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Sanità

Sindacati e azienda ospedaliera firmano la pace dopo l’emergenza Covid (e le tante polemiche)

Ieri, lunedì, si è tenuto l'incontro di conciliazione tra le parti.

Sindacati e azienda ospedaliera firmano la pace dopo l’emergenza Covid (e le tante polemiche)
Cronaca Meratese, 07 Luglio 2020 ore 08:09

Una sorta di trattato di pace tra i sindacati e l’azienda ospedaliera di Lecco. Questo è quanto è emerso dall’incontro che si è tenuto ieri, lunedì 6 luglio 2020, l’ennesimo da quando è scoppiata la pandemia del Coronavirus con tante, tantissime polemiche.

Sindacati e Asst, pace fatta

Si avvicinano insomma le posizioni tra Asst e Rsu con le Organizzazioni sindacali Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Nursing Up. Nel pomeriggio di lunedì 6 luglio, nell’auditorium dell’ospedale Manzoni di Lecco, si è tenuta la procedura di conciliazione tra azienda e rappresentanti di lavoratrici e lavoratori. Insieme a loro Marcella Nicoletti, capo di Gabinetto della Prefettura lecchese. Al termine dell’incontro si è giunti a un accordo su tre punti: saranno valorizzati gli Rls (rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza), ma soprattutto è previsto un aumento del personale entro il prossimo 30 novembre e le parti si impegneranno per tenere relazioni sindacali migliori.

Soddisfazione tra le parti

“Siamo soddisfatti per essere riusciti a far capire alla dirigenza dell’Asst che servono assolutamente nuove assunzioni – afferma Catello Tramparulo, segretario generale Fp Cgil Lecco -. Ci sarà un’analisi condivisa tra azienda, rsu e sindacati, per poter capire di quante persone in più ci sarà bisogno. Solo in questo modo tutto il personale impegnato senza sosta nel periodo di emergenza sanitaria potrà tirare il fiato. Il coronavirus ci ha fatto capire che servono molte più lavoratrici e lavoratori in ospedale, non solo nei periodi di emergenza, ma sempre. La sanità è il bene più prezioso che abbiamo”. Non si ferma però la trattativa serrata con l’Asst. “Questo è solo un primo passo – sottolinea Tramparulo -, continueremo a tutelare in ogni modo le lavoratrici e i lavoratori di quella che è, di fatto, la più grande azienda della provincia”.

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