#Ripartiamo

Oltre 100 parrucchieri ed estetisti della provincia di Lecco protestano virtualmente

"Riaprire prima si può, in sicurezza”

Oltre 100 parrucchieri ed estetisti  della provincia di Lecco protestano virtualmente
Meratese, 08 Maggio 2020 ore 18:43

Più di cento rappresentanti della categoria benessere, di Confartigianato Imprese Lecco,  parrucchieri, estetisti, tatuatori, hanno partecipato oggi all’incontro virtuale di protesta “#Ripartiamo: riaprire prima si può, in sicurezza”, pensato per proseguire l’azione di pressing per la ripresa delle attività legate alla filiera benessere. “La politica deve avere il coraggio di prendere decisioni – sono state le parole introduttive del segretario generale Vittorio Tonini – i nostri parlamentari devono fare la loro parte per darci una mano”. Ospiti virtuali del confronto diretto con gli artigiani sono stati infatti i deputati lecchesi Gianmario Fragomeli e Roberto Ferrari, oltre ai senatori Antonella Faggi e Paolo Arrigoni.

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#ripartiamo: oltre 100 parrucchieri ed estetisti lecchesi protestano virtualmente

Chiara l’invocazione di aiuto del presidente lecchese di categoria Giuseppe Lacorte: “Siamo pronti ad applicare tutte le procedure necessarie, abbiamo voglia di tornare al lavoro. Abbraccio i miei colleghi che stanno soffrendo. Ce la dobbiamo fare: siamo più forti del virus”. E’ toccato invece a Tiziana Chiorboli, presidente nazionale di Confartigianato Benessere, puntare il dito “sulle rigorose misure di rafforzamento già spiegate a Inail”.

Cosa impedisce di far ripartire una categoria tanto normata e normabile

La domanda, insomma, resta in campo: cosa impedisce di far ripartire una categoria tanto normata e normabile? “Abbiamo già fatto presente al ministro quanto il vostro settore adotti già sufficienti misure di sicurezza – sono state le parole di Antonella Faggi – e come le riaperture anticipate di analoghe attività in altre regioni possano finire per penalizzarvi”. “Ho letto attentamente la vostra lettera di dolore – ha proseguito Arrigoni – con il 25% delle attività a rischio chiusura e 50mila posti di lavoro in bilico. Le regioni hanno già proposto al governo che dall’11 maggio siano aperti tutti gli esercizi e che dal 17 maggio siano le regioni ad avere voce in capitolo”. Tre richieste nette da parte di Ferrari: “Regole certe per la riapertura,  chiarezza sui costi per la sanificazione e contrasto a chi lavora in nero”. Fragomeli, invece ha puntato il dito sul decreto ormai all’orizzonte: “Le scadenze fiscali andranno rinviate: non possono ripartire a giugno con tante attività che riaprono a maggio. Occorre poi ragionare anche sui tipi di attività: il vostro caso, che ben si presta ad accessi controllati, è completamente diverso da bar e ristoranti”. Apertura di credito anche da parte del sindaco di Lecco, Virginio Brivio: “Sono certo che il vostro protocollo sia garanzia di sicurezza: aiutiamoci tutti al fine di presidiare quei luoghi in cui c’è contatto fisico”.

Attendiamo ora regole certe per il definitivo via libera a parrucchieri ed estetisti

A chiusura dei lavori, l’intervento del presidente di Confartigianato imprese Lecco, Daniele Riva. “Tutte le nostre imprese che hanno già riaperto hanno mostrato assoluta coscienza verso le procedure. Nessuna sorpresa: l’imprenditore artigiano lavora fianco a fianco con i propri dipendenti, ed è il primo a voler rispettare le regole. So che molti di voi, per la categoria benessere, sono pronti a partire domattina. Attendiamo ora regole certe per il definitivo via libera. In risposta ai giustificati messaggi di desolazione di tanti colleghi, faccio invece mie le parole di Lacorte, e ribadisco che ce la faremo:  siamo tutti già usciti da situazioni ugualmente gravi. Il fatto di essere qui oggi significa che siamo tutti uniti, e che l’associazione è presente e pronta a rispondere ad ogni richiesta. Rivolgo due richieste chiare ai parlamentari. Primo, di non mettere in atto sulla nostra pelle sterili giochi di ruolo tra maggioranza e opposizione. Secondo, di bloccare davvero i versamenti tributari di qualunque entità e misura, dopo un mese che ha fatto segnare un calo medio di fatturato del 70%”.

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