Villa d'Adda

La realtà del Coronavirus raccontata in rima

Dieci poesie scritte nel pieno dell’emergenza da un cittadino di Villa d’Adda.

La realtà del Coronavirus raccontata in rima
Isola, 26 Aprile 2020 ore 09:39

La realtà del Coronavirus raccontata in rima in tutte le sue sfaccettature da Franco Gambirasio, cittadino di Villa d’Adda.

Dieci poesie sul Coronavirus

Dieci poesie scritte tutte d’un fiato, per mettere nero su bianco i pensieri e le emozioni che dall’inizio dell’emergenza Coronavirus accompagnano le nostre lunghe giornate tra il dolore, la paura e il desiderio di ricominciare. E’ in questo modo che Franco Gambirasio ha voluto lasciare la propria testimonianza sulla situazione che stiamo vivendo da ormai due mesi. Nato e cresciuto a Villa d’Adda, dove abita da sempre, Gambirasio ha 52 anni e fin da giovane è un appassionato collezionista: nella sua casa ha mobili risalenti al 1800 e all’inizio del 1900 insieme a oggetti d’epoca di ogni tipo, ma anche a conchiglie, farfalle, minerali, fossili e circa quattromila libri antichi datati dal 1500 al secolo scorso. Un altro suo grande hobby, poi, è sempre stata la scrittura. Per 15 anni Gambirasio ha collaborato con il Giornale di Merate e in passato ha anche pubblicato 15 libricini di aforismi e poesie con la casa editrice Pulcinoelefante di Osnago. Questa passione per le rime continua ancora oggi, tanto da averlo spinto, nelle scorse settimane, a mettere per nero su bianco i sentimenti che l’emergenza Coronavirus ha suscitato in lui. E così, nel giro di pochi giorni ha scritto dieci poesie, nelle quali il poeta affronta le tematiche dell’isolamento, della solitudine, della fragilità umana, del dolore, della morte, ma anche della speranza e dell’attesa di un nuovo inizio. «Questi testi sono nati dall’osservazione della realtà che mi circonda – ha infatti spiegato Gambirasio – da quello che vedo tutti i giorni non soltanto sui telegiornali, ma anche dalla mia esperienza diretta: piazze, strade e chiese deserte e la morte di tante persone che conoscevo. Le poesie esprimono il dolore che provo di fronte a tutto ciò, accompagnato dalla consapevolezza che prima o poi questa terribile situazione finirà».

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Come il vento

Quando/il vento/sferza/i rami,/alcuni si spezzano,/altri resistono./Quando/il vento/scuote/la pianta,/tronco/e radici/resistono./Come/epifania/venne/il flagello/di tanti/alberi,/che non diedero/più violini./Oggi,/questo/vento/improvviso,/ha sferzato/gli uomini/in camice/bianco,/la bocca/come bendata,/il corpo/in un fragile/usbergo,/molti/sono stati/spezzati,/altri/hanno resistito/e resistono./Quando/questo vento/cesserà/l’albero/sarà/ancora/in piedi/e sentiremo/suonare/ancora/i violini.

Attesa

L’ho vista/attraversare/la strada,/sola,/antica/figura,/bella/come/una piccola/margherita,/forte/con quel velo/bianco/sulle labbra./L’ho vista/la nonna/che ancora/respira/aspettando/di baciare./L’ho vista/la donna/che ha il coraggio/di vivere,/aspettando/la luce/che,/piano piano,/filtra/tra i muri./Ho visto/l’uomo/solo,/vecchio/bastone/di duro/legno,/ricamo,/merletto,/guardare/dalla finestra/un cielo/pieno/di candide/nuvole.

Il Diavolo sottile

Entra,/come/un sospiro/d’aria/d’inizio/primavera./Lieve,/come/primule/che stacchi/dalla terra./Sottile,/nel corpo/sano/come/mandorlo/in fiore./Il male/che giunge/alla radice,/carezza/d’acciaio/che uccide/la pianta.

Soli

Una maschera,/non d’oro/non di pizzo,/non carnevale/sulle piazze,/nelle vie./Una maschera/bianca/sulla bocca,/in un letto/lontano/come stelle/perse/nell’universo.

Deserti

Città,/paesi,/vuoto/assoluto/come/nelle nostre/anime.

Chiese

Solo/un raggio/di sole/dai vetri./Solo/una luce/che illumina/la polvere/degli altari,/delle panche/vuote.

Inaspettato

L’anemone/bianco/tra corone/di foglie,/giunto/prima/del suo tempo./Anche/un fiore/di morte/è arrivato,/inaspettato.

Scomparirà

Eppure/oggi/ho visto/i fiori/nati/dalla terra,/ho visto/i fiori/sui rami,/nei prati./E’ scomparso/il nudo/inverno,/è scomparso/il silenzio,/è arrivato/il canto/degli uccelli,/scomparirà/anche/questo/buio.

Foglie

Le vedi/cadere/le foglie,/tutte uguali,/anche/quelle/che sono/diverse,/quelle/che portano/il segno/del nostro/dolore.

Vivo

Io sono/rimasto/vivo,/ma rimarrò/come/un melograno/a cui/hanno/tolto/i semi/più aspri,/più dolci./Quando/rinascerò/nelle future/stagioni/non avrò/più/quei chicchi/così aspri,/così dolci.

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