Iniziativa

Lettera e petizione dei dipendenti del Mandic: "Dubbi e timori sul futuro del nostro ospedale"

Presentano alle istituzioni regionali, socio-sanitarie ma anche ai sindaci del Meratese una serie di questioni a loro dire preoccupanti. 

Lettera e petizione dei dipendenti del Mandic: "Dubbi e timori sul futuro del nostro ospedale"
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Una lunga lettera, che fa da contraltare a quella letta dal sindaco di Merate Massimo Panzeri nell'ultimo Consiglio comunale nella quale si faceva il punto sui contagi e sulla gestione della pandemia all'ospedale di Merate, firmata soltanto da tre primari (Stefano Crespi della Medicina, Andrea Costanzi della Chirurgia e Antonio Rocca dell'Ortopedia), oltre che dalla direttrice sanitaria del Mandic Valentina Bettamio e dal direttore sanitario dell'Asst Vito Corrao. La missiva, che circola già da qualche giorno nei corridoi del presidio di Merate, sta ricevendo le firme di circa 150 dipendenti (ma ne stanno giungendo di nuove in queste ore), che presentano alle istituzioni regionali, socio-sanitarie ma anche ai sindaci del Meratese una serie di questioni a loro dire preoccupanti.

Il testo integrale della lettera

Al presidente Regione Lombardia
Dott. Attilio Fontana
All’Assessore alla Sanità Regione Lombardia
Dott.ssa Letizia Moratti
Al Direttore Generale ATS Monza
Dr Silvano Casazza
Al Direttore Generale ASST Lecco
Dr Paolo Favini
Ai sindaci del territorio afferente all’Ospedale di Merate

Come lavoratori dell’ASST di Lecco, in servizio presso l’Ospedale San Leopoldo Mandic di Merate, vogliamo esprimere i nostri dubbi e i nostri timori circa il futuro del “Nostro" Ospedale.
Sono ormai molti anni che, nonostante le scarse e deboli rassicurazioni delle diverse dirigenze che si sono susseguite alla guida di ASST Lecco, assistiamo ad un lento e inesorabile indebolimento della Nostra struttura ospedaliera.
Assistiamo infatti a chiusure ( chirurgia pediatrica), spostamenti di servizi da Merate a Lecco ( Farmacia, Medicina Trasfusionale, Anatomia Patologica, Microbiologia, Allergologia), riduzioni di attività di reparti e servizi ( attività amministrative, emodinamica, elettrofisiologia, attività operatoria , Auto Medica).
Gli spostamenti di personale sono quasi sempre unidirezionali da Merate a Lecco per sopperire alle carenze di organico, le assegnazione dei ruoli dirigenziali praticamente “ riservate” a dipendenti in servizio presso l’Ospedale di Lecco che poco conoscono e poco sono interessati al presidio meratese.
Nella speranza che i lavori di riqualificazione del Pronto Soccorso possano finalmente partire, dobbiamo però constatare che, lo stesso, continua ad avere le gravi carenze di personale ( soprattutto medico) che limitano una pronta risposta ai bisogni dell’utenza, di un servizio di fondamentale per il territorio e biglietto da visita dell’Ospedale.
Auspichiamo che la Direzione ASST Lecco, insieme alla Direzione di Presidio, operino per una migliore collaborazione tra i 2 presidi a partire dal riconoscimento della pari dignità, dello sviluppo e valorizzazione sia delle strutture che dei professionisti per ritornare ad erogare servizi di eccellenza come quelle che hanno caratterizzato la storia del San Leopoldo Mandic.
A questo aggiungiamo una continua diminuzione del personale dovuta sia ad un aumento delle dimissioni per pensionamenti non sostituiti, sia a una crescente “fuga” di professionisti verso altre strutture ( pubbliche e private).
Tali carenze non sono mai rimpiazzate sufficientemente con nuove assunzioni e ciò determina una diminuzione della capacità di risposta, qualitativa e quantitativa, al bisogno di salute del territorio.
Aggiungiamo ancora la continua tendenza alla privatizzazione di reparti ( ortopedia di Lecco) e servizi in toto o in parte ( cucina e mensa, pulizie, centrale termica, servizi di manutenzione, portineria , personale interinale ecc.) , queste scelte aziendali determinano oltre a un aumento di costi anche calo di qualità dei servizi.
L’epidemia di Covid ha ,purtroppo, evidenziato in maniera importante e palese le carenze e la reale attenzione verso il Nostro Ospedale:
- Grande confusione organizzativa
- Chiusura o riduzione ( provvisoria ?) di reparti e servizi
- Ulteriore perdita di personale
Siamo particolarmente preoccupati per la possibilità ( e l’intenzione ) di riaprire o riportare a regime, reparti e servizi chiusi, o ridotti, causa pandemia tra cui:
- ritorno ad una attività operatoria nel pieno delle sue potenzialità ( già da anni ridotta per carenza di personale)
- riapertura del reparto di Psichiatria
- riapertura della Stroke Unit presso il reparto di Neurologia
- ritorno a pieno regime del reparto di Pediatria
- ritorno ad una attività di elettrofisiologia ed emodinamica ai valori iniziali

CHIEDIAMO
1- A:
- Regione Lombardia
- ATS Monza
- ASST Lecco
a- Impegni chiari e precisi su quale sarà il futuro della sanità pubblica del territorio e il ruolo dell’Ospedale di Merate
b - Impegni chiari e precisi sugli obbiettivi e interventi e breve e medio periodo che riguardano l’Ospedale di Merate
c –Impegni chiari e precisi su come si intende far ritornare l’Ospedale di Merate un luogo di riferimento e attrattivo, come in passato, per utenza e lavoratori, puntando sulla qualità, variabilità e quantità delle prestazioni offerte e qualità dell’ambiente lavorativo.
2 – Ai Sindaci del territorio
Di riappropriarsi di quel ruolo istituzionale che gli compete per tornare ad essere attori protagonisti della sanità locale e non semplici spettatori
3 – Alla Politica del territorio
Di inserire nei primi posti dei propri programmi l’attenzione verso la sanità locale
4 – Ai Cittadini
Di supportarci in queste rivendicazioni a favore di una continua e migliore risposta alla domanda di salute del territorio

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