Eccellenze lecchesi

Il Gruppo Omet investe e cerca giovani talenti. Ecco cosa deve fare chi vuole candidarsi per un posto

La multinazionale tascabile guidata da Bartesaghi ad aprile aprirà il nuovo headquarter di Molteno.

Il Gruppo Omet investe e cerca giovani talenti. Ecco cosa deve fare chi vuole candidarsi per un posto
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Il nuovo headquarter di Molteno del Gruppo Omet sarà operativo da aprile. Neppure la pandemia è riuscita a frenare gli investimenti della multinazionale tascabile lecchese presente con 5 stabilimenti in Italia (Lecco, Valmadrera, Oggiono, Molteno e Cislago) e 5 filiali estere (Omet Suzhou in Cina,  Omet Americas negli Usa e Omet Ibericas in Spagna, oltre a Wet Wipes International). I dipendenti del Gruppo Omet (Omet, O-Pac, Omet Machinery e Ribestech) sono circa 420 che arrivano a quasi 570 con i collaboratori esteri. Un'eccellenza del made in Italy specializzata nella produzione di macchine per la stampa di etichette e materiali dell'imballaggio flessibile, macchine per prodotti in carta piegati (tovaglioli di carta), produzione di cuscinetti e sistemi di movimentazione, produzione dei tissue converting (fazzoletti in tessuto) e cosmetici, con un fatturato che nel 2019 ha sfiorato i 135 milioni di euro. Il Gruppo Omet, in vista del nuovo quartier generale e dei continui investimenti, infine cerca nuovi talenti per rafforzare il proprio organico.

Il 2020  è stato un anno difficile per l'economia. Ha sofferto anche l'industria manifatturiera di cui la sua Omet rappresenta una delle eccellenze del "made in Lecco". Qual è il suo bilancio?

«E' stato un anno difficile anche per noi - esordisce Antonio Bartesaghi, presidente del Gruppo Omet - Produciamo beni di investimento che sono quelli che hanno sofferto di più negli ultimi dodici mesi caratterizzati dalla pandemia: quando l'economia ha questi momenti di incertezza gli investimenti subiscono una netta frenata. Nessun cliente ha annullato gli ordini, ma durante il lockdown alcuni di loro, comprensibilmente,  ci hanno chiesto di metterli in stand by. E tutto ciò ha avuto ripercussioni sul fatturato 2020, che registrerà una flessione del 10/12% rispetto l'anno precedente».

Una riduzione contenuta per Omet

«E' stato come trascorrere un anno sulle montagne russe: abbiamo avuto un significativo rallentamento nel periodo marzo/aprile per il  Covid, mentre a settembre/ottobre abbiamo avuto un boom di ordini. Abbiamo sfruttato i momenti di rallentamento per lavorare sull'organizzazione e migliorare i processi produttivi, senza rinunciare agli investimenti perché non ci siamo mai scoraggiati, consapevoli che questo non era il primo e non sarà neppure l'ultimo momento di difficoltà».

Quali investimenti avete privilegiato?

«Abbiamo puntato su nuove attrezzature per rendere più efficienti ed efficaci i processi produttivi. Abbiamo continuato a investire sul digitale e questo, soprattutto durante il lockdown, ci ha permesso di organizzare una fiera virtuale per  presentare i nuovi macchinari ai clienti in tutto il mondo, organizzare l'installazione di macchinari a distanza avvalendoci di tecnici vicini ai nostri clienti. E poi non abbiamo mai fermato il processo di costruzione del nuovo sito produttivo e direzionale di Molteno, che rappresenta in assoluto il più importante investimento. Tutto questo ci ha permesso di essere riconosciuti come un'azienda molto proattiva, dinamica, moderna, innovativa e fortemente tecnologica. Grazie anche a questi investimenti tecnici e tecnologici abbiamo registrato un crescente apprezzamento del mercato; in particolare alcune multinazionali vedono in Omet un'eccellenza in fatto di qualità dei prodotti, competenza, esperienza e capacità di fare macchine customizzate in grado di soddisfare anche esigenze molto specifiche».

Quando avverrà il trasloco nella sede di Molteno?

«Inizieremo a trasferire una parte delle attività di Lecco ad aprile. In particolare trasferiremo la produzione delle macchine da stampa, mentre gli spazi che verranno liberi a Lecco verranno occupati per aumentare la produzione delle macchine per i prodotti in tissue. Il trasloco verrà completato entro l'estate. Il nuovo headquarter di Molteno dove - su un'area di 40.000 mq - abbiamo realizzato un capannone di 20.000 mq è quasi ultimato e ci permetterà di organizzare meglio anche la logistica e gli uffici direzionali. Sono molto ottimista per il futuro».

Quali sono le previsioni per il nuovo anno?

«Avremo ancora qualche mese difficile, ma nel secondo semestre torneremo a crescere in modo significativo. A fine 2021 contiamo di recuperare il fatturato perso l'anno scorso, ma continueremo a crescere anche nel 2022».

Cercate nuovo personale?

«Sì. La ricerca di personale è focalizzata sulla Divisione Macchine (Tissue e Printing): cerchiamo  meccanici elettrotecnici, elettronici, operai, progettisti. Cerchiamo sempre giovani talenti. Nel corso del 2021 assumeremo almeno 20 nuove persone, cerchiamo soprattutto giovani che poi provvederemo a formare per un periodo di 1/2 anni perché abbiamo bisogno di tecnici in grado di costruire macchine, ma anche montarle, collaudarle, programmare la loro manutenzione ed eventualmente aggiornarle o affiancarle con nuovi macchinari».

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Chi vuole candidarsi per un posto  cosa deve fare?

«Abbiamo una sezione Lavoro e Carriere sul sito www.omet.it e una pagina Linkedin aziendale dove vengono costantemente aggiornate le posizioni aperte. Abbiamo pure una mail specifica dove mandare il curriculum vitae: jobs@omet.it».

Trovare figure specializzate è sempre difficile?

«Abbastanza. Come azienda collaboriamo con molte realtà a partire dalla Fondazione Badoni, di cui sono presidente. Abbiamo rapporti costanti con università come il Politecnico di Milano  e  istituti tecnici come Badoni e Fiocchi. Relativamente a quest'ultimo, recentemente abbiamo contribuito attivamente insieme a Confindustria Lecco e Sondrio per dotare l’istituto di un laboratorio moderno che permette agli studenti di fare pratica su macchinari nuovi e non più su attrezzature con tecnologia obsoleta e poco utile al mondo del lavoro attuale».

Omet è molto apprezzata anche per una politica di welfare innovativa. 

«L'anno scorso abbiamo ricevuto dal premier Giuseppe Conte un premio nazionale per l'eccellenza del sistema di welfare aziendale. E' stata una cosa che ci ha fatto molto piacere. Crediamo in queste politiche, sono tanti anni che abbiamo inserito servizi e sistemi per facilitare i nostri dipendenti cercando di far risparmiare loro tempo, sostenendoli nelle piccole cose della quotidianità familiare. E' un modo per dare maggiore valore alle persone e migliorare la loro gestione del tempo, significa dare valore al lavoro. A questo proposito stiamo lavorando sulla flessibilità e grazie allo smart working abbiamo potuto lavorare senza interruzioni nonostante il Covid. Ai dipendenti offriamo consulenza legale gratuita, consulenza fiscale, formazione su temi finanziari ad esempio mutui o pensioni integrative, oltre a convenzioni con strutture del territorio e possibilità di partecipare ad acquisti collettivi periodici di prodotti tipici italiani con utili sconti; la sede è diventata anche una sorta di hub per la consegna di spesa, farmaci o pacchi personali. Senza dimenticare le borse di studio che ogni anno mettiamo a disposizione dei figli dei nostri collaboratori secondo criteri di merito e necessità».

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