L'appello

Imprenditrice degli eventi di Carvico scrive al Governo

Una lettera aperta per chiedere aiuto a nome di tutte le piccole realtà del settore.

Imprenditrice degli eventi di Carvico scrive al Governo
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Imprenditrice degli eventi di Carvico scrive al Governo: «Aiutateci...».

La lettera dell'imprenditrice degli eventi di Carvico

«Scrivo a voi, che ci amministrate, che gestite le nostre vite, mai come ora con così forte impatto. Scrivo a voi, a nome di una moltitudine. Mi chiamo Alessandra Moretti e sono un’imprenditrice italiana, bergamasca, titolare di una piccola realtà di successo, che negli anni, con il proprio lavoro, la sua arte e creatività ha rappresentato la bella Italia dinanzi a capi di Stato, istituzioni, multinazionali. La mia società lavora e vive nel mondo di quella che è chiamata “Events Industry”. So che c’è chi, più grande e importante (economicamente) di me, ha già parlato, si è già fatto sentire. Però la mia è una voce corale di tanti piccoli ma grandi uomini e donne che con il proprio lavoro rendono ogni giorno la vita dei loro clienti un sogno». Sono migliaia gli imprenditori, i liberi professionisti e gli artisti che in pochissimi giorni hanno aderito alla causa di un’imprenditrice degli eventi di Carvico, firmando la lettera scritta da lei a nome di tutte le piccole realtà del settore per chiedere aiuto al Governo. Alessandra Moretti, 43 anni, opera nel mondo degli eventi dal 1999 e nel 2007 ha fondato insieme a suo marito Vito Roberto Barone l’agenzia Regie d’autore Snc, una società con sede a Carvico che si occupa di direzione scenografica e artistica di grandi eventi internazionali e consulenza per i catering e per gli stessi organizzatori. Un lavoro che da sempre svolge con grande passione, ma che dallo scoppio dell’epidemia è stato totalmente dimenticato dallo Stato. «In un momento di grave emergenza sanitaria, far festa è l’ultimo dei pensieri - ha dichiarato Moretti - ma il settore degli eventi muove un sistema economico ampissimo: ci sono gli chef, i grossisti, i fotografi, gli artigiani, i musicisti, i fioristi, i noleggiatori, coloro che si occupano della sicurezza o delle pulizie... Dietro all’evento in sé c’è tanto lavoro, sia prima che dopo». E così, consapevole che per la ripartenza bisognerà aspettare probabilmente la fine dell’anno, se non di più, ha scritto una lettera aperta in rappresentanza di piccole aziende come la sua, nella speranza che il suo sfogo raggiunga il Governo.

«Aiutateci, ma con soldi veri...»

«Aiutateci, fateci capire quando, e come, potremo ricominciare a lavorare, quali saranno le regole da rispettare - scrive l'imprenditrice degli eventi nella lettera - Il nostro è un lavoro di programmazione a lungo termine, noi non viviamo di improvvisazione. E se ci direte che non sarà possibile, per il bene del popolo italiano, creare eventi, “assembramenti”, rispetteremo le regole come abbiamo fatto fino ad ora, ma dateci degli aiuti reali per andare avanti, per non affondare». Il timore di Alessandra Moretti è che il Governo dia il via libera alla ripartenza delle attività, ma con normative così rigide e restrittive da tagliare le gambe alle piccole realtà, costringendole così a non lavorare. E allora, se non è possibile realizzare eventi, che arrivino aiuti economici concreti. «Aiutateci a non dover affrontare la beffa di chiedere la sospensione di un mutuo e scoprire che gli interessi sono talmente alti che chiamare questa operazione usura è un eufemismo - continua - Aiutateci, ma non con dei nuovi prestiti “garantiti”, che si uniranno a quelli che già abbiamo fatto per far crescere le nostre aziende. Aiutateci con dei soldi veri, che non sembrino elemosina. Aiutateci a non rimanere bloccati dalla burocrazia. Aiutateci a non morire, a non chiudere. Fate sì che non solo i grandi gruppi abbiano voce. Esistiamo anche noi… fatturavamo! Anche noi abbiamo contribuito a rendere grande questo Paese. Noi, che realizziamo sogni, ora chiediamo a voi di metterci in condizione di realizzare il nostro».

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Le migliaia di adesioni dal mondo degli eventi

La titolare di Regie d’autore ha iniziato a far girare la lettera venerdì 10 aprile e in poco tempo, grazie alle sue numerose conoscenze, ha raccolto le firme di centinaia di imprenditori, liberi professionisti e artisti come lei. Poi, mercoledì scorso l’appello è stato pubblicato sulla rivista settimanale Panorama e in poche ore le firme sono salite a migliaia. Così l’imprenditrice ha deciso di aprire una community su Facebook chiamata «Noi degli eventi aiutiamoci», dove ogni giorno riceve tantissimi messaggi di persone che si vogliono unire alla sua lotta, tra wedding planner, ristoratori, musicisti e persino animatori di villaggi. «Qualcuno ci deve ascoltare - ha concluso fiduciosa l'imprenditrice degli eventi - Questa community è un grido educato di aiuto e una forma di appartenenza ad un settore poco rappresentato. Sono contenta perché è la prima volta che ci uniamo veramente e mi piacerebbe che chi ci governa sappia che esistiamo».

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