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Confartigianato: 5 lavoratori su 10 sono oggi introvabili

Il presidente di Confartigianato Imprese Lecco, Daniele Riva, traccia un bilancio incerto per questo 2022: "il mismatch pesa sul futuro delle imprese"

Economia 28 Giugno 2022 ore 09:15

L’incertezza sembra regnare sovrana per la seconda metà del 2022. Il prolungarsi della guerra in Ucraina e le sempre maggior tensioni legate al rialzo dei prezzi energetici stanno mettono in difficoltà il mondo delle imprese nel pianificare i futuri investimenti. Su questo, e anche molto altro, si è espresso Daniele Riva, presidente di Confartigianato imprese Lecco.

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Presidente Riva, sembra che la parola d’ordine per il 2022 sia incertezza.
Che quadro si sta delineando?

"Posso dire che l’impatto è sotto gli occhi di tutti. il prolungamento della guerra in Ucraina sta mettendo a serio rischio una ripresa iniziata nel 2021. In particolare, il rincaro dell’energia è il fattore più pressante, specialmente nel settore manifatturiero. La moda è il comparto che ha subito l’impatto più duro, dato che è stato l’unico settore manifatturiero che non ha recuperato le esportazioni del 2019. Anche l’edilizia, ripartita grazie al bonus 110%, ad oggi si trova davanti un futuro poco chiaro, con alcune imprese che hanno in pancia molti crediti ritirati dallo Stato ma impossibilitati a scontarli dalle banche, il che potrebbe portare seri problemi alla loro liquidità. Su questo fronte Confartigianato si sta muovendo compatta interpellando le Istituzioni a tutti i livelli per rimuovere questo ostacolo che rischia di essere fortemente dannoso per l’economia del Paese. Le imprese oggi stanno comunque lavorando sull’onda delle attività che arrivano dall’anno scorso, ma la prospettiva di un rallentamento nei prossimi mesi è concreta, il che ha anche un impatto psicologico nelle industrie da non sottovalutare".

Come Confartigianato avete qualche dato e stima su questi effetti?

"Partirei da un dato tipicamente italiano: le imprese in Italia pagano circa il 30% in più dell’energia rispetto ai loro competitor. Basti dire che, dal 2021 fino ad oggi, alcune aziende hanno dovuto fronteggiare un +23%, a fronte del +2,1% francese e tedesco. Un altro fatto che ci lascia preoccupati è la salita della disoccupazione. Infatti, il tasso di occupazione rispetto al 2020 registra una più alta difficoltà di recupero per Lecco che segna un -3%. Tutto ciò è accompagnato anche dalla risalita di coloro che non studiano e non cercano lavoro, i NEET, i quali rispetto al 2019 sono ad un +3,1%. Questo non è solo preoccupante dal punto di vista economico, ma anche dal punto di vista sociale. Restano inoltre difficili da reperire nuovi lavoratori da inserire nelle imprese, dato che circa 5 lavoratori su 10 sono ad oggi introvabili. Il pesante mismatch pesa sul futuro delle imprese, le quali sono pronte a mettersi in gioco per provare a colmare questo gap, ma deve essere l’intero sistema a funzionare: scuola, famiglie e imprese".

L’avviare corsi di formazione sostenuti dalle varie associazioni potrebbe essere una soluzione?

"Sicuramente può essere un’arma importante. Alcune aziende sul territorio in realtà stanno già iniziando a sperimentare corsi di formazione rivolti soprattutto alle mansioni che oggi mancano. Come Confartigianato, credo sia importante portare avanti questo tipo di iniziative, sostenendo se necessario le imprese sul lato organizzativo, forse il punto più debole. Ci tengo a ribadire che l’Associazione c’è ed è pronta a fare da cuscinetto, ma bisogna mettersi insieme per trovare una soluzione valida, creando cluster di attività specifiche per ogni esigenza lavorativa".

A tal proposito, un dialogo con le Istituzioni per far entrare più il mondo delle imprese nelle scuole può essere fruttuoso?

"Penso che possa essere un punto su cui si debba discutere. Come Confartigianato abbiamo partecipato al progetto “mestierando”, il quale si è rivelato un progetto valido. Già oggi tanti nostri imprenditori si sono messi in gioco nel raccontare nelle scuole la loro esperienza, cercando così di creare la curiosità nei ragazzi. Ovviamente la vera palestra rimane l’esperienza in azienda, ed è per questo che ritengo l’alternanza scuola lavoro uno strumento da utilizzare, ma migliorandolo sotto alcuni aspetti. Tra l’altro, credo che sia necessario agire anche sul lato dei formatori/tutor aziendali, aggiornando continuamente le loro competenze, altrimenti viene a mancare il collegamento fondamentale tra l’alunno e l’impresa. Se attuato bene, questo sistema funziona, e l’esperienze sia Germania sia in Trentino-Alto Adige lo confermano. Serve certamente un’assunzione di responsabilità da entrambi le parti, ovvero imprese e mondo scolastico e su questo fattore stiamo lavorando anche col nuovo patto Lecco 2.0".

Ritornando alla questione dei costi energetici, cosa potrebbe fare Confartigianato?

"Noi siamo sempre a disposizione nel dare aiuto ai nostri associati. Lo abbiamo fatto nei mesi più duri dell’emergenza Covid e nel periodo di lockdown, e siamo pronti a farlo anche adesso. In particolare, come Confederazione chiediamo l’annullamento degli oneri generali del servizio anche per il terzo trimestre dell’anno in corso. Inoltre, abbiamo sollecitato l’applicazione alle piccole imprese, per il primo trimestre 2022, del credito d’imposta già previsto per le imprese energivore e gasivore. Più in generale, riteniamo necessario che gli interventi contro il caro energia abbiano il fine di salvaguardare la competitività delle imprese e l’occupazione. Un punto che però ritengo essenziale è il continuo dialogo col territorio. Confartigianato sta svolgendo un importante lavoro di lobby per portare le avanti le istanze delle aziende, le quali devono essere recepite dai politici del territorio al fine di trovare possibili interventi adatti alle caratteristiche della zona. Finora questo dialogo si è rivelato utile, a partire dall’assessore in Regione Guidesi fino ai Parlamentari di diverso colore politico, e spero si continui su questa strada".

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