Era il 19 agosto 2020

Un anno fa il deragliamento del treno partito da Paderno d'Adda

Il terribile schianto avvenne alla stazione ferroviaria di Carnate.

Un anno fa il deragliamento del treno partito da Paderno d'Adda
Cronaca Meratese, 19 Agosto 2021 ore 11:34

Deragliamento di Carnate, un anno dopo. Era il 19 agosto 2020, infatti,  quando il "treno fantasma" proveniente dalla stazione ferroviaria di Paderno Robbiate si schiantò in stazione pochi minuti prima di mezzogiorno.

Il deragliamento di un anno fa

Sono passati dodici mesi dal terribile incidente alla stazione di Carnate, quando un convoglio interruppe bruscamente la sua corsa dopo aver viaggiato per diversi chilometri senza macchinista e capotreno. Un vero e proprio "treno fantasma", partito da Paderno e diretto ad Arcore: una folle corsa fermatasi contro la barriera di un binario morto alla stazione di Carnate. Tre le carrozze proiettate verso il cielo e ricadute pesantemente a terra tra il terrore dei presenti e dell'unico passeggero del treno, un uomo di origine straniera, uscito illeso dall'incredibile carambola. Una vera e propria strage sfiorata e causata di circostanze ancora da chiarire. Poco prima di mezzogiorno il treno 10776 si trovava nella stazione di Paderno-Robbiate, dove il macchinista e il capotreno erano scesi per bere un caffè e mangiare qualcosa al bar prima di ripartire alle 12.22 alla volta di Milano Porta Garibaldi. Ad un certo punto il treno aveva incominciato a muoversi verso sud, sfruttando la pendenza. Accortosi di quello che stava succedendo, il capostazione aveva subito avvisato i due addetti, ma ormai era troppo tardi: i vagoni e la motrice avevano iniziato la loro corsa verso Carnate e per fermarlo erano dovuti intervenire da remoto i capistazione. Dopo la chiusura dei passaggi a livello sul tracciato, per evitare possibili collisioni con altri treni, il personale aveva deciso di dirottare il mezzo su un binario morto alla stazione di Carnate. L’impatto contro la barriera di cemento armato era stato devastante: il treno aveva abbattuto un grosso palo della luce presente lungo la traiettoria, facendolo cadere nel giardino della palazzina di via Volta dove fino a poche settimane fa c’erano gli ambulatori medici, trasferiti poi dall’altro lato della ferrovia.

Dodici mesi di misteri

Tanti gli aspetti ancora da chiarire di una vicenda che avrebbe potuto trasformarsi in una strage. Nel registro degli indagati erano stati quasi immediatamente iscritti il macchinista e il capotreno per disastro ferroviario colposo. Nei mesi successivi l'inchiesta del pubblico ministero Michele Trianni si è poi ampliata, con l'invio di altri 13 avvisi di garanzia a dirigenti e tecnici di Trenord. Atti dovuti, ma che sono risultati necessari per poter procedere con un’ulteriore fase delle indagini. La Procura di Monza, guidata da Claudio Gittardi, ha voluto infatti eseguire alcuni "accertamenti non ripetibili" con l’obiettivo di ricreare le medesime condizioni riportando la locomotiva sui binari. In altre parole, ricreare l’esatto scenario dello schianto. Dalle prime indagini condotte dalla Polfer di Milano, intanto, era emerso come i freni del treno non fossero stati inseriti correttamente alla stazione di Paderno-Robbiate. Motivo per cui i due dipendenti (capotreno e macchinista successivamente sospesi, ndr), non avrebbero potuto allontanarsi dalla locomotiva, che invece era stata lasciata completamente sguarnita. Alcune analisi, tuttavia, avrebbero anche evidenziato una possibile anomalia dell’impianto frenante. Da qui la decisione della Procura di Monza di procedere con nuovi accertamenti irripetibili, che saranno eseguiti alla presenza anche di eventuali consulenti degli indagati. Compresi, dunque, anche coloro che hanno ricevuto i dovuti avvisi di garanzia. L'inchiesta, a un anno di distanza dal deragliamento, è ancora in corso.

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