. Gli organizzatori si sono inventati anche un colpo di teatro, con una pattuglia di tre inviati che, nel corso della diretta, sono fisicamente arrivati a sorpresa – sempre in collegamento – nella sede del birrificio del vincitore.

Il premio Birraio dell’anno 2020

Alla sfida, che premia il miglior birraio tricolore a tutto tondo, ovvero per quello che ha saputo fare nei dodici mesi precedenti (considerando qualità ed evoluzione produttiva, ma anche capacità di fare business), erano arrivati in venti.

Ma solo cinque sono approdati alla finalissima di oggi.

Fra loro anche Matteo Bonfanti, di Robbiate, in lizza insieme a Pietro Fontana, indiscusso “boss” e fondatore del Birrificio del Carrobiolo di Monza, dove Matteo lavora dal 2013, dopo essersi formato come tecnologo alimentare ed aver accumulato esperienza prima in Scozia, nel birrificio artigianale più famoso al mondo, il mitico Brewdog, e poi in Svizzera alla corte di Bad Attitude, una delle icone del rinascimento birrario a cavallo delle prime due decadi del nuovo millennio, ora purtroppo scomparsa.

Alla fine è arrivato un quarto posto assoluto per la “coppia brianzola” per antonomasia: Bonfanti, di Robbiate, Brianza lecchese, il Carrobiolo è nato nell’omonimo convento dei padri barnabiti di Monza e oggi ha sede sempre nel capoluogo in piazza Diaz (dove ci sono produzione e brewpub collegato), mentre Pietro Fontana è di Villasanta.

Matteo Bonfanti e il birrificio Carrobiolo

Una realtà ormai storica, che affonda le radici nel lontano 2008, quella del Carrobiolo, consolidatasi anche a forza di numerosi riconoscimenti nei concorsi birrari, e alla quale Bonfanti ha negli ultimi anni significativamente contribuito, dopo che Fontana gli ha lasciato il volante dell’impianto di produzione per guidare il birrificio più a tutto tondo (un’evoluzione comune a molti birrai della seconda ondata, che per forza o per passione hanno dovuto diventare sempre più imprenditori).

Matteo e l’anfora

Fra gli ultimi progetti anche una “barricaia” di 30 metri quadrati dalla quale nascono birre maturate in botti di legno e barrique (e addirittura in anfore di terracotta), per infondere al mosto di birra sapori particolari.

Secondo Marco Valeriani da Seregno

Ma se la coppia brianzola “per eccellenza” è arrivata quarta, la provincia di Monza può rallegrarsi anche per il secondo posto di Marco Valeriani, che nel 2019 ha aperto a Seregno il suo birrificio – Alder – dopo aver inanellato successi proprio a una manciata di metri da Robbiate al di là del fiume: dal 2015 ha infatti lavorato al birrifico Hammer di Villa d’Adda, negli ultimi anni sempre ai primissimi posti a Rimini nel più importante concorso nazionale, “Birra dell’anno”, promosso da Unionbirrai, associazione di categoria dei produttori artigianali.

Per Valeriani è stato il secondo “secondo posto” dopo il piazzamento del 2018, mentre ha vinto il titolo nel 2017 e nel 2019 ed era finito già due volte nella Top 20 quando ancora lavorava al birrificio Menaresta di Carate Brianza: in soldoni, il più premiato, fra i più nominati, l’unico ad aver partecipato con tre birrifici diversi.

E gli altri? Il titolo quest’anno è andato a Giovani Faenza di Ritual Lab, realtà romana a tutto luppolo praticamente sconosciuta alle nostre latitudini. Difficile scovare bottiglie anche dell’abruzzese Opperbacco, terzo, meno difficile invece incrociare i veronesi di Birra Mastino, quinti.

Ricapitolando, il podio finale:

  1. Giovanni faenza di Ritual Lab (Formello, Roma)
  2. Marco Valeriani di Alder (Seregno, Mb)
  3. Luigi Recchiuti di Opperbacco (Notaresco, Teramo)
  4. Pietro Fontana e Matteo Bonfanti del carrobiolo (Monza)
  5. Mauro Salaorni di Birra Mastino (San Martino Buon Albergo, Verona)

E gli altri quindici selezionati per la fase finale, tutti sesti ex aequo:

  • Agostino Arioli del Birrificio Italiano di Limido Comasco (CO)
  • Fabio Brocca del Birrificio Lambrate di Milano
  • Samuele Cesaroni della Brasseria della Fonte di Pienza (SI)
  • Enrico Ciani del birrificio Birra dell’Eremo di Assisi (PG)
  • Luigi D’Amelio del birrificio Extraomnes di Marnate (VA)
  • Pietro Di Pilato del birrificio Brewfist di Codogno (LO)
  • Conor Gallagher Deeks del birrificio Hilltop di Bassano Romano (VT)
  • Lorenzo Guarino del birrificio Rurale di Desio (MB)
  • Luciano Landolfi del birrificio Eastside di Latina
  • Emanuele Longo del Birrificio Lariano di Dolzago (LC)
  • Gino Perissutti del birrificio Foglie d’Erba di Forni di Sopra (UD)
  • Nicola Perra del birrificio Barley di Maracalagonis (CA)
  • Matteo Pomposini e Cecilia Scisciani del birrificio MC77 di Serrapetrona (MC)
  • Marco Raffaeli del birrificio Mukkeller di Porto Sant’Elpidio (FM)
  • Josif Vezzoli del birrificio Birra Elvo di Graglia (BI)

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