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A.A.G. Stucchi leader nei prodotti per l’illuminazione a binario

Per quasi 70 anni di attività, la società  fondata da Aristide, Arturo e Giuseppe Stucchi ha fatto del portalampada il suo core business. Poi è arrivato il led e tutto è cambiato. 

A.A.G. Stucchi leader nei prodotti per l’illuminazione a binario
Economia Lecco e dintorni, 19 Gennaio 2023 ore 12:16

Una metamorfosi camaleontica quella realizzata nell’ultimo decennio dalla A.A.G. Stucchi, storica azienda con sede a Olginate, che dal 1944 si occupa della produzione di componenti per l’illuminazione. Per quasi 70 anni di attività, la società  fondata da Aristide, Arturo e Giuseppe Stucchi ha fatto del portalampada il suo core business. Poi è arrivato il led e tutto è cambiato. 

A.A.G. Stucchi, una rivoluzione di successo

«Il fatturato calava del 50% all’anno e bisognava prendere in mano la situazione, così abbiamo messo a frutto le nostre competenze e ci siamo buttati nella produzione di prodotti per illuminazione a binario, nati principalmente per attività commerciali come negozi e supermercati ma oggi di moda anche in ambito residenziale». A parlare è il presidente Aristide Stucchi, nipote e omonimo di uno dei fondatori, che dal 2014 guida l’azienda insieme alla sorella Alice e all’amministratore delegato Giuseppe Riccardi. 

Scommessa vincente

La sua è stata una scommessa vincente, grazie a visione, innovazione, automazione, determinazione e tanto coraggio per rivoluzionare l’azienda. «Abbiamo chiuso il 2021 con un fatturato di 43 milioni di euro e un balzo in avanti del 63% mentre nel 2022 siamo cresciuti del 6% arrivando a 47 milioni – ha aggiunto l’ingegner Aristide Stucchi, rappresentante della terza generazione – Il 2023 però prospetta un mercato in contrazione, dobbiamo essere pronti». 

Headquarter di Olginate

Intanto la A.A.G. Stucchi è diventata un gruppo consolidato che – accanto all’headquarter di Olginate dove lavorano 240 persone - dispone ora di un’unità produttiva e commerciale in Germania (20 dipendenti), di filiali in Nord America, Shangai e Hong Kong (complessivamente altre 10 persone) con un fatturato consolidato di 60 milioni.

Molti progetti dell’azienda di Olgiate sono stati messi a terra anche nei due anni di pandemia, tra cui l’acquisizione di uno dei maggiori competitor, la tedesca Eutrac.

«Il mercato più importante in Europa di prodotti per l’illuminazione a binario è appunto la Germania e avevamo compreso che, per poter crescere in quell’area, avremmo dovuto acquisire il leader del mercato e così abbiamo fatto – ha spiegato il presidente – A quasi due anni di distanza possiamo dire di aver raggiunto l’obiettivo perché ora abbiamo una posizione importante e di leadership sul mercato tedesco ed europeo». 

L’export vale il 74% delle vendite

Infatti oggi l’export vale il 74% delle vendite mentre le aree di maggior riscontro sono Germania ed Europa in generale, Stati Uniti e Cina. E la metamorfosi è ormai completata. «Dal 2015 al 2018 più del 40% del fatturato proveniva da prodotti che fino a due anni prima non esistevano in Stucchi. Oggi l’illuminazione a binario vale il 70% del venduto, a fronte del 5% ricavato ancora dai portalampade». 

Un cambiamento che ha richiesto anche una trasformazione negli spazi di Olginate e una formazione dei dipendenti alle nuove richieste del mercato. «Dove prima stampavamo i portalampade, oggi vengono prodotte le parti in plastica del sistema a binario. Cui si aggiungono i reparti che lavorano l’alluminio e il rame. La nostra ambizione è quella di allargarci e vorremmo realizzare un nuovo capannone su due piani di quasi 3.000 mq contiguo alla sede di Olginate che si sviluppa su un’area di circa 50.000 mq di cui 36.000 coperti dagli edifici per dare. L’esigenza è quella di realizzare un centro logistico del binario, ma per il momento siamo ancora alla fase progettuale». 

Il valore umano per A.A.G. Stucchi resta un aspetto cardine

Stucchi conta 270 collaboratori in tutte le filiali, cui si aggiungono circa 200 lavoranti a domicilio sul territorio lecchese che si occupano di assemblaggi semplici. «È una tradizione della nostra azienda che ci permette grande flessibilità nella produzione. Per questo motivo, anche in passato, non abbiamo mai voluto portare questo tipo di lavorazione all’estero dove la manodopera costava meno. Si tratta di lavoro familiare. Negli anni tanti sono andati anche in pensione con queste collaborazioni a cottimo, per altri invece è un secondo impiego che coinvolge tutta la famiglia e permette di arrotondare, attraverso un compenso regolare che prevede pure la pensione. I lavoratori fanno formazione in azienda e si specializzano nel montaggio di determinati prodotti per garantire velocità e qualità». 

Malgrado l’automazione che nel tempo è entrata a fare parte del processo produttivo della A.A.G. Stucchi, il valore umano per l’azienda resta un aspetto cardine della mission aziendale. «Siamo un gruppo di persone che vogliono stare insieme per realizzare cose belle nel settore del lighting. Le persone sono fondamentali per il successo di un’azienda e oggi la grande sfida del territorio è programmare la formazione dei professionisti del domani. La nostra età media si è abbassata notevolmente, anche perché negli anni abbiamo inserito nuove competenze necessarie alla crescita aziendale. Ciò che ci dà gioia è il bassissimo turn over: le persone che arrivano a Olginate restano con noi per lungo tempo. Oggi viviamo un momento di grande complessità: la pandemia, la guerra, l’aumento del costo delle materie prime e dell’energia segnano il nostro tempo. L’unica risorsa che può rimanere costante e fare la differenza sono le persone che in azienda devono stare bene e sentire senso di appartenenza». 

Importante e in crescita la parte che A.A.G. Stucchi dedica al welfare aziendale

«Abbiamo concordato con i sindacati un contratto di secondo livello molto innovativo, abbiamo buoni spesa e visite mediche a carico dell’azienda per i dipendenti, ma anche quattro borse di studio. Prevediamo di crescere ancora con nuovi servizi tra cui quello legale». 

Nel frattempo però gli imprenditori lecchesi devono fare rete, soprattutto in ambito formativo. «È sempre più difficile trovare personale specializzato perché manca un percorso formativo adeguato – ha concluso il presidente Aristide Stucchi– Inoltre è fondamentale cambiare la percezione del mondo aziendale di famiglie e insegnanti delle scuole medie, ovvero coloro che influenzano la scelta dei ragazzi che devono iscriversi alle superiori. Raccontare loro la fame di tecnici metalmeccanici che c’è e ci sarà in futuro dovrebbe far riflettere sulle prospettive dei ragazzi in ottica di lavoro al momento della scelta sulle superiori».

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