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Lecco

Scioperi 7 marzo: "Il coraggio di quei lecchesi è simile a quello del popolo ucraino oggi"

In questo giorno si ricorda il sacrificio di lavoratrici e lavoratori lecchesi per la libertà e il riscatto dell'Italia dalla dittatura. Impossibile non legare quanto accaduto in passato alla drammatica attualità della guerra in Ucraina

Scioperi 7 marzo: "Il coraggio di quei lecchesi è simile a quello del popolo ucraino oggi"
Cronaca Lecco e dintorni, 07 Marzo 2022 ore 13:42

Cgil, Cisl, Uil, Anpi, Comune e Provincia di Lecco hanno celebrato oggi, lunedì  7 marzo 2022, il 77esimo anniversario degli Scioperi del 7 marzo 1944. Dopo un periodo in cui la pandemia ha imposto celebrazioni alternative, quest’anno si è tornati al tradizionale corteo che dalla chiesa di Castello ha percorso corso Matteotti per proseguire in via Castagnera, dove è stato deposto un omaggio floreale alla lapide dei caduti, dopo un momento di raccoglimento al Parco 7 Marzo.

In questo giorno si ricorda il sacrificio di lavoratrici e lavoratori lecchesi per la libertà e il riscatto dell'Italia dalla dittatura. Impossibile non legare quanto accaduto in passato alla drammatica attualità della guerra in Ucraina. E  proprio durante la cerimonia che si è svolta questa mattina nel parco 7 marzo alla presenza del sindaco Mauro Gattinoni, della presidente di Villa Locatelli Alessandra Hofmann, del numero uno dell'Anpi Lecco Enrico Avagnina, della Prefetto facente funzioni Laura Motolese e dei rappresentanti delle sigle sindacali il richiamo alla pace è stato forte, pressante, impellente. E' stato proprio Avagnina a sottolineare che gli scioperi furono un forte segnale contro la guerra. E ancora oggi una guerra è tornata a insanguinare il nostro continente

Gli scioperi del 7 marzo

Furono 22 gli operai deportati nei lager nazisti, solo per aver scioperato, chiedendo condizioni di vita migliori e la fine dell’occupazione nazifascista, tra cui c’era anche Giuseppe “Pino” Galbani, prezioso testimone dell’Olocausto che per anni ha raccontato ai più giovani gli orrori del campo di concentramento. Gli Scioperi del 1944 furono forse il momento più alto di una lunga serie di mobilitazioni che iniziarono un anno prima Ebbero una chiara caratteristica di opposizione al regime: si trattò  di un evento unico della Resistenza italiana nel panorama europeo,  Allo sciopero parteciparono lavoratrici e lavoratori di importanti fabbriche della città, come Rocco Bonaiti, Badoni, Arlenico e Faini. Gli uomini furono portati a Mauthausen, le donne, invece, finirono ad Auschwitz.

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Il coraggio di uomini e donne lecchesi simile  quello del popolo ucraino oggi

"Sono particolarmente lieta di intervenire per la prima volta da Presidente della Provincia di Lecco a questa cerimonia, nel 78° anniversario degli scioperi del 7 marzo 1944, per ricordare i 26 operai e operaie della Rocco Bonaiti, del Caleotto Arlenico, della Badoni e della Faini prelevati e deportati nei campi di concentramento nazisti. Luoghi che sono stati vere e proprie porte dell'inferno, spazi inumani e atroci come hanno raccontato i sopravvissuti, purtroppo solo 7"  ha sottolineato la presidente Hofmann. 

" I fatti di allora ci parlano del grande contributo che gli operai hanno dato alla storia democratica italiana: donne e uomini comuni che stanchi dell’occupazione nazista hanno deciso di fermarsi e protestare. Un coraggio, una tenacia e resistenza che sono simili, permettetemi di sottolinearlo, a quella del popolo ucraino che oggi si trova a essere sotto assedio. Una similitudine che ancora una volta dimostra quanto sia importante trasmettere soprattutto alle nuove generazioni, quante atrocità l’uomo è stato capace di compiere in passato e quante purtroppo ne sta commettendo in questo momento in Europa. Atrocità e vite umane spezzate che non dobbiamo e non possiamo far passare in secondo piano, in nessun modo. Come istituzioni e amministratori pubblici abbiamo la responsabilità di promuovere con tutte le nostre forze la pace, il dovere e l’urgenza di rinnovare il nostro impegno comune per la costruzione di una società più giusta, più unita e più solidale non solo nelle nostre parole, ma nella concretezza della vita quotidiana. Mi fa particolarmente piacere che il programma di questa cerimonia prevede anche un incontro con gli studenti degli istituti lecchesi, che fra poche settimane affronteranno un “viaggio della memoria” alla Risiera di San Sabba di Trieste. I giovani che sono il futuro della nostra comunità: iniziative come questa sono molto importanti perché contribuiscono ad arricchire il loro bagaglio culturale e sociale e ad alimentare il ricordo e la memoria di questi fatti".

 

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