Polemica

La caccia alle nutrie di Lecco diventa un caso nazionale. “Si uccidono gli animali con i soldi dei cittadini”

Enpa: "Imparare ad uccidere le nutrie, la Provincia di Lecco attiva corsi online coinvolgendo anche illegittimamente i cacciatori."

La caccia alle nutrie di Lecco diventa un caso nazionale. “Si uccidono gli animali con i soldi dei cittadini”
Meratese, 09 Giugno 2020 ore 16:33

La caccia alle nutrie di Lecco diventa un caso nazionale. O per meglio dire lo diventa l’iniziativa di Villa Locatelli di  organizzare un  corso di formazione per abilitare gli operatori che potranno essere autorizzati al prelievo degli esemplari di nutria dall’ambiente naturale. Corso che proprio non piace all’Enpa nazioale che denuncia: “Si uccidono gli animali con i soldi dei cittadini”.

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La caccia alle nutrie di Lecco diventa un caso nazionale. “Si uccidono gli animali con i soldi dei cittadini”

 “La provincia di Lecco ha dato il via ad un corso di formazione online, aperto anche ai cacciatori, per spiegare come sparare alle nutrie e che si concluderà con una lezione “pratica” – sottolineano dall’Enpa  –  Obiettivo: dar vita ad un piano di sterminio di massa delle nutrie presenti nella provincia, il cui costo economico verrà fatto pagare ai comuni, dunque ai cittadini”. Per l’Ente Nazionale Protezione Animali si tratta di fondi economici preziosi che in questa emergenza dettata dal Covid 19 potrebbero essere utilizzati per ben altri scopi.

“Piano inutile e illegittimo”

“Quello della Provincia di Lecco è l’ennesimo piano inutile e illegittimo poiché prevede che a effettuare le uccisioni siano anche i cacciatori e altre figure private estranee alla legge 157 del 1992 art 19 sulla gestione faunistica (che si applica anche alle nutrie). Eppure sono già sei le sentenze della Corte Costituzionale che hanno bocciato il ricorso agli operatori privati. Inoltre, ci sembra decisamente fuori luogo che, in piena crisi economica, i comuni debbano pagare con i soldi dei contribuenti le spese per gli abbattimenti e lo smaltimento dei corpi quando le attività commerciali e le famiglie stanno chiudendo i battenti o facendo molta fatica ad arrivare a fine mese. Per non parlare del fatto che, come abbiamo più volte ribadito, gli abbattimenti sono inutili e la stessa eradicazione, anche secondo l’Unione Europa, non è tecnicamente possibile. Sono altri i sistemi che possono incrementare una corretta convivenza e tra questi non c’è sicuramente la fallimentare politica delle uccisioni”.

“Formazione online sommaria e pericolosa”

In questo contesto, la formazione online di chi dovrebbe poi compiere gli abbattimenti, maneggiando armi, è del tutto sommaria e pericolosa. Oltretutto le politiche degli stermini a cui le amministrazioni locali si ostinano a ricorrere da svariati anni hanno solamente di fatto aggravato la situazione, liberando spazi per nuove colonizzazioni della specie oggetto di controllo. Queste scelte sono funzionali solo ai consensi politici. La strada da percorrere è piuttosto un’altra: ripristino ambientale e applicazione delle misure per impedire nuove colonizzazioni. Inoltre è possibile ricorrere alla sterilizzazione di un determinato numero di animali in particolari contesti, infatti, la pratica della sterilizzazione e del rilascio in libertà è stata dichiarata valida dalla stessa Unione Europea. Ci appelliamo dunque al buonsenso di tutti, in primis a quello dei comuni che vivono da vicino questo periodo di crisi, affinché non vengano utilizzati soldi pubblici per autorizzare inutili uccisioni. La strada è, e deve essere, quella della scienza, della prevenzione, della cultura, del rispetto delle leggi e del buonsenso.

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