Cronaca
Dati inquietanti

Troppo sangue versato: 3.376 infortuni e 4 incidenti mortali sul lavoro nella nostra Provincia nel 2021

"Troppi lavoratori vengono impiegati con mansioni non proprie, troppi sono costretti a lavorare in velocità"

Troppo sangue versato: 3.376 infortuni e 4 incidenti mortali sul lavoro nella nostra Provincia nel 2021
Cronaca Meratese, 05 Marzo 2022 ore 09:40

Nel 2021, a livello nazionale sono calati gli incidenti sul lavoro rispetto al 2020. A sostenerlo è l’Inail nel suo rapporto annuale pubblicato a febbraio. Lecco purtroppo è in controtendenza almeno sul fronte degli infortuni.

3.376 infortuni e 4 incidenti mortali sul lavoro a Lecco nel 2021

Lo scorso anno nella nostra provincia  gli incidenti sul lavoro  stati 3.376 contro i 3.204 dell’anno precedente. Quelli mortali quattro contro i 10 del 2020. Nella vicina provincia di Monza e Brianza si sono registrati 7.315 infortuni nel 2021 contro i 7.709 del 2020 con quattro incidenti mortali contro gli otto dell’anno precedente. "I numeri sono ancora alti e dobbiamo lavorare ancora molto per riuscire a contenere un fenomeno che è ancora ben presente nel nostro territorio" osserva Roberto Frigerio della segreteria Cisl Monza Brianza Lecco .

Troppo il sangue versato dai lavoratori. Tra la fine del 2021 e i primi mesi del 2022  si è assistito ad un vero e proprio stillicidio. A metà novembre  2021 a morire sul lavoro schiacciato dal carico del suo camion è stato  Furio Frigerio 50 anni.  Originario di Bulciago,  residente a Valmadrera, era stato anche anche titolare del Bar Trescan di via Col di Lana a Lecco situato a pochi passi dal cimitero monumentale. Frigerio è rimasto vittima di un terribile incidente nel cortile della  ditta Eurofed a Cesano Maderno. Solo poche settimane fa, l'11 gennaio 2022, Stefano Anastasio, classe 1971,  dipendente della Costruzioni Sassella di Casatenovo, è morto a Besana Brianza. Anastasio è rimasto schiacciato dalla cabina di un escavatore mentre stava effettuando un intervento lungo  via della Fontana.   Il 3 febbraio Luca Blondi, 51 anni di Osnago è morto all'ospedale San Gerardo di Monza dove era strato trasportato a sirene spiegate dopo un terribile incidente sul lavoro avvenuto a Lissone. Questa settimana grave infortunio a Valmadrera all'interno della VG Forging S.r.l dove un 36enne, che ha schiacciato una mano sotto una pressa, è stato trasportato in elicottero all'ospedale di Sesto.

I dati lombardi

A livello lombardo nell’anno appena trascorso si sono registrati 103.823 infortuni, contro i 112.332 del 2020. Anche nel 2021 la maggior parte di essi è concentrata nel settore "industria e servizi" con 88.608 casi contro i 102.518 dell’anno prima. Salgono invece nel comparto agricolo (2.382 contro 2.248) e in quello del pubblico impiego (12.833 contro i 7.566). Fortunatamente si è ridotto  il numero degli infortuni mortali che sono calati da 256 nel 2020 a 164 nel 2021.

Di fronte a questa situazione com’è possibile intervenire?

Secondo Frigerio, bisogna muoversi su due fronti: controlli e formazione. Dal lato dei controlli, non giungono però buone notizie. L’Ats ha comunicato alle organizzazioni sindacali di voler incorporare il Servizio prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro a Monza chiudendo le sedi di Ornago e Desio. "Non solo l’organico è sempre più ridotto e non viene sostituito a causa del blocco del turn-over – osserva Frigerio -, ma l’accorpamento delle sedi rischia di rallentare l’attività ispettiva".

Criticità ci sono anche sotto il profilo della formazione

"La formazione è essenziale – continua -, ma è difficile controllare se i corsi vengono fatti e i loro contenuti sono veramente recepiti. Come sindacato, noi verifichiamo l’attuazione di percorsi di formazione nelle aziende dove sono presenti le Rsu. Ma altrove? Sarebbe necessario introdurre momenti di verifica che possono essere fatti dall’Ats, ma anche dalle organizzazioni sindacali. La formazione poi dev’essere indirizzata a un’educazione alla sicurezza. I lavoratori non devo sentirsi a disagio se rispettano le norme. Le norme devono cioè diventare comportamenti sentiti dai lavoratori perché sono esse che permettono di salvare vite e risparmiare infortuni".

Più severità nelle leggi per ridurre gli incidenti

Sul lato normativo, le organizzazioni sindacali chiedono più severità. «Non è possibile che in un comparto così colpito dagli infortuni come l’edile – sottolinea Frigerio – sia possibile aprire una società con pochi passaggi burocratici e pochi controlli. Servono regole più stringenti che favoriscono maggiori controlli".

Anche l’attuale ripresa economica sta incidendo molto sulla sicurezza. "La ripresa economica è positiva – conclude Frigerio -, ma troppo spesso per rispondere agli ordini in crescita si passa sopra alla sicurezza. Troppi lavoratori vengono impiegati con mansioni non proprie, troppi sono costretti a lavorare in velocità. Molti poi non indossano i dispositivi necessari. Tutto ciò innesca un vortice che porta a incidenti. Alcuni, purtroppo, mortali".

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