Regione Lombardia

Piano nazionale nutrie, Rolfi: “Piano del governo inconcludente. Ci sono zero euro”

L'assessore all'Agricoltura: "Serve un grande piano nazionale di intervento, adeguatamente finanziato, che affronti il tema per quello che è, ossia una emergenza ormai non più solo delle campagne".

Piano nazionale nutrie, Rolfi: “Piano del governo inconcludente. Ci sono zero euro”
Cronaca Meratese, 05 Dicembre 2020 ore 16:07

“La nutria in Lombardia, e nel resto della Pianura Padana, sta generando danni incalcolabili alle aziende agricole e alle arginature dei corpi idrici in cui costruisce le tane, rischiando di contaminare i cicli produttivi dei nostri prodotti agroalimentari. Questo roditore rappresenta inoltre un pericolo per l’uomo perché i tunnel che scava causano cedimenti degli argini e dei terreni. Il tempo delle chiacchiere è finito. Ora servono azioni concrete. Per questo la Regione Lombardia chiederà ufficialmente al governo l’istituzione di un fondo nazionale dedicato al contenimento di questa specie. È ormai una emergenza per il mondo agricolo”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi in merito allo schema di decreto sul Piano di gestione nazionale della nutria presentato dal governo.

Piano nazionale nutrie: l”intervento di Rolfi

 “Il documento presentato dal ministro Costa alle Regioni – ha aggiunto Rolfi – contiene tante belle parole e intenzioni, ma prevede zero euro per gli interventi. Il Piano di gestione della nutria invece può essere efficace solo se vengono resi disponibili specifici fondi a livello statale, da destinarsi e ripartirsi alle Regioni dotate di piano di contenimento regionale. È necessario coordinare le forze tra istituzioni, associazioni di categoria ed enti coinvolti come parchi e consorzi di bonifica”.

“La Regione Lombardia – ha sottolineato l’assessore regionale all’Agricoltura – ha fatto un piano regionale, ha promosso accordi provinciali, stimolato interventi nelle aree più colpite. Tutto a proprie spese, contando solo su risorse aggiuntive di alcuni enti locali laddove possibile. Ormai è chiaro che serve un grande piano nazionale di intervento, adeguatamente finanziato, che affronti il tema per quello che è ossia una emergenza ormai non più solo delle campagne. Non c’è tempo da perdere, la capacità riproduttiva delle nutrie non lascia spazio a tempi morti. L’aggiornamento del piano nazionale – conclude l’assessore  è l’occasione per un cambio di passo, occasione che il governo non deve sprecare”.

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