Covid-19

Raccolta del plasma iperimmune: ecco come funziona il progetto

Il protocollo prevede un ampio coinvolgimento dei donatori volontari periodici di plasma, che saranno sottoposti a test sierologici e contestualmente al tampone per verificare la presenza di anticorpi specifici per SARS-CoV-2.

Raccolta del plasma iperimmune: ecco come funziona il progetto
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Obiettivo del progetto lanciato da Regione Lombardia, SRC-AREU e Avis Regionale Lombardia, con tutto il sistema trasfusionale lombardo,  è ottenere dal plasma iperimmune donato da donatori selezionati, prodotti di livello farmaceutico, ossia plasma virus-inattivato con contenuto standard di anticorpi neutralizzanti anti-SARS-CoV-2 e “Immunoglobuline neutralizzanti anti SARS-CoV-2”.

Come funziona il progetto di raccolta del plasma iperimmune

Verranno eseguiti test sierologico e tampone contestualemente alla prima donazione programmata nel proprio centro di raccolta o negli Ospedali, su base volontaria e previo consenso del donatore.  Se la titolazione degli anticorpi è idonea, i donatori saranno candidati alla donazione di plasma: nel primo mese sarà possibile effettuare 2 donazioni, con un intervallo minimo di 14 giorni come previsto dalle vigenti normative.  Il donatore effettuerà nuovamente i test dopo 6 mesi, così da rivalutare la presenza degli anticorpi e procedere con eventuali ulteriori donazioni.  Le sacche di plasma verranno quindi inviate all’interno della struttura trasfusionale regionale e successivamente all’industra per la lavorazione.  Per ottenere prodotti di livello farmaceutico, si usufuirsce del servizio di lavorazione come già accade per altri medicinali plasmaderivati ottenuti dal plasma donato da donatori di plasma periodici volontari.  Il plasma donato viene inviato all’industria in conto lavorazione. Significa che la quantità di plasma inviata viene restituita dall’azienda farmaceutica sotto forma di farmaci.

Il farmaco è un prodotto altamente standardizzato e potrà essere utilizzato nella cura di tutti i pazienti COVID-19.

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