Un viaggio nella musica

Gli artisti bergamaschi dominano le playlist di Spotify

Non solo Pinguini Tattici Nucleari, la musica indie orobica spopola sulla nota piattaforma digitale.

Gli artisti bergamaschi dominano le playlist di Spotify
Isola, 07 Giugno 2020 ore 12:57

Nel bene e nel male, in maniera del tutto paradossale rispetto alla proverbiale anima provinciale, la provincia di Bergamo si sta abituando alla ribalta. Non parliamo degli ultimi mesi, in cui la Bergamasca è stata sulle prime pagine di mezzo mondo per i fatti legati al Coronavirus, ma piuttosto del punto in cui ci si era lasciati prima dell’emergenza: Pinguini Tattici Nucleari che conquistavano l’Ariston, Atalanta che asfaltava il Valencia e ipotecava i quarti di Champions. Tutto nel segno della bellezza, tanto che a un certo punto il mondo ha dovuto prendere atto che i luoghi comuni sull’indole bergamasca di muratori sgraziati e un po’ “tetolotti” non sono più attinenti al vero…

Artisti Bergamaschi in “copertina” su Spotify

Perché rivendicare proprio oggi questa cosa? Perché esattamente dalla mezzanotte di venerdì, che sia un caso o no, le copertine delle due playlist di Spotify Italia dedicate all’indie italiano raffigurano due gruppi bergamaschi: in copertina di “Indie Italia”, che con quasi 350 mila followers su Spotify è paragonabile alla Serie A dell’indie, ci sono i Pinguini Tattici Nucleari (di cui è appena stato pubblicato un cameo nella canzone nata dall’iniziativa di Lodo Guenzi de Lo Stato Sociale a sostegno del settore musicale messo in ginocchio dal Covid); in quella di “Scuola Indie”, che è il settore giovanile in cui viene raccolta – come si legge in descrizione – la «nuova scena indie italiana» e che conta ventimila followers, ci sono gli ISIDE che, per completare il cerchio, fanno indossare a uno dei membri una maglia dell’Atalanta stagione 2007-2008.

Come funzionano le playlist

Breve glossa per chi non mastica il mondo di Spotify: le playlist editoriali, come “Scuola Indie” e “Indie Italia”, sono curate direttamente da professionisti che lavorano per Spotify, che selezionano le canzoni da inserire nelle playlist tra tutto il catalogo di Spotify passando le giornate ad ascoltare le proposte che gli stessi artisti candidano all’inserimento in playlist. Sono diverse da quelle algoritmiche (playlist generate automaticamente in base agli ascolti dei vari utenti) e da quelle degli ascoltatori “privati” (playlist, magari anche molto seguite, ma create da profili privati). Le playlist di Spotify oggi hanno un ruolo molto simile a quello che delle radio, filtrando e spingendo allo stesso tempo le canzoni selezionate, con la differenza che sono in un certo senso più “democratiche” e libere di accogliere progetti indipendentemente da numeri e etichette discografiche.

Dagli Iside ai Pinguini, da Calabi ai Giallorenzo e Forse Danzica

Altro progetto bergamasco stabilmente in “Scuola Indie” e attualmente presente anche in “Indie Italia” è Calabi, che in pieno lockdown ha pubblicato il suo primo album (Viaggio Post Maturità) dopo un paio d’anni di soli singoli. Tornando a “Scuola Indie”, in playlist ci sono ben cinque canzoni di bergamaschi: oltre a Nessuno e Draghi degli ISIDE e Sferica di Calabi, ci sono anche DON BOSCOW dei Giallorenzo e DANZIKA_patetika di Forse Danzica. Non male per una città di provincia. Bergamo si scopre così città d’artisti: forse qualche padre sarà scontento, ma tant’è. Alla fine i Pinguini preventivamente hanno cantato – parafrasando – che le canzoni sono come le case: scatole in cui la gente si rifugia quando fuori piove. Quindi, papà, facciamo la stessa cosa.
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