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Taleggio a rischio listeria prodotto nel Lecchese ritirato dal commercio

L'avviso del Ministero: ecco il lotto ritirato

Taleggio a rischio listeria prodotto nel Lecchese ritirato dal commercio
Cronaca Valsassina, 15 Novembre 2021 ore 09:15

Taleggio a rischio listeria prodotto nel Lecchese ritirato dal commercio . Si tratta di un lotto di formaggio prodotto nello stabilimento Mauri di Pasturo.

Taleggio a rischio listeria prodotto nel Lecchese ritirato dal commercio

"E' stato il Ministero della Salute ad innalzare il livello dell'attenzione su un lotto di taleggio DOP prodotto dalla EMILIO MAURI SPA (IT 03 48 CE), storica azienda casearia con sede a Pasturo in provincia di Lecce alla via Provinciale 9 - spiegano dallo Sportello dei Diritti - Tramite una pubblicazione diramata il 12 novembre, il dicastero ha infatti bollato il lotto numero 2440010 venduto nella confezione da 200g con scadenza 17-20/11/2021 come "contaminato dalla Listeria Mocytogenes" a causa di un'infezione che ha colpito una partita taleggio DOP."

"La Listeria monocytogenes è un batterio presente nel suolo, sull'acqua e nella vegetazione. Esso può contaminare diversi alimenti, tra cui latte, verdura, formaggi molli, carni poco cotte, ed è responsabile della Listeriosi. La listeriosi è una malattia infettiva, trasmessa in genere con gli alimenti, che si manifesta sporadicamente in forma conclamata. "L'incidenza è molto bassa, di appena 7 persone su un milione, le tipologie più a rischio sono soprattutto i neonati e le persone che hanno superato i sessant'anni. I soggetti che hanno immunodeficienze sono più vulnerabili - aggiunge Giovanni D'Agata presidente dello “Sportello dei Diritti” - Si manifesta in genere in gravidanza o in soggetti immunodepressi e pur trasmettendosi per via alimentare non dà sintomatologie gastroenteriche ma manifestazioni generali quali la setticemia o la meningite purulenta o infezioni intrauterine o fetali. In gravidanza ha una sintomatologia subdola, simil influenzale, con gravi ripercussioni sul feto. La diagnosi più che sulla sintomatologia si basa sull'isolamento del germe nel sangue o nel liquido cefalorachidiano o nel liquido amniotico. I cibi incriminati sono vari: latte non pastorizzato, formaggi freschi, insaccati, verdure contaminate. Si manifesta anche negli animali, in particolare bovini, caprini ed ovini. L' ampicillina è generalmente considerata l' antibiotico di scelta : si somministra ampicillina (2 g per endovena) con l'aggiunta di un aminoglicoside, eritromicina 10 mg/kg al giorno per la forma da dermatite. La Gentamicina o Eritromicina vengono aggiunte frequentemente per i suoi effetti sinergici. In molti casi la malattia ha un esito infausto. Una valida profilassi è rappresentata dalla cottura del cibo. La batteriemia dovrebbe essere trattata per 2 settimane, la meningite per 3 settimane e l'ascesso del cervello per almeno 6 settimane. Il tasso di mortalità complessivo è del 20-30%. Di tutti i casi connessi alla gravidanza, il 22% ha causato la perdita del feto o morte neonatale, ma le madri sopravvivono nella maggioranza dei casi".

 

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