Il ricordo

La Semina rende il suo omaggio a Philippe Daverio

Lo storico dell'arte aveva tenuto una conferenza al liceo Agnesi di Merate nel 2014.

La Semina rende il suo omaggio a Philippe Daverio
Meratese, 03 Settembre 2020 ore 15:57

L’associazione culturale La Semina rende il suo omaggio a Philippe Daverio, storico dell’arte che si è spento lo scorso 2 settembre 2020 a Milano all’età di 70 anni.

La Semina rende il suo omaggio a Philippe Daverio

“La Semina dà l’addio a Philippe Daverio, personaggio originale e di spicco della vita culturale italiana. E’ stato un grande intellettuale, docente universitario, esperto d’arte e noto al grande pubblico come autore e conduttore televisivo, basti pensare alla trasmissione Passepartout”.

Inizia così il ricordo che Maria Teresa Rigato, già preside del liceo Agnesi, e Stefano Corvino, presidente dell’associazione culturale La Semina, hanno voluto lasciare in memoria dell’illustre personaggio, scomparso lo scorso 2 settembre all’età di 70 anni.

“Grande affabulatore e divulgatore – continua il ricordo – nei suoi servizi sulle città d’arte e sulle località storiche d’Europa avvinceva e affascinava il pubblico con la sua straordinaria cultura, che esprimeva con garbo e bonomia, non senza un pizzico di arguzia, che alleggeriva l’esposizione e divertiva gli ascoltatori. Egli sollecitava nel pubblico il gusto della scoperta di capolavori come palazzi, quadri, manufatti, ma anche di antiche usanze e tradizioni. Spesso i suoi servizi si concludevano in forma conviviale, con l’esaltazione di gusti e specialità culinarie locali”.

La Semina rammenta con commozione e orgoglio l’incontro organizzato con lui presso il liceo Agnesi di Merate il 29 ottobre 2014 sul tema “Guardar lontano veder vicino”.

“In quell’occasione, l’Aula Magna fu così gremita di pubblico, che si dovettero spalancare le porte della sala, per permettere a coloro che non avevano trovato posto, di poter ascoltare il relatore. Le parole di Daverio affascinarono gli ascoltatori e regalarono loro momenti unici di godimento intellettuale. Lo stesso critico d’arte rimase stupito dello straordinario afflusso di presenze e dell’attenzione religiosa e rapita con cui il pubblico lo seguì”.

Il ricordo si conclude con dolci parole di rammarico nei confronti di una personalità tanto eccentrica quanto assai originale:

“Ci mancherà la sua genialità, la sua figura simpatica e alquanto stravagante, con il suo immancabile papillon, i suoi gilè e i suoi occhialetti rotondi. Auguriamo al Nostro di andare nei Campi Elisi, dove potrà conversare con altre grandi menti come lui!”.

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