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Sanificazione strade: “Potrebbe essere più dannosa del virus”

La Conferenza dei sindaci teme che l'utilizzo di sostanze chimiche per la pulizia possa causare gravi problemi a persone e ambiente.

Sanificazione strade: “Potrebbe essere più dannosa del virus”
Oggionese, 28 Marzo 2020 ore 12:46

La sanificazione delle strade? Non c’è evidenza scientifica che fermi il Coronavirus, anzi, potrebbe creare maggiori problemi. Parola dei sindaci dell’Oggionese che in settimana hanno spiegato la decisione dei Comuni del comprensorio (Annone di Brianza, Bosisio Parini, Castello di Brianza, Cesana Brianza, Colle Brianza, Costa Masnaga, Dolzago, Ello, Garbagnate Monastero, Molteno, Nibionno, Oggiono, Rogeno, Sirone, Suello) di non ordinare la sanificazione delle strade, invocata da diversi cittadini.

I sindaci: “Nessuna evidenza scientifica che funzioni”

“Abbiamo deciso di non  procedere con questa fantomatica sanificazione delle strade che non avrebbe alcun beneficio – si evince dal comunicato della Conferenza dell’Oggionese – In base alle conoscenze scientifiche al momento disponibili sulla diffusione e le modalità di trasmissione del virus non ci sono evidenze relative alla sua efficacia”.

Si temono effetti collaterali per l’uomo e per l’ambiente

Non solo sarebbe inefficace, ma ci sarebbero anche effetti collaterali nella sanificazione, in considerazione del fatto che per tale operazione, come riferito da Silea, viene utilizzato l’ipoclorito di sodio.  Insomma, per i sindaci dell’Oggionese, la cura sarebbe peggio della malattia. “Si tratta – prosegue il comunicato della Conferenza dell’Oggionese – di una sostanza corrosiva per la pelle e dannosa agli occhi, associabile a un aumento di sostanze pericolose nell’ambiente con conseguente possibile esposizione della popolazione e degli animali con conseguenze dannose per le acque superficiali e sotterranee. Analisi effettuate in altri Paesi hanno inoltre messo in evidenza che l’ipoclorito di sodio può reagire con il materiale organico presente sulle strade , causando la formazione di sottoprodotti cancerogeni con rischi per la popolazione e gli animali che paiono essere superiori a quelli molto remoti di essere contagiati dalle superficie stradali. Non da meno si valuti il rischio di contaminazione delle riserve di acqua locali”.

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